Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 21-07-2011 20:03
in Il "Tich" nervoso | Visto 2.903 volte

L'inutile trambusto

Le polemiche sulla “Galleria Ragazzi del '99”: come una questione di secondaria importanza può diventare il “casus belli” politico dell'estate

L'inutile trambusto

La "Galleria Ragazzi del '99". Polemiche esagerate per pochi metri di strada

Sarò molto schietto: non capisco tutto il trambusto provocato dall'intenzione dell'Amministrazione comunale di Bassano del Grappa - poi rientrata, a seguito delle polemiche - di cambiare l'intitolazione del passaggio pedonale della nuova Biblioteca civica da “Galleria Ragazzi del'99” a “Galleria degli artisti”.
Non lo capisco perché la vecchia Piazzetta Ragazzi del '99 è ormai solo un'immagine sbiadita del passato e perché la memoria dei giovanissimi combattenti della Prima Guerra Mondiale, precettati a soli 18 anni per essere spediti al fronte dopo la disfatta di Caporetto, è ampiamente garantita dal Parco cittadino che prende il loro nome, con tanto di monumento celebrativo.
Se la giunta comunale avesse proposto di cambiare il nome al Parco, al quale tutti associano il ricordo dei ragazzi-soldato, allora sì che l'indignazione avrebbe avuto un senso ampiamente motivato. Ma per i pochi metri di passaggio tra via Museo e via Roma la cosa mi sembra alquanto esagerata.
Eppure la vicenda ha assunto i contorni del “caso clamoroso” (!), spingendo alcuni esponenti politici - ancora ignari dell'odierna decisione della giunta comunale di gettare tutto alle ortiche e di intitolare definitivamente la galleria ai “Ragazzi del '99” - ad affidare ai rispettivi uffici stampa roboanti dichiarazioni in merito.
“Bassano non merita chi tradisce la sua anima e il suo spirito, chi nega la sua memoria - ha dichiarato, in una nota trasmessa in redazione, l'assessore regionale leghista Roberto Ciambetti -. I ragazzi del ’99 non devono essere sfrattati dalla loro città. Il Foglio di via obbligatorio serve solo per clandestini, delinquenti e persone indesiderate, non per chi, in ogni guerra, ha dato la sua vita”.
“Davanti a questa vicenda - continua Ciambetti - propongo una raccolta fondi per realizzare una lapide da porre nella futura e triste Galleria degli Artisti. Si tratta di una citazione dal testo “La Caduta” di Albert Camus: “Hai notato che solo la morte ci ridesta i sentimenti? Ma lo sai perché siamo sempre più giusti e generosi con i morti? È semplice. Verso di loro non ci sono obblighi.” Se un obbligo ci fosse, sarebbe quello della memoria, e noi abbiamo la memoria corta” dove il “noi” non riguarda né i bassanesi, i vicentini o i veneti, ma solo la giunta Cimatti”.
Meno letterario e più minaccioso è l'immancabile commento dell'assessore regionale all'Istruzione, Formazione e Lavoro Elena Donazzan, del Pdl, che definisce il cambio di intitolazione della galleria “una notizia allucinante”.
“Giù le mani dalla nostra storia! - ammonisce l'amministratore regionale -. E' una violenza all'identità della nostra città che, dopo la Grande guerra, venne legata per sempre con la denominazione "del Grappa", al sacrificio, al dedizione alla Patria e a quel monte Grappa che divenne Sacro e a quei ragazzi di diciassette e diciotto anni che fecero la Storia”.
“Scriverò al Prefetto - afferma ancora Donazzan - perché intervenga il Governo per fermare questa barbarie contro l'Identità di Bassano del Grappa da parte di amministratori incapaci ed ignoranti, si tratta infatti di una offesa alla città arrecata dalla ignoranza o dalla violenza”. “In ogni caso - conclude l’assessore regionale - questi amministratori sono da mettere all'indice!"
Le due dichiarazioni qui sopra citate, stante l'esito conclusivo della vicenda, non hanno più validità. Ma le abbiamo comunque riportate perché danno il segno inequivocabile di come una questione di secondario rilievo - perché tale è l'intitolazione della galleria della Biblioteca - possa diventare il “casus belli” politico dell'estate.
Si può essere d'accordo o in disaccordo con quello che dichiarano i politici e soprattutto con quello che scriviamo noi.
Ma l'assessore Ciambetti abbia almeno il coraggio di chiedere scusa, a riguardo della “triste Galleria degli artisti”, ai cinque grandi artisti del Bassanese (Alessio Tasca, Federico Bonaldi, Cesare Sartori, Giuseppe Lucietti e Pompeo Pianezzola) che hanno donato le opere esposte nella galleria, ispirando la proposta della nuova intitolazione. E in quanto al Governo invocato dall'assessore Donazzan, ritengo che in queste ore abbia altre, e ben più urgenti cose a cui pensare.
Io - personalmente - sul nuovo nome non mi sarei scandalizzato, anzi.
Sarebbe stato un segnale nuovo per una città che - con il massimo rispetto della Storia, e per chi per essa ha sacrificato la vita - non riesce ancora a scrollarsi di dosso l'eterna ed immutabile immagine di una guerra che non dobbiamo dimenticare, ma che non può continuare ad essere, quasi un secolo dopo, l'elemento dominante della nostra identità.

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