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Karizia Tecnology a tutto gas
La società proponente presenta in biblioteca a S. Giuseppe di Cassola il progetto dell'impianto di trattamento rifiuti di via Balbi. Quattro gassificatori e un settore per il recupero dei metalli: saranno trattate 100 tonnellate di rifiuti al giorno
Pubblicato il 13 mar 2012
Visto 6.719 volte
L'incontro di presentazione del progetto dell'impianto di trattamento dei rifiuti di Cassola, ovvero del gassificatore - anche se la gassificazione è solo uno dei processi previsti all'interno dello stabilimento - inizia alla Biblioteca Comunale di S. Giuseppe di Cassola alle 19, in concomitanza, come noto, con il consiglio comunale.
Di fronte a un pubblico che assiepa in ogni ordine di posti la sala superiore della struttura comunale, siedono i i rappresentanti di Karizia Tecnology Srl di Cassola, l'azienda proponente del progetto. Allestito per l'occasione anche un cordone di sicurezza: con polizia, carabinieri e polizia locale appostati all'ingresso dell'edificio e altri agenti presenti in sala.
Tocca al consulente ing. Ruggero Rigoni, dell'omonimo Studio di Ingegneria Ambientale di Vicenza, spiegare ai cittadini i dettagli del progetto.
L'affollato incontro di presentazione del progetto di Karizia Tecnology alla Biblioteca Comunale di S. Giuseppe di Cassola (foto Alessandro Tich)
L'iniziativa - come spiega l'ingegnere - è nata dall'esigenza originaria della società collegata Karizia Srl, che opera nel settore orafo, di recuperare i sottoprodotti degli scarti e dei rifiuti di produzione, contenenti metalli preziosi.
I promotori hanno quindi ricercato “altri partner che avessero le loro idee” per “il recupero di rifiuti industriali contenenti metalli nobili” e due anni e mezzo fa è stata effettuata una ricognizione sui vari processi di recupero.
L'attenzione del pool di promotori si è quindi concentrata su una tecnologia svizzera, brevettata dalla società Pyromex e basata sulla gassificazione con riscaldamento elettromagnetico “che demolisce la sostanza organica dei rifiuti per la produzione di energia” e sul “recupero con tecniche tradizionali dei metalli nel residuo solido non gassificato”.
Dopo un test nell'impianto pilota della società svizzera a Monaco di Baviera - con il recupero di metalli nobili e la gassificazione di materia organica dal trattamento di rifiuti come i circuiti stampati o il “fluff”, residuo non metallico delle automobili - e dopo una visita all'impianto operativo, sempre a Monaco, che tratta 25 tonnellate di rifiuti al giorno, Karizia Tecnology e i suoi partner “si sono convinti” della fattibilità di un progetto simile in territorio cassolese.
“Le esigenze delle società interessate - sottolinea l'ing. Ruggeri - riguardano il trattamento di rifiuti industriali metallurgici, assorbenti, infiltrazioni, trattamento acque ma anche dei RAEE, gli scarti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, che sono catalogati come rifiuti urbani. Si pensi ad esempio che da 1 tonnellata di telefonini si recuperano 20 grammi di oro. Lo scopo è quello di trasformare questo problema in risorsa.”
Il tecnico ribadisce che l'impianto riguarderà il “trattamento di rifiuti non pericolosi e pericolosi”, specificando che molti rifiuti sono “pericolosi per definizione” e riguardano gli scarti di normali attività del territorio come le autodemolizioni.
“La gassificazione - aggiunge il consulente - è censita a norma di legge tra le attività di recupero dei rifiuti a regime semplificato. Questo vuol dire che basta fare una semplice comunicazione, e dopo 60 giorni posso iniziare a lavorare.”
Il realtà il regime semplificato è previsto fino al trattamento di 10 tonnellate di rifiuti al giorno. “Sopra le 10 tonnellate - spiega ancora in tecnico - le aziende devono sottostare alla verifica di assoggettabilità, presentando i documenti all'autorità competente che stabilisce se l'impianto è assoggettabile alla Valutazione di Impatto Ambientale”.
E' quanto è accaduto per l'impianto di Cassola, che attualmente in Provincia è sottoposto a procedura VIA e che a regime tratterà ben 100 tonnellate di rifiuti al giorno.
10.350 metri quadri di superficie complessiva dell'area, inserita nella lottizzazione di via Balbi, di cui 4.680 metri quadri di superficie coperta; un settore per il pre-trattamento meccanico dei rifiuti e il recupero dei metalli prima del trattamento di gassificazione e 4 gassificatori in grado ciascuno di trasformare in gas sintetico (“Syngas”) 25 tonnellate di rifiuti al giorno: sono le caratteristiche salienti dell'impianto.
I quattro “moduli di gassificazione” sono composti da cilindri rotanti, al cui interno avanzano i rifiuti. L'azione di un campo magnetico generato da una bobina alimentata a tensione variabile riscalda la camera interna fino a 1400° “gassificando i rifiuti senza alcun sistema di combustione”.
“L'obiettivo quindi - illustra ancora l'esperto - è trattare i rifiuti per ricevere gas di sintesi e ricuperando il concentrato solido con procedure metallurgiche. Saranno trattati rifiuti industriali, stabili, non infiammabili a temperatura ambiente, con una componente organica gassificabile e una componente di metalli nobili. Ad esempio rifiuti dell'industria fotografica, di processi termici e metallurgici, del trattamento chimico dei metalli e delle materie plastiche, gli imballaggi, scarti da demolizioni auto, catalizzatori, carbone attivo esaurito, rifiuti combustibili (CDR) e rifiuti urbani RAEE.”
Il progetto dell'impianto di via Balbi prevede pertanto tre diversi settori tecnologici: il primo, per il conferimento e la messa in riserva dei rifiuti in speciali silos orizzontali; il secondo, per il trattamento meccanico e per la gassificazione dei rifiuti e il terzo, definito “un settore a latere”, per l'utilizzo energetico con produzione dal Syngas di energia elettrica.
Il conferimento dei rifiuti, nel piano industriale dei proponenti, sarà attivo cinque giorni a settimana. Le macchine del pre-trattamento meccanico per il recupero dei metalli lavoreranno invece sei giorni su sette. La gassificazione, infine, sarà a ciclo continuo: sette giorni su sette e h 24, con possibilità di modulare il trattamento su due moduli di gassificazione alla volta. L'obiettivo dichiarato è il trattamento complessivo di 36mila tonnellate di rifiuti all'anno.
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