Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 01-05-2014 00:13
in Politica | Visto 3.230 volte

No Euro, No Cry

Magdi Cristiano Allam, candidato alle europee con Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale, fa tappa a Bassano col suo “No Euro - Allam Tour”. "Il crimine epocale è che l'Italia è uno Stato ricco, ma si sta trasformando in una popolazione povera"

No Euro, No Cry

Magdi Cristiano Allam, candidato alle elezioni europee con Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale, ha fatto tappa con il suo tour a Bassano (foto Alessandro Tich)

“No Euro”, ma non da oggi. Che l'uscita dalla moneta comune e il ritorno alla sovranità monetaria sia il fondamento necessario alla rinascita dell'Italia, Magdi Cristiano Allam lo sostiene già da tempo, e cioè almeno da quel 2011 che con l'avvento del governo dei professori ha introdotto nella vita del Paese la spada di Damocle della “spending review”, con l'Unione Europea sempre più attestata nel ruolo di severa esaminatrice della nostra capacità di tagliare i conti pubblici e di non sforare il tetto del rapporto tra deficit e Pil per non scardinare gli equilibri di stabilità dell'eurozona, da cui dipendono inesorabilmente i nostri destini.
“E' la moneta a servizio della persona, e non la persona schiava della moneta - affermava Allam in un incontro a Padova ancora nell'ottobre del 2012 -. Lo Stato non potrà mai pagare i debiti alle imprese continuando a indebitarsi. L'unica via, per uno Stato, è emettere direttamente moneta a credito.”
Un tema che il giornalista ed europarlamentare uscente rilancia con decisione in occasione della campagna per le elezioni europee, che lo vede candidato nella circoscrizione Nordest nella lista di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale.
Il camper bianco e azzurro del “No Euro - Allam Tour” sta facendo il giro delle città delle quattro regioni della circoscrizione elettorale. Tra cui anche Bassano del Grappa dove il candidato, nonché celebre collega - già editorialista di Repubblica e vicedirettore del Corriere della Sera, e oggi editorialista de Il Giornale - incontra gli elettori, e i candidati della lista di Fratelli d'Italia alle amministrative bassanesi, alla libreria “Il Sagittario” in piazzotto Montevecchio. Per presentare - argomentadolo, come sempre, con un discorso a ruota libera - “No Euro”: l'opuscolo realizzato da Allam per spiegare perché con la valuta comunitaria “l'Italia ricca si sta trasformando in italiani poveri” e indicare “come riprenderci la Sovranità monetaria e riscattare il diritto alla Vita, Dignità e Libertà”.
Introdotto dal coordinatore del circolo di Bassano di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale Renato Gasparini e dai saluti dell'assessore regionale Elena Donazzan e del candidato sindaco della coalizione di centrodestra “Innamorati di Bassano” Federica Finco, Allam entra subito nel nocciolo della questione non prima di aver a sua volta salutato la “carissima amica da moltissimi anni” Lorenza Manfrotto, della Libreria di Palazzo Roberti in città.
“Bassano è uno dei tanti gioielli che abbiamo in Italia e l'ho sempre amata - esordisce Magdi Cristiano Allam -. E' una città che ci fa toccare con mano che chi fa grande l'Italia sono tantissimi piccoli, Comuni e imprenditori. La piccola dimensione è quella che sostanzia la nostra anima e la dobbiamo salvaguardare dalla globalizzazione che la vuole fagocitare.”
“L'Unione Europea - prosegue - è un cumulo di paradossi. Dei suoi 500 milioni di abitanti solo 80 milioni, e cioè il 16%, ha meno di 30 anni. Mentre sull'altra sponda del Mediterraneo il 70% della popolazione ha meno di 30 anni. L'Unione Europea ha il 7% della popolazione mondiale, ma costa il 50% del welfare mondiale in pensioni, sanità, istruzione, sussidi sociali. L'Europa è quindi un gigante dai piedi di argilla: quando la percentuale di quelli che versano contributi diventa inferiore a quella di chi li riceve, il sistema collassa.
A partire dal governo Monti, calato dall'alto, il taglio alla spesa pubblica è concepito come l'unica soluzione dei nostri guai.”
“Oggi moneta, debito, Pil, spread sono diventati i parametri che regolamentano la nostra esistenza - sottolinea il candidato di Fratelli d'Italia -. Lo sanno bene anche i sindaci, ridotti a gabellieri per conto della Tesoreria Unica dello Stato. Siccome ci dicono che il rapporto tra debito pubblico e Pil deve essere del 60% e il nostro rapporto è del 133% e che il nostro debito pubblico complessivo e di 2100 miliardi, ogni anno dobbiamo ridurre il debito di circa 50 miliardi per arrivare al 60% del rapporto col Pil. E' totale follia. Il Giappone ha un rapporto debito/Pil del 260%, eppure ha un'economia solidissima. E questo è dovuto a tre cose: ha una moneta sovrana, una banca centrale statale e un debito pubblico tutto interno, i titoli di Stato cioè non vengono venduti agli stranieri.”
Rimarcando anche il paradosso dell'istituto di emissione della moneta unica: “L'euro è una moneta prodotta da una Spa. La BCE è privata e i suoi azionisti sono banche centrali pubbliche o private. La stessa Banca d'Italia al 97% è privata. L'euro è l'unica moneta nella storia emessa in assenza di un popolo e in assenza di uno Stato. La BCE fa riferimento a se stessa, e il suo mandato è solo garantire la stabilità della moneta. Una banca centrale deve invece favorire lo sviluppo di uno Stato, emettendo moneta se serve.”

“Il 25 maggio è un bivio”

“L'opuscolo “No Euro” - spiega il suo autore - è stato scritto con la visione della casalinga, e cioè di una persona semplice e pratica, e la prima domanda che pone è come mai con un milione e 500mila lire una famiglia italiana viveva dignitosamente e nell'arco di sei mesi il corrispettivo di 750 euro si è tradotto in povertà. Le responsabilità sono il tasso di concambio con la lira che è stato punitivo per l'Italia e il mancato controllo sui prezzi. La maggioranza degli italiani ritiene che comunque questo sistema sia da cambiare e il crimine epocale è che l'Italia è uno Stato ricco, ma che si sta trasformando in una popolazione povera. Il nostro Pil è di 1600 miliardi di euro, 6 volte la Grecia e 8 volte il Portogallo. Il patrimonio delle famiglie italiane è di 9600 miliardi ed è il più copioso in Europa, ancora più della Germania. Eppure più di 4 milioni di italiani non hanno i soldi per comprare il pane e gli ultimi dati Istat parlano di 1 milione e 130mila famiglie disoccupate e di un terzo dei pensionati con 500 euro al mese.”
Una diretta conseguenza del “corto circuito” dei soldi in circolazione: “Ci dicono che la massa monetaria è limitata, e il 95% della massa monetaria è formata da operazioni bancarie.” Una coperta che, nel momento in cui copre una parte, ne lascia inevitabilmente scoperta un'altra: “Se a Renzi servono 10 miliardi per il bonus da 80 euro deve recuperarli tagliando da altre parti.”
Ergo: “Con 2100 miliardi di debito l'Italia deve pagare 85 miliardi di interessi annui. Se sommiamo il debito delle imprese, delle banche e delle famiglie il debito complessivo è di 5232 miliardi, pari a 210 miliardi di interessi all'anno. E' il vero problema, perché sono soldi sottratti allo sviluppo. Lo Stato per ripianare gli interessi è costretto a contrarre nuovi debiti, emettendo titoli, e gli interessi li pagano i cittadini con le tasse dirette e indirette.”
E a proposito di banche nazionalizzate: “In Germania ci sono banche pubbliche che comprano il denaro dalla BCE al tasso dello 0,25% e erogano credito all'1%. In Italia abbiamo privatizzato tutte le banche. Se avessimo una banca pubblica e il tasso di credito all'1% gli 85 miliardi di interessi diventerebbero 25 miliardi. Perché nessun governo non decide la nascita di una banca interamente pubblica per risparmiare 60 miliardi? Chi ci governa, evidentemente, è più attento alle ragioni delle banche che alle ragioni degli italiani.”
“Il 25 maggio è un bivio - rimarca Allam -. Dovremo decidere se mettere ancora al centro della nostra vita Pil, spread e moneta o mettere al centro la persona, la famiglia naturale, la comunità locale e le imprese che producono. La dimensione finanziaria oggi è prevalente rispetto alla dimensione economico-produttiva. Oggi puoi produrre beni e servizi, ma sei condannato a morte se non hai i soldi. Nemmeno le case non vengono più accettate come garanzia per il credito, perché le banche sono piene di case confiscate alle famiglie che non hanno pagato il mutuo. E' una situazione da ribaltare, facendo tornare la centralità dell'economia reale e della persona.”
“Ci dicono anche - puntualizza l'autore di “No Euro” - che uscire dall'euro sarebbe una catastrofe. La catastrofe è quella che stiamo già vivendo oggi. Qui ogni giorno muoiono 1000 partite Iva. L'Europa ci ha fatto perdere la sovranità monetaria, la sovranità legislativa, perché l'80% delle leggi sono frutto di direttive e regolamenti comunitari, e ha ipotecato la sovranità giudiziaria, con le corti europee che sono ormai diventate il quarto livello di giudizio. Noi rischiamo di perdere l'Italia come Stato nazionale. La prospettiva degli “Stati Uniti d'Europa” altro non sarà che un protettorato economico tedesco, di cui l'Italia sarà una colonia. Dobbiamo oggi concentrarci sulla salvaguardia del nostro diritto alla vita e alla difesa dell'Italia e della nostra civiltà. I giovani hanno un grande disorientamento sia sul piano economico che su quello valoriale, dobbiamo dare loro certezza che riscattiamo il valore di verità. Andare a votare, e votare il cambiamento, oggi è necessario. Non dobbiamo vergognarci di dire che in Italia le risorse degli italiani devono essere destinate agli italiani e dobbiamo porre fine al meccanismo dello Stato che deve indebitarsi per ripianare il debito.”
E attenzione al precedente storico: “Nel 1992 siamo già usciti dallo Sme, il Sistema monetario europeo, che alla pari dell'euro era un sistema monetario con cambi fissi. La lira subì una svalutazione del 30% ma l'inflazione si ridusse di mezzo punto e le esportazioni delle imprese decollarono.”
Una valuta sovrana, una Banca d'Italia nazionalizzata, una capacità di emettere moneta al miglior tasso possibile. Per il candidato alle europee è la via di uscita per l'Italia dal tunnel dell'eurozona. Che va abbinata, a suo modo di vedere, alla altrettanto necessaria liberazione dalla “dittatura relativista di questa Unione Europea” che oltre “a imporre leggi finanziarie inique e vessatorie come Fiscal Compact, Fondo Salva Stati o Patto di Stabilità” sta anche “scardinando la certezza di chi siamo come persona, famiglia naturale, comunità locale, valori non negoziabili a partire dalla sacralità della vita.”
“Come può un'Europa in deficit demografico - sostiene Magdi Cristiano Allam - scordare il nucleo fondante della società che è la famiglia naturale? La concessione di pari diritti a tutte le categorie in base al loro orientamento sessuale, dai bisessuali, agli omosessuali, ai transessuali e agli intersessuali, evidenzia un'Europa che mette al centro di tutto la moneta e che si vergogna delle nostre radici, dei nostri valori e della nostra identità. Ecco perché noi diciamo No all'euro e anche No a questa Unione Europea.”

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