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Quei puntelli ai soffitti dell'Ulss
Da mesi la sede Ulss 3 di via Carducci è puntellata nell'atrio d'ingresso. I sindacati raccolgono le preoccupazioni dei dipendenti e chiedono chiarimenti sulla sicurezza dello stabile. L'Ulss spiega a Bassanonet i perché dell'intervento
Pubblicato il 26 apr 2012
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“Li vede questi cosi qua? Noi li chiamiamo i 'cristi'...” - ci dice una persona alle dipendenze dell'Ulss n. 3 nella sede dell'Azienda sanitaria di via Carducci a Bassano del Grappa. Certo che li vediamo: i puntelli “a croce” posti da alcuni mesi a sostegno dei soffitti all'entrata e nell'atrio di ingresso del vecchio edificio, ex sede amministrativa dell'Ulss medesima, non passano di certo inosservati.
E in quanto tali, hanno generato preoccupazioni sulle condizioni di stabilità del fabbricato da parte dell'utenza e di una quarantina di dipendenti, che tramite le rappresentanze sindacali di categoria hanno richiesto “urgenti spiegazioni” in merito alla direzione generale dell'Azienda.
La questione è emersa ancora nel 2011, quando una ditta specializzata ha eseguito nell'edificio svariate prove di portanza per verificarne la stabilità.
Alcuni dei puntelli "a croce" collocati nell'atrio della sede Ulss di via Carducci a Bassano (foto Alessandro Tich)
“Dei dati ottenuti - ha segnalato ai sindacati il personale operante nello stabile, ancora nello scorso mese di ottobre - nessuno di noi è stato informato, ma tutti abbiamo potuto vedere che al piano terra sono state montate numerose strutture di sostegno, chiaramente adibite a sorreggere il soffitto. Di recente, tali sostegni sono stati aumentati e risultano così evidenti che anche l'utenza che afferisce ai Servizi non ha evitato domande e commenti preoccupanti.”
Il puntellamento dell'ingresso e dell'atrio rappresenta la puntata più recente dell'infinita telenovela del fabbricato di via Carducci.
Dopo il trasferimento degli uffici amministrativi dell'Azienda socio-sanitaria presso l'ospedale San Bassiano, dal novembre 2005 l'edificio era rimasto inutilizzato e l'Ulss ne aveva attivato la procedura di alienazione, autorizzata nel 2006 con apposita delibera dalla Regione Veneto, in quanto l'immobile “non era più strumentale all'esercizio delle funzioni istituzionali dell'Azienda sanitaria”.
Ma la compravendita dello stabile non è mai andata in porto e la struttura di via Carducci è tornata successivamente ad ospitare alcuni uffici e servizi per il pubblico dell'Ulss n.3, a tutt'oggi operativi in quella sede: il SIL (Servizio Integrazione Lavorativa), il Servizio Disabilità, il Servizio di Neuropsicologia Clinica e la Direzione Servizi di Medicina Legale.
L'anno scorso l'Azienda sanitaria ha disposto una verifica delle condizioni strutturali delle sedi territoriali e in via Carducci la ditta incaricata ha effettuato dei carotaggi, seguiti dall'installazione, al piano terra, dei puntelli al soffitto.
Lo scorso 19 ottobre i sindacati provinciali di categoria Fp Cgil - Fp Cisl - Fp Uil, con una comunicazione alla direzione generale dell'Azienda Ulss 3, hanno quindi trasmesso una “richiesta urgente” di spiegazioni sulla sicurezza dell'edificio.
“Alle scriventi Organizzazioni Sindacali - scrive la comunicazione - è pervenuta dalle lavoratrici e dai lavoratori dello stabile di via Carducci, la segnalazione che la struttura è oggetto di valutazione e intervento da parte di una ditta esterna per quanto riguarda la stabilità.”
I sindacati hanno chiesto pertanto alla direzione generale “garanzie certe e scritte che lo stabile di via Carducci è a norma, che sono rispettate le norme antisismiche esistenti, che saranno fornite ai dipendenti adeguate informazioni su eventuali spostamenti degli uffici al fine di poter garantire la qualità e la continuità del servizio offerto, e che siano date in tempi rapidissimi le dovute spiegazioni sul lungo tempo di latenza intercorso tra il posizionamento delle prime strutture di sostegno apposte e le più recenti di rinforzo.”
E poiché su un argomento del genere un chiarimento è quantomai opportuno, giriamo anche noi la domanda ai vertici dell'Azienda Sanitaria.
“L'edificio di via Carducci - ci spiega il dr. Maurizio Sforzi, direttore del Dipartimento Prevenzione e Igiene dell'Ulss n. 3 - è stato costruito nella seconda metà degli anni '50 secondo gli standard e i requisiti di legge dell'epoca. Nel 1968 è uscita una circolare dei Lavori Pubblici che specificava nuovi standard di portata dei solai, tra cui le portate dei solai “per abitazioni e uffici” e quelle “per uffici suscettibili di affollamento”. Nell'ambito della recente verifica generale delle sedi sul territorio dell'Azienda Sanitaria, prevista dalla legge regionale 22/2002, si è constatato che i solai di via Carducci rispondevano ai requisiti di portata “per abitazioni e uffici”.
Per scrupolo, nonostante non si verifichi mai affollamento di utenti in quella sede, l'Azienda ha quindi disposto l'adeguamento al requisito superiore, e cioè agli standard “per uffici suscettibili di affollamento”. E' stato così effettuato il puntellamento dei solai sovrastanti l'ingresso e l'atrio, così da rendere lo stabile rispondente anche al criterio più restrittivo, con verifica di un professionista strutturista abilitato.”
La soluzione-tampone, per usare una formula tutta italiana, è “provvisoriamente definitiva”. Le strutture di sostegno - cioè - non saranno più rimosse, ma solo fino a quando la sede di via Carducci rimarrà in attività: nei piani dell'Azienda Sanitaria c'è infatti la dismissione definitiva dell'edificio.
“Siccome il fabbricato avrebbe bisogno di onerosi interventi di ristrutturazione nel campo del risparmio energetico e più in generale degli impianti tecnologici - conferma il dr. Sforzi -, l'Azienda intende dismetterlo, trasferendo il personale in altre sedi del territorio. Fintantoché rimarrà ancora utilizzato e aperto al pubblico, i puntelli rimarranno in opera.”
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