Ultimora
Attualità
02 ago 2026
Rondò Brenta, un quartiere che cambia: «Non siamo il Bronx di Bassano, qui si vive bene»
3 Aug 2026 13:35
Bimbo rischia di annegare e va in arresto cardiaco, è grave
3 Aug 2026 13:27
Infermieri stranieri in arrivo in Veneto, si parte da Belluno
3 Aug 2026 12:55
Prosegue l'allerta gialla in Veneto anche domani
Luigi Marcadella
Giornalista
Bassanonet.it
E i salari?
Il Veneto è la regione con gli stipendi mediamente più bassi d’Italia. Cosa succede con un’inflazione all’11.8%? Il ruolo dei sindacati, le novità della manovra finanziaria
Pubblicato il 21 nov 2022
Visto 3.871 volte
E i salari?
L’inflazione che veleggia su base annua ormai oltre l’11,8% comincia ad incidere pesantemente in special modo sul potere d’acquisto delle famiglie più “fragili”.
In tempi lontani, quando l’inflazione era un problema strutturale dell’economia italiana, ad ogni fase inflattiva corrispondeva una implacabile trattativa sindacale per adeguare al costo della vita i salari e gli stipendi dei lavoratori.
Ignazio Visco, economista e banchiere italiano, attuale Governatore della Banca d'Italia
Quel mondo (quell’economia) non esiste più, forse solo i lavoratori più anziani si ricordano del meccanismo di funzionamento della scala mobile come reminiscenza dei primi anni Ottanta. Il problema dell’attuale inflazione è relativamente recente, sostanzialmente è partito dalla fine del 2021, dopo lunghi anni in cui il Paese ha goduto di una sostanziale stabilità dei prezzi.
L’ultima grande corsa all’insù del costo della vita è databile al passaggio lira-euro, una transizione che in molti settori ha praticamente raddoppiato i prezzi nel giro di una notte. I lavoratori veneti, vicentini e bassanesi, in aggiunta al ritorno dell’inflazione devono defalcare dalle loro tasche anche un altro effetto dei problemi strutturali della nostra economia manifatturiera.
In Veneto, infatti, si registrano gli stipendi più bassi d’Italia, il dato è ben noto e lo avevamo riportato già anche in precedenti articoli ed interviste.
Rispetto alla media nazionale (fonte Inps su dati del 2020), mancano all’appello mediamente circa 7.700 euro all’anno sui cedolini paga dei lavoratori dipendenti.
È vero, nel Nordest ci sono molte variabili extra da valutare (patrimoni, redditi finanziari e altre fonti), ciò nonostante rimane da lungo tempo irrisolto il problema di buste paghe troppo leggere che stanno diventando sempre più leggere a causa dell’inflazione.
Capiremo a brevissimo precisamente cosa “c’è dentro” alla Finanziaria in tema di lavoro; sembra di capire che ci siano delle novità rilevanti in fatto di cuneo fiscale. Nel frattempo, in queste settimane abbiamo provato più volte a contattare le principali sigle del panorama sindacale locale e regionale, ma non abbiamo avuto ancora nessun riscontro concreto. Normalmente i sindacati hanno una visione dettagliata e ad ampio raggio su tutte le questioni politiche e sociali, nazionali e internazionali, mentre su questo singolo determinante argomento economico non sembrano ancora voler indicare una strada precisa.
Le altre posizioni in campo delle parti sociali sono note: industriali e artigiani puntano sulla riduzione del cuneo fiscale, una misura che permetterebbe di irrobustire l’importo delle paghe diminuendo la pressione fiscale. L’arbitro per eccellenza dell’economia italiana, la Banca d’Italia, riflette invece una inequivocabile posizione di sistema.
«L’aumento dei prezzi energetici è una tassa sulla nostra economia che non è possibile rinviare al mittente e che non può essere eliminata attraverso vane rincorse tra prezzi e salari. In questo resta cruciale la responsabilità delle parti sociali», ha detto il Governatore Ignazio Visco in suo recentissimo intervento pubblico.
Per un banchiere centrale la spirale inflazione-aumento dei salari-maggiore inflazione è una verità monetaria quasi intoccabile, pertanto la posizione era ampiamente prevedibile.
Manca dunque all’appello una presa di posizione diretta delle forze sindacali.
Nel frattempo in Germania, la prima potenza manifatturiera d’Europa, le cose stanno andando un po’ diversamente.
Il sindacato tedesco, Ig Metall, rappresentante di oltre 2 milioni di lavoratori, è giunto ad un accordo che prevede dal 2023 un aumento dei salari del settore metalmeccanico del 5,2% (del 3,3% nel 2024). La trattativa è giunta alla firma dopo settimane di scioperi dei quasi 900mila lavoratori coinvolti. Si dirà che la produttività dell’industria tedesca, di cui il Nordest, il Veneto e il vicentino è fornitore terzista di prima classe da decenni, è comunque molto più alta della nostra e che per l’economia tedesca è più agevole di conseguenza supportare i lavoratori in questo momento di inflazione galoppante.
Il Nordest che produce beni, soprattutto a monte delle catene del valore internazionale, ha meno spazi per ampliare i salari e allo stesso tempo mantenere margini per la competitività delle proprie aziende.
A maggior ragione adesso con il problema bruciante della crisi energetica.
Ma dell'aggiornamento dei salari e degli stipendi in questo Paese prima o dopo bisognerà cominciare a ridiscuterne.
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Più visti
Politica
28 lug 2026
Bilancio e spiaggetta di Via Pusterla: due passaggi che interrogano la maggioranza
Visto 20.614 volte
Geopolitica
29 lug 2026
Iran: "Le basi britanniche usate dagli Stati Uniti sono obiettivi legittimi"
Visto 18.605 volte
Attualità
30 lug 2026
Ex Caserma Fincato, lavori in corso: il Comune punta al completamento entro fine anno
Visto 14.142 volte
Incontri
28 lug 2026
Fra calici e stelle, i cuori smarriti di Francesca Costenaro
Visto 10.397 volte
Imprese
28 lug 2026
Musica e impresa: Roby Facchinetti e Riccardo Fogli in visita a Fulgor Milano
Visto 10.156 volte
Musica
29 lug 2026
Oltre 8mila spettatori per Sting: la città è pronta per il tutto esaurito
Visto 9.190 volte
Politica
17 lug 2026
Bassano dice sì al ddl Sicurezza: arrivano le multe ai genitori e il fermo per i minori
Visto 22.287 volte
Attualità
13 lug 2026
Crisi idrica: il Brenta resta a secco, il Veneto dichiara l'emergenza
Visto 22.271 volte
Politica
26 lug 2026
Futuro Nazionale nomina il primo direttivo cittadino di “destra pura”
Visto 21.941 volte
Politica
18 lug 2026
Elezioni provinciali di Vicenza: l'appello dei nove grandi Comuni per un listone unitario
Visto 21.686 volte
Politica
24 lug 2026
Il progetto del Tribunale della Pedemontana approda alla Camera
Visto 21.430 volte
Cronaca
17 lug 2026
PFAS, uova dieci volte oltre i limiti: il Pd chiede alla Giunta i dati dei monitoraggi
Visto 21.329 volte
Attualità
09 lug 2026
Pfas nei pozzi privati, il Pd chiede alla Regione verifiche e tempi certi
Visto 21.232 volte
Attualità
10 lug 2026
Pfas nel Bassanese, Retinò: «Valori sotto i limiti non significano che il problema non esista»
Visto 21.006 volte
Politica
22 lug 2026
Tribunale della Pedemontana: «Alcuni sindaci non possono riscrivere la storia»
Visto 20.968 volte