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Hotel Europa

"Mr. Glamour” Simone Furlan, albergatore a Cassola, fondatore dell'“Esercito di Silvio”, si candida alle europee con Forza Italia. Su invito diretto di Berlusconi. E una sua frase fa già notizia: "Dobbiamo dare un calcio nel c...alla Merkel"

Pubblicato il 29-04-2014
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Il suo comitato elettorale è insediato all'Hotel Glamour di Cassola. L'hotel di cui è contitolare e amministratore e che è sempre stato il quartier generale della sua attività politica, che dopo i primi passi col movimento “Forza Insieme”, di cui è stato il promotore e front-man, è sfociata nella costituzione dell'“Esercito di Silvio”, di cui è il fondatore e il leader nazionale e che conta oggi più di 600 “reggimenti” in tutta Italia.
Berlusconiano all-inclusive e senza se e senza ma (“Berlusconi, tutto il resto è noia” è il titolo di un suo antologico intervento sul sito web dell'“Esercito”), ha fatto della “difesa del presidente Berlusconi” dalla “persecuzione giudiziaria dei magistrati” una ragione di vita politica. Promuovendo la manifestazione “Nessuno tocchi Silvio” per contrastare “l'eliminazione per via giudiziaria del leader dei moderati”. Diventando, al contempo, uno dei più convinti sostenitori della ricostituzione di Forza Italia e lanciando velenosi strali all'indirizzo del “traditore” Angelino Alfano e di altri maggiorenti del già PdL che non hanno seguito la strada tracciata dall'ex Cavaliere.
Ora Simone Furlan, padovano con frequentazione bassanese, fa il passo in avanti: è infatti candidato alle elezioni europee nella lista di Forza Italia per la circoscrizione Nordest.

Simone Furlan, candidato alle europee con Forza Italia (fonte immagine: ilgiornaleditalia.org)

“Mi sono candidato - dichiara Furlan a Bassanonet - perché il presidente Berlusconi mi ha detto di scendere in campo e che nel Nordest ero certamente la figura che incarnava il rinnovamento. Io sono un piccolo imprenditore, e il presidente mi ha detto: “Conosci bene l'Italia del fare, avendo un'azienda e lavorando al fianco dei tuoi collaboratori. Devi portare avanti le istanze delle piccole e medie imprese del Nordest.” Sono stato la persona che ha portato avanti la battaglia per Berlusconi, che mi ha anche detto che non potevo non essere in campo per continuare le mie battaglie su tante altre questioni in Europa.”
La candidatura europea di Furlan è stata ufficialmente presentata ieri a Vicenza, assieme a quella dell'europarlamentare uscente Lia Sartori, in un incontro con la stampa convocato dal coordinatore provinciale di Forza Italia Dino Secco, affiancato dal senatore forzista Pierantonio Zanettin.
Un'uscita pubblica a livello locale preceduta, il giorno prima, da un'intervista rilasciata da Furlan a “Il Giornale d'Italia”, diretto da Francesco Storace, che ha già fatto molto rumore.
Alla domanda “Se dovesse essere eletto, cosa promette di fare per dare un contributo a questa Europa in mano alla Merkel che non piace più a nessuno?” ha infatti così risposto: “Vogliamo dare un calcio nel c... alla Merkel.” (i puntini li abbiamo messi noi, Ndr).
“Portare coraggio, passione, entusiasmo - ha aggiunto -. E un modello che in Europa non è conosciuto. L’errore che ha fatto anche il PdL in passato è stato quello di mandare lì alcuni politici a svernare. A Strasburgo invece si gioca una partita importante. Che andrà condotta con forza e coraggio.”
E al cronista che gli ha ancora chiesto se “batterà i pugni sul tavolo per rinegoziare trattati e provvedimenti lesivi dell’economia come il Fiscal compact o si accontenterà solo della poltrona” ha replicato: “Altro che battere i pugni, rovescerò la scrivania. Perché l’Italia non si può permettere un contratto come il fiscal compact. Prima vengono le nostre imprese, le nostre famiglie. Poi se avanza un euro lo diamo all’Europa. Che, voglio sottolinearlo, senza di noi non va da nessuna parte.”
Così parlò Simone Furlan, uomo - come rileva sempre l'articolista del quotidiano on line Federico Colosimo - “dall'entusiasmo contagioso” ma “che non piace a tutti”.
Cosa di cui “mister Glamour” è ben cosciente, spiegando nell'intervista anche il perché: “Perché ho rotto degli schemi. Lanciando l’esercito di Silvio ho distrutto un silenzio assordante. Togliendo visibilità a quei vecchi politiconi che lo stavano abbandonando. A quelli che in un determinato e importantissimo momento si sono posizionati nella maniera più comoda: in attesa. Il mio cuore mi ha detto di mettere in luce la vicenda di Berlusconi. E questo non è andato giù a tutti.”
Ora l'apostolo Simone inizia la sua corsa, e il suo albergo alle porte di Bassano aspira a cambiare il nome in Hotel Europa.

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