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La fiaba del fagiolo magico
Il Gruppo Pedon, leader europeo nel settore dei legumi secchi, inaugura a Molvena l'ampliamento dello stabilimento. 7mila metri quadri di magazzino prodotti, mentre si pensa già ai nuovi mercati: Mozambico, Cina, Iran e Iraq
Pubblicato il 08 set 2012
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Camice bianco e cappellino in dotazione a tutti gli ospiti per la successiva visita ai reparti, montagne di confezioni depositate sugli scaffali a fare da scenografia e un po' di emozione che non guasta mai.
In un momento economico e sociale ancora difficile, il Gruppo Pedon di Molvena lancia un messaggio di ottimismo e inaugura il raddoppio del proprio stabilimento: 7mila metri quadrati adibiti a magazzino e a magazzino refrigerato, strutturati in enormi corsie predisposte allo stoccaggio di migliaia di confezioni di legumi e cereali secchi, per un investimento complessivo di 5 milioni di euro.
L'avvenimento richiama un folto stuolo di invitati: rappresentanti della politica, delle istituzioni locali, delle categorie economiche e delle organizzazioni internazionali. Ma il clima della cerimonia - per quanto rappresenti un momento storico per un'azienda che può vantare una posizione leader nel mercato europeo del settore e un tasso di crescita a due cifre per ogni anno degli ultimi dieci anni - non dà spazio alle autocelebrazioni: e più che ai bilanci delle cifre e dei risultati economici, viene data importanza a quell'incalcolabile bilancio morale che è costituito dalle persone.
Il presidente del gruppo, Franco Pedon, taglia il nastro della nuova ala dello stabilimento (foto Alessandro Tich)
Il tutto in sintonia con lo spirito di una realtà, oggi internazionale, che era nata da zero, 28 anni fa, come una tipica impresa famigliare veneta.
Al taglio del nastro ci sono i tre fratelli - Franco, Sergio e Remo Pedon - che iniziarono l'attività con una macchina confezionatrice di seconda mano, gettando le basi dell'attuale impero dei legumi con i mezzi, l'inventiva e la voglia di fare della nostra gente.
Ma ci sono anche le nuove generazioni, che già svolgono un ruolo importante in azienda. Ed è proprio Paolo Pedon, giovane export manager del gruppo, che prendendo per primo il microfono ringrazia “i genitori e gli zii per la mentalità e i valori che hanno saputo trasmettere”.
Spetta a Remo Pedon, direttore generale del gruppo alimentare, l'intervento vero e proprio a nome dell'azienda, che inizia con un ringraziamento alla figura di suo padre, Guerrino, “emigrato in bicicletta da Marostica per fare il minatore a Cogne”.
E' l'ulteriore attestazione dell'attaccamento ai valori della famiglia, che si ripete poco dopo con un simpatico fuori programma. Mentre il DG sta parlando, si alza infatti la voce di un bambino che protesta: è il nipotino più piccolo, rappresentante di quella terza generazione che già sgambetta tra le corsie del magazzino, che reclama - ed ottiene - di stare accanto al nonno, confermando quell'atmosfera family friendly che avvertiamo all'interno della fabbrica.
“Questo magazzino - afferma Remo Pedon - rappresenta un grande sforzo finanziario e un passo particolarmente importante per la nostra realtà. Nell'ultimo decennio siamo sempre cresciuti con una percentuale a due cifre, ma non siamo stanchi, anzi!"
“Andremo avanti sulla strada dei valori dello sviluppo sostenibile in agricoltura - dichiara ancora il direttore generale, riferendosi allo sviluppo del gruppo in altri continenti - sostenendo la filiera della produzione anche in regioni lontane, con il rispetto delle etnie locali e del territorio.”
Dopo le testimonianze dell'europarlamantare Sergio Berlato e degli assessori regionali Elena Donazzan e Roberto Ciambetti, il presidente dell'azienda Franco Pedon procede al taglio del nastro, che apre la strada ai presenti per una veloce visita al nuovo magazzino prima dell'“hopen house” riservata alla clientela.
E' un momento di festa e di pausa, ma già da lunedì sarà il momento di rimboccare nuovamente le maniche. Il gruppo di Molvena è infatti in procinto di allargare ulteriormente gli orizzonti, come conferma conversando con la stampa il direttore generale Remo Pedon.
Il prossimo obiettivo - dopo gli stabilimenti aperti in Cina, Etiopia, e Argentina - è il Mozambico, al centro di un progetto con start up nel 2013 per la produzione e il confezionamento di legumi convenzionali e biologici.
Un'altra sfida in agenda è rappresentata dalla Cina, che oggi è un Paese esportatore di legumi. Ma sotto la Grande Muraglia sta incominciando anche l'import e il progetto nei prossimi 3 anni è quello di importare prodotti precotti, finalizzati all'enorme bacino di utenza del consumatore cinese medio.
L'ultima frontiera, per il momento e ancora sulla carta, porta i nomi di Iran e Iraq: ed è allo studio una strategia di mercato per quell'area ancora inesplorata.
Sembra la fiaba del fagiolo magico, quella della pianta che cresceva sempre: ma è soltanto la bella storia di una realtà del nostro territorio che in questi tempi ancora incerti non esita a produrre, oltre ai legumi secchi, anche una salutare dose di fiducia.
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