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Lorna Geremia

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“Il Dio dell’Amore”: l’attrice bassanese Anna Bellato presenta il nuovo film in anteprima al Metropolis

La pellicola esplora l'incertezza sentimentale contemporanea attraverso la figura di una cardiologa divisa tra razionalità e istinto

Pubblicato il 27 mar 2026
Visto 2.773 volte

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C’è qualcosa di profondamente autentico quando un film torna a casa.
È ciò che è accaduto al Cinema Metropolis di Bassano del Grappa ieri sera, giovedì 26 marzo, dove Il Dio dell’Amore è stato presentato in anteprima in presenza di Anna Bellato, accolta da un pubblico partecipe e affettuoso.
Per l’attrice, originaria della città, non è stata solo una proiezione, ma un ritorno emotivo, suggellato da un lungo applauso e da un dibattito intenso al termine della visione. In sala, tra gli spettatori, anche un volto speciale: il suo professore di liceo, a testimonianza di un legame con Bassano che resta vivo e radicato.

L'attrice bassanese Anna Bellato.

Il film viene raccontato da Ovidio, Dio dell’amore, che invita gli spettatori ad interrogandosi sul senso dell’amore in un’epoca segnata da incertezze e distanze emotive.
“Oggi c’è bisogno di amore più che mai”, ha spiegato Bellato rispondendo alla prima domanda del pubblico. “Nel film l’amore passa da persona a persona e si realizza anche attraverso l’imperfezione. Non sta dentro la nostra storia, ma va oltre, per costruire qualcosa di più grande”.
Non mancano, nel racconto, riflessioni legate al contesto sociale contemporaneo, tra identità fluide e disorientamento sentimentale. “L’amore è un sentimento talvolta pieno di dolore e paura”, ha sottolineato l’attrice. “Ogni epoca ha un contorno sociale che influenza il modo in cui questi sentimenti vengono vissuti”. Il film, così, diventa uno specchio delle inquietudini attuali, senza rinunciare a uno sguardo empatico.
Nel personaggio di Arianna, Bellato ha riconosciuto qualcosa di sé: “È una donna in contrasto tra razionale e irrazionale. Ha una doppia natura: da un lato un lavoro che la assorbe completamente, è una cardiologa affermata, dall’altro una dimensione istintiva, quasi affidata al caos, come quando decide lanciando una moneta”. Una figura complessa, che ribalta anche stereotipi di genere, mostrando una femminilità sfaccettata e contemporanea. Il mio personaggio è una donna che di lavoro fa ripartire il cuore degli altri, ma ha la necessità di far ripartire anche il suo.
Tra le curiosità emerse, una particolarmente toccante: la bambina presente nella scena finale è la figlia dell’attrice, un dettaglio che aggiunge un ulteriore livello di intimità al film. Quanto alla preparazione delle scene d’amore, Bellato ha parlato di ascolto e connessione: “È fondamentale entrare in sintonia con il cast, seguire ciò che accade sul set. Anche un’incertezza può rendere una scena più vera”.
A completare l’atmosfera, la colonna sonora firmata da Stefano Bollani, scelta “di cuore”, come ha raccontato l’attrice, con un brano finale interpretato dalla moglie del musicista. Un dettaglio che chiude il cerchio di un’opera che, in ogni sua forma, cerca l’amore e lo trova proprio nelle sue imperfezioni.

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