Laura VicenziLaura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it

Interviste

A tu per tu con Massimo Lolli

A tu per tu con Massimo Lolli

Pubblicato il 21-06-2009
Visto 6.087 volte

Chi vive con te a Lolliwood?

Nessuno, in realtà a Lolliwood ci sto solo io. E’ un mondo irreale popolato dai miei personaggi, dalle mie fantasie.

Massimo Lolli


Che attinenza possono avere “el mona de Basan” cui accennavi prima, i teatrini degli incontri che affollano “Il lunedì arriva sempre di domenica pomeriggio” con la Szymborska? Ho letto il tuo commento ai sui versi

Hai ragione, non c’è attinenza. Alcune opere della poetessa Nobel parlano della tematica del lavoro e mi è stato rivolto l’invito a partecipare all’approfondimento tematico con un mio contributo. E’ stata un’esperienza interessante, una contaminazione tra mondi solo apparentemente diversi

Proporre la poesia come punto di partenza per una riflessione destinata ai manager e agli imprenditori può apparire un approccio bizzarro

Sì, lo può sembrare, ma il mondo del lavoro non è privo di poesia. Si pensi alla fase innovativa, alla progettazione di un prodotto nuovo, oppure alle tecniche di ricerca di soluzioni di gestione, è chiaro che vengono richiesti atti creativi che hanno una sorgente in comune con l’intuizione pura dei versi poetici

L’humanistic management è la Via indicata, ma come si concilia con l’immagine dello scontro tra il vecchio e il nuovo mondo di “No Smoking Company”

Non c’è nulla dell’humanistic management nelle scene del corto, è la fotografia di uno scontro tra forze diverse, un incontro di lotta spietata. La Via resta quella indicata, un dover essere

Hai detto in un’intervista che Marco Pressi, il protagonista di “Volevo solo dormirle addosso” è come tutti gli uomini “un impasto di ombre e luci”. E’ sempre l’etica che fa la differenza?

Sì, ognuno di noi ha sempre a che fare con la propria parte positiva e con una parte oscura, quella che sta nell’ombra. Siamo tutti esseri complessi che fanno prevalere a volte l’una e a volte l’altra. L’etica fa sempre la differenza

La tua fa parte della cosiddetta “letteratura flessibile”, la nuova letteratura del lavoro, ma sottende un racconto epico popolato da eroi e antieroi?

In realtà sì, ho uno stile narrativo che nella costruzione della trama non si distanzia molto dalla tradizione epica: eroi, antieroi, combattimenti, sconfitte e vittorie, rapporti di forze, elementi che rappresentano bene il mondo del lavoro

Le tue storie raccontano gli “amori liquidi”, quelli teorizzati da Baumann?

Certo, le storie d’amore che racconto nei miei libri sono fotogrammi di momenti d’amore che non hanno la pretesa dell’ “è per sempre”

Nell’era dei social networks esiste ancora la rete sociale?

Esiste ed ha un senso, Il fallimento del Welfare soprattutto in Italia ha portato alla costruzione di altre piccole reti di sostegno che partono dalla famiglia e si diramano tutt’intorno, reti fragili ma preziose che a volte arrivano fino alle maglie della rete WEB, al social network

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