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14° edizione del Gallio Film Festival del cinema italiano opere prime

L’appuntamento è come sempre uno dei più interessanti del panorama cinematografico nazionale, unico nel suo genere per lo meno sul territorio vicentino. A Gallio e nell'Altopiano di Asiago dal 24 al 31 luglio.

Pubblicato il 18 lug 2010
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Il Gallio Film Festival delle Opere Prime è giunto quest’anno alla quattordicesima edizione. La kermesse patrocinata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con la collaborazione della Provincia di Vicenza, la Comunità Montana, il Consorzio Turistico Asiago 7 Comuni e naturalmente quella del Comune di Gallio, vedrà in gara 13 pellicole disputarsi le 6 statuette in palio (miglior film, regia, sceneggiatura, attore, attrice e premio del pubblico). La giuria presieduta come sempre dal regista Emidio Greco sarà composta dal suo collega Fabio Rosi, lo scrittore Piersandro Pallavicini, il produttore Gianluca Arcopinto, il montatore Paolo Cottignola, il critico cinematografico Michele Serra e gli attori Ambra Angiolini e Giuseppe Battiston.
L’appuntamento è come sempre uno dei più interessanti del panorama cinematografico nazionale, unico nel suo genere per lo meno sul territorio vicentino. Negli anni il Festival è riuscito a mantenere inalterata quella sua peculiarità di rappresentare per giovani registi, spesso poco conosciuti, un indiscutibile trampolino di lancio, una importante vetrina per un pubblico di addetti ai lavori e di appassionati ai quali far conoscere i loro primi lungometraggi.
Se gli autori sono in genere poco conosciuti dal grande pubblico, altrettanto non può dirsi per i lavori che hanno già ottenuto notevoli riscontri nelle sale come i riconoscimenti nei festival in Italia e all’estero. Tra le pellicole più apprezzate arriva a Gallio “Dieci inverni” premiata con la statuetta del David di Donatello a Valerio Mieli come migliore regista esordiente. Da segnalare anche “La doppia ora” di Giuseppe Capotondi, “Good morning Aman” di Claudio Noce, “Non è ancora domani – La pivellina” di Tizza Covi e Rainer Frimmel, “Cosmonauta” di Susanna Nicchiarelli, “Una notte blu cobalto”, di Daniele Gangemi. In concorso sono anche “7/8” di Stefano Landini, “La terra nel sangue”, di Giovanni Ziberna, “18 anni dopo” di e con Edoardo Leo, “Le tue parole” di Stefano Terraglia, “La bocca del lupo” di Pietro Marcello e “L’uomo fiammifero” di Marco Chiarini”.

L’organista Ferruccio Bartoletti


Anche quest’anno in concorso al Festival di Gallio il debutto cinematografico di un attore alle prese con il suo primo lungometraggio. Dopo aver dimostrato più volte la sua bravura davanti alla macchina da presa ora Stefania Sandrelli, un’icona del cinema italiano, si cimenta nella regia dirigendo Christine-Cristina, film sulla figura esemplare di Cristina da Pizzano vissuta in Francia alla fine del 1300.
Nutrito anche il cast di attori che passeranno sullo schermo del Cineghel: si va da Filippo Timi a Valerio Mastrandrea, Michele Riondino, Sergio Rubini, da Ksenia Rappaport a Isabella Ragonese, Amanda Sandrelli, Valentina Carnelutti, Claudia Pandolfi.
L’edizione 2010 del Gallio Film Festival ritaglia un piccolo spazio al documentario con il lavoro “Le Quattro Volte” di Michelangelo Frammartino ambientato in un paese calabrese dove il tempo sembra essersi fermato, riservandone uno molto più ampio alle opere prime internazionali con i film “Nord” di Rune Denstad Langlo, “Donne senza uomini”, una co-produzione Francia/Iran della regista Shirin Neshat e il film d’animazione “Panico al villaggio” diretto da Vincent Patar.

In un programma come sempre corposo, non potevano mancare gli eventi del cinema italiano, gli appuntamenti impedibili con “Tutti a casa” il film del 1960 di Luigi Comencini con un irraggiungibile Alberto Sordi e “L’uomo che verrà”, l’ultimo pluripremiato lavoro di Giorgio Diritti che nel 2006 vinse il Festival di Gallio con “Il vento fa il suo giro”.
La ciliegina sulla torta del Festival si potrà assaggiare già nella serata inaugurale di sabato 24 luglio alle 20.45 nella Chiesa Parrocchiale di Gallio, grazie ad un evento alquanto suggestivo ed insolito. L’organista Ferruccio Bartoletti, diplomatosi in organo e composizione organistica al Conservatorio Pollini di Padova, tra i primi in Italia a realizzare opere interattive d’improvvisazione all’organo, che coniughino narrazione, poesie ed immagini cinematografiche, accompagnerà la proiezione del film muto del 1927 “Metropolis”, considerato il capolavoro del regista austriaco Fritz Lang.

Nell’ultimo giorno del festival sabato 31 luglio alle 10.30 la proiezione del cortometraggio di Emidio Greco “Gita a S.Stefano” alla quale farà seguito l’incontro/conferenza con il regista e l’attore Giuseppe Battiston. A partire dalle 20.30 le premiazioni cui seguirà la proiezione del film vincitore.

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