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Laura Vicenzi

Laura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it

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8 marzo e dintorni

Alcune iniziative sul territorio con inizio dall’8 marzo per ampliare il discorso sulle donne

Pubblicato il 07 mar 2011
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Si moltiplicano sul territorio le iniziative che offrono attenzione alla donna, ai suoi pensieri, ai suoi linguaggi e che escono dalle consuete celebrazioni giallo mimosa il cui profumo si esaurisce nell’arco della giornata dell’8 marzo. Martedì 8, in occasione della Festa istituzionale, dalle ore 20.30 in sala "G. Bressan" a Cavazzale, il professor Gianni Giolo parlerà della poesia al femminile del '900 analizzando trama e ordito delle opere di scrittrici che hanno caratterizzato il secolo scorso con quelle di autrici contemporanee e locali. In programma letture e testi di Ada Negri, Sibilla Aleramo, Antonia Pozzi, Margherita Guidacci, Jolanda Insana, Maria Teresa Wilms Montt, Sara Teasdale, Anisa Baba Bressan e Ines Scarparolo. Nel corso della serata le autrici del Cenacolo dei poeti dialettali di Vicenza leggeranno le loro poesie sul tema della donna. A Marostica invece presso l’ex chiesetta di San Marco sabato e domenica 12 e 13 marzo a cura della Brahma Kumaris World Spiritual University viene proposto un seminario gratuito dal titolo “I 4 volti della donna”. Il 25 marzo sempre a Marostica tra le altre iniziative interessanti ci sarà una serata in musica e parole intitolata Petalo di rosa - donna cantata, donna raccontata. Il 30 marzo al multisala Metropolis viene riproposto il bel film epopea La donna che canta. Sono solo alcune delle azioni messe in campo sul territorio per parlare di donne uscendo dalla brutta retorica del “così fan tutte” o del “non così fan tutte” in cui si sta provando a incanalare la complessità del discorso sulle donne. L’antidoto alle tecniche di ribaltamento applicate alla questione, espedienti che tanto condizionano i dibattiti di questi tempi, è forse proprio questo: il porsi in ascolto delle parole delle donne, quelle attuali e quelle sedimentate dal tempo, l’essere disponibili a scrutarne i tanti volti, il lasciarle cantare.

dal film La donna che canta

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