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Ogni volta che sento nominare Paola Marini mi salta in mente, per immediata associazione di idee, il ricordo del Texas. Un ricordo bellissimo.
È stato in Texas e precisamente al Kimbell Art Museum di Forth Worth, la città dei cowboys e di Walker Texas Ranger, vicina a Dallas, che la grande e indimenticabile mostra di Jacopo Bassano, dopo i fasti del suo allestimento al Museo Civico di Bassano del Grappa nel 1992, ha suggellato il suo successo internazionale.
All'epoca Paola Marini era il direttore del Museo di Bassano e componente del Comitato Scientifico della grande esposizione e, in tale doppia veste, ha fatto parte della delegazione bassanese intervenuta a Forth Worth per l'inaugurazione della mostra “americana” di Jacopo, nel gennaio 1993.
Paola Marini (fonte immagine: arttribune.com)
Una rappresentanza della nostra città che era stata ricevuta dal direttore del Kimbell Art Museum Edmund P. Pillsbury e, tra gli altri, dalla studiosa e curatrice delle mostre del Museo texano Beverly Louise Brown, che assieme a Paola Marini era anche la co-curatrice del prezioso catalogo della mostra.
Di quella delegazione in visita negli Stati Uniti facevano inoltre parte l'allora sindaco di Bassano del Grappa Gianni Tasca, il vicesindaco Luciano Fabris, il presidente degli Amici del Museo Oscar Ganzina, il già direttore del Museo di Bassano Fernando Rigon e altre persone ancora.
E di quel gruppo salito su un volo intercontinentale per onorare Jacopo in U.S.A. facevo parte anch'io, inviato in Texas per Telealtoveneto, la mitica televisione per la quale in quel tempo lavoravo, assieme all’altrettanto mitico cameraman Graziano Roana che ha fatto anche le riprese per la Rai.
Tra le interviste che ho raccolto in quello storico reportage televisivo, c'è stata ovviamente anche quella di Paola Marini.
Non in Texas, però: talmente fitto era stato il programma di impegni, di incontri e di serate di rappresentanza, a Forth Worth e anche a Houston (dove si era tenuto un ricevimento dai fratelli Haukohl, collezionisti d'arte cinquecentesca e mecenati, nella loro villa che era stata in precedenza della famiglia Bush), che non era stato possibile avvicinarla al microfono, con i tempi necessari, in quelle occasioni.
L'intervista l'abbiamo fatta nell'ultima tappa di quel viaggio, a New Orleans, l'affascinante città della Louisiana, durante una gita su un battello che girava la sua pala (non di Sant'Anna) sul grande fiume Mississippi.
E rammento ancora, di quella intervista sferzata dal vento, le competenti e sentite parole con cui la allora direttrice del nostro Museo non solo aveva spiegato l'importanza di Jacopo Bassano e di quella mostra che ne consacrava la grandezza pittorica, ma aveva espresso anche l'orgoglio che lei, veronese, sentiva in cuore nel rappresentare il nostro Museo e la nostra città in quella irripetibile trasferta oltreoceano.
Perché questo deve essere un direttore del Museo Civico di Bassano: uno studioso e professionista della cultura che pur arrivando da altrove deve vivere la città, coltivarla, assimilarla, sentirla “sua”. Come accade anche oggi con Barbara Guidi.
Dopo 31 anni, chiunque abbia partecipato a quel viaggio nell’autentica frontiera (un intero quartiere di Fort Worth, Stockyards, è rimasto come all’epoca del Far West) se lo ricorda ancora: sia chi vi scrive, che ci è andato con la famiglia, che la dottoressa Marini, capodelegazione, assieme al sindaco Tasca, di quello che è stato per davvero un sogno americano.
Poi Paola Texas Ranger, direttore del Civico Museo-Biblioteca-Archivio di Bassano del Grappa proprio fino al 1993, nella sua carriera ha spiccato il volo verso altri prestigiosi lidi: ha diretto il complesso dei Musei d’Arte e Monumenti del Comune di Verona e quindi le Gallerie dell'Accademia di Venezia.
Ma quell'esperienza bassanese rappresenta una pietra miliare di tutto il suo percorso scientifico e umano.
E così, come comunicato ieri dal sindaco Elena Pavan, affiancata dall’assessore alla Cultura Giovannella Cabion, nella tradizionale conferenza stampa di annuncio dei nomi dei premiati alla cerimonia di San Bassiano del 19 gennaio, Paola Marini è stata insignita del Premio Cultura Città di Bassano 2023.
Non ho sbagliato il numero dell’anno: il Premio si riferisce sempre all’anno precedente a quello della consegna.
Un riconoscimento meritato: e il bello è che Paola Marini non riceve il più prestigioso premio della nostra città per la prima volta.
Nel suo cospicuo curriculum vitae, alla voce dei premi ricevuti nel corso della carriera, si legge infatti “Cultura Città di Bassano del Grappa 1992”.
Ma quello di 32 anni fa era un premio “collettivo”: era stato infatti assegnato al Comitato Scientifico della mostra di Jacopo Bassano che oltre a lei annoverava quasi una ventina di altri eminenti studiosi, tra i quali ricordo William R. Rearick, Alessandro Ballarin, Bruno Passamani, Fernando Rigon, Giovanna Nepi Scirè, Terisio Pignatti, Sydney J. Freedberg e i già citati Edmund P. Pillsbury e Beverly Louise Brown.
Per Paola Marini la consegna del Premio Cultura sul palcoscenico della Sala Da Ponte (venerdì 19 gennaio, inizio cerimonia ore 16) sarà una sorta di “ritorno al futuro” a Bassano del Grappa.
La sua storia personale l’ha vista arrivare a Bassano nel 1982, nel ruolo di conservatore del Civico Museo-Biblioteca-Archivio, che poi ha diretto dal 1988 al 1993. Ma in realtà il suo cordone ombelicale con Bassano del Grappa non si è mai spezzato.
Negli ultimi tempi, anzi, la sua collaborazione con il nostro Museo ha intrapreso nuove strade. Prima come componente della commissione esaminatrice per la selezione del nuovo direttore dei Musei Civici nel 2020. E poi come componente del Comitato Scientifico del Musei stessi, assieme a Davide Gasparotto, David Landau e Carlo Sisi: quattro nomi, quattro garanzie.
Possiamo dire che il riconoscimento che le spetta non è solo un Premio alla carriera, ma anche alla fedeltà: un attaccamento alla città di Bassano e alla sua istituzione scientifica e culturale più importante che, anche a distanza e negli anni, non ha fatto mai mancare.
Per quanto mi riguarda, e a Dio piacendo, alla cerimonia con la premiazione di Paola Marini non mancherò assolutamente: sarà per me l’ennesima occasione, incontrandola di nuovo, di uscire a riveder le stelle e strisce.
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