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Il "Tich" nervoso

Caro Finco ti scrivo

Lettera aperta al vicepresidente del consiglio regionale Nicola Finco, dopo il mio articolo “#Non Si Cambia”

Pubblicato il 17-10-2020
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Canova

LETTERA APERTA AL VICEPRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE NICOLA FINCO

Egregio vicepresidente del consiglio regionale Nicola Finco,

Il vicepresidente del consiglio regionale del Veneto Nicola Finco


mi sento in dovere di scriverle questa lettera aperta dopo la pubblicazione del mio articolo “#Non Si Cambia”, nel quale riferisco della nomina della nuova giunta regionale del Veneto, dedicando l'ultima parte del testo al fatto che della nuova giunta Zaia 2020-2025, diversamente dalle sue dichiarate ambizioni espresse direttamente anche a me, lei non fa parte.
A seguito di quell'articolo, lei mi ha mandato un messaggio privato - ma relativo a una comunicazione pubblica e in quanto tale di pubblico interesse - nel quale mi scrive così: “almeno potresti informarti su alcune cose prima di scrivere battute di cattivo gusto”.
E poi ha aggiunto: “va bene la critica ma il rispetto per la persona non deve mai mancare”.
Lei non ha specificato quali siano state le battute di cattivo gusto che hanno motivato il suo risentimento, ma ritengo che ciò possa corrispondere proprio alla frase conclusiva del mio articolo: “Ma Finco ha di che consolarsi: è sempre meglio che lavorare in miniera.”
Se sono state queste oppure altre parole ad essere interpretate come una mancanza di rispetto per la sua persona, allora le chiedo pubblicamente scusa. Avrei anche potuto modificare il testo che la riguarda ed “edulcorarlo” alla bisogna: ma non è nel mio stile, sarebbe stato come barare al gioco. Io ho tanti difetti e qualche pregio e tra i pregi penso di poter vantare l'onestà intellettuale.
Chiarito ciò, e nel ribadirle il mio dispiacere per aver scritto qualcosa da lei percepito come una mancanza di rispetto che non era nelle mie intenzioni, devo però aggiungere e chiarire ulteriormente alcune cose.
Vede, egregio vicepresidente Finco: al netto di episodi specifici come questo, deve tenere conto del fatto che lei - sia in Regione che anche e soprattutto nella città di Bassano - rappresenta il potere. In Regione, per mandato democratico sancito dagli elettori. Nella città di Bassano, per il suo ruolo di punto di riferimento politico del sindaco Pavan e della sua amministrazione. Dovrebbe quindi sapere bene, essendo un nostro lettore e non da oggi, che nei confronti del potere politico questo portale di informazione conduce una linea editoriale che non fa sconti a nessuno. Anche nel linguaggio giornalistico che viene utilizzato allo scopo. Nelle scorse settimane io l'ho già ribattezzata il Santone, raccontando la storia del suo santino elettorale consegnatomi in campagna elettorale dal sindaco Pavan, segno inequivocabile che per un mese la Pavan ha corso per lei e non per i cittadini di Bassano del Grappa.
Si ricorderà anche i titoli - non certo riverenti come non riverenti sono stati i contenuti dei rispettivi articoli - che le ho dedicato negli anni: “A las Finco de la tarde”, “Pulp Finco” e “Full Metal Finco” i primi tre che mi vengono in mente. Battute di cattivo gusto anche queste?
Ma lei è in buona, anzi in ottima compagnia. L'assessore bassanese alla Sicurezza Tamara Bizzotto, dopo che qualche giorno fa in conferenza stampa aveva reso una dichiarazione poi rivelatasi non corrispondente al vero, è stata da me ribattezzata Tamara Pinocchio. L'assessore bassanese alla Cultura Giovannella Cabion, ancora alle prime armi, dopo essersi dimostrata “un po' persa” in commissione consiliare Cultura è stata da me spedita direttamente sulla Luna. E che dire del sindaco Elena Pavan? Dopo tutto quello che ho scritto in questo primo anno e mezzo di amministrazione, non so come mai non mi abbia ancora tolto il saluto. Idem dicasi, per il quinquennio 2014-2019, per il sindaco Poletto, gli assessori Campagnolo e Cunico & Friends.
Nella fattispecie, quando io scrivo che essere il vicepresidente del consiglio regionale del Veneto o in generale un consigliere della Regione “è sempre meglio che lavorare in miniera”, lo faccio semplicemente per rimarcare il privilegio, anche economico, della posizione che lei occupa, anche se non nella stanza dei bottoni della giunta regionale.
E quando riferisco che il governatore Zaia, riguardo alla scelta dei suoi assessori, ha dichiarato “di aver fatto le scelte ritenute più efficaci nell’interesse dei cittadini” e poi scrivo che “anche questa volta tra le scelte più efficaci nell'interesse dei cittadini non figura il nome di Nicola Finco”, esprimo la semplice e distaccata constatazione di un dato di fatto.
Perché tutto ciò che io scrivo su Bassanonet, lo scrivo sempre con distacco. Un distacco gigantesco, da tutto e da tutti: è il distanziamento sociale della mia libertà. Quello che mi porta a dire che se da una parte, come ho già scritto, chiedo pubblicamente scusa per delle parole da lei interpretate come “mancanza di rispetto”, dall'altra le chiedo a mia volta di comprendere quali sono le regole del gioco e di avere rispetto per il mio lavoro, per quanto scomodo, sgradito e non in linea con il pensiero unico del Regno di Zaia esso possa essere.

La saluto cordialmente e Le auguro un quinquennio ricco di soddisfazioni.

Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it

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