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Pedemontana, secondo stop dal Tar del Lazio

I giudici accolgono il ricorso del Comune di Villaverla. Azzerato di nuovo l'iter che ha portato all'inaugurazione dei cantieri. “Illegittima” la dichiarazione di emergenza del traffico e “non validi” tutti gli atti commissariali successivi

Pubblicato il 08 feb 2012
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Bloccata, sbloccata, ribloccata. Per la Superstrada Pedemontana Veneta arriva il nuovo stop del Tar del Lazio.
I giudici amministrativi (Sezione Prima - Roberto Politi, presidente e estensore; Silvia Martino, consigliere e Anna Bottiglieri, consigliere) con sentenza emessa il 25 gennaio e depositata il 2 febbraio 2012 hanno accolto il ricorso presentato nel 2010 dal Comune di Villaverla - nella persona dell'allora sindaco Egidio Bicego - per l'annullamento degli atti di governo e commissariali dell'intero iter amministrativo che ha portato all'approvazione del progetto definitivo della Superstrada a pedaggio e quindi alla partenza dei cantieri.
La sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale - con un lungo e articolato dispositivo di motivazioni - sancisce nuovamente l'illegittimità del decreto del 31 luglio 2009 del presidente del Consiglio dei Ministri “concernente la dichiarazione di stato di emergenza determinatosi nel settore del traffico e della mobilità nei territori dei Comuni di Treviso e Vicenza” e l'illegittimità dell'ordinanza del 21 agosto 2009 dello stesso presidente del Consiglio “concernente disposizioni urgenti di protezione civile per fronteggiare l'emergenza determinatasi nel settore del traffico e della mobilità nel territorio delle province di Treviso e Vicenza”.

Il cantiere della SPV a Mason Vicentino (foto Alessandro Tich)

Di conseguenza, il Tar del Lazio conferma la “derivata invalidità” di tutte le determinazioni assunte dal Commissario Delegato per l'emergenza Silvano Vernizzi e inserite nella richiesta di impugnazione: tra cui il decreto di approvazione del progetto definitivo della SPV e i relativi elaborati di progetto.
Le argomentazioni della nuova istanza accolta dai giudici amministrativi laziali e molti aspetti del dispositivo della sentenza ripercorrono sostanzialmente l'impianto del ricorso al Tar che era stato presentato - e pure accolto, a fine 2011 - da un singolo residente del Comune di Loria e che già contestava la legittimità della procedura relativa alla dichiarazione dell’emergenza Pedemontana Veneta e della nomina del Commissario Straordinario.
L'efficacia di quella sentenza, come si ricorderà, è stata tuttavia sospesa lo scorso 23 gennaio dal Consiglio di Stato che ha accolto un ricorso d'urgenza contro la decisione del Tar presentato dalla Regione Veneto.
Ora si ricomincia dall'inizio: la nuova sentenza azzera gli atti che hanno portato all'inaugurazione dei cantieri e la Regione Veneto, inevitabilmente, presenterà un nuovo ricorso ai giudici di secondo grado.
La notizia della nuova decisione del Tar del Lazio - diffusa ieri sera in anteprima dal quotidiano online LaSberla.net che pubblica anche l'intero testo della sentenza - ha ridato slancio alle iniziative del Co.Ve.P.A., Coordinamento Veneto Pedemontana Alternativa.
“Venerdì terremo una conferenza stampa a Bassano - annuncia uno dei portavoce del Co.Ve.P.A., Francesco Celotto - nella quale, anche alla luce della nuova sentenza del Tar, risponderemo ad alcune contraddizioni del governatore Zaia. Rimarcheremo in maniera più forte, inoltre, l'incongruità del progetto finanziario della Superstrada a pedaggio e l'illegittimità del Commissario.”
Del Coordinamento fa parte anche Egidio Bicego, l'ex sindaco di Villaverla che ha firmato il ricorso accolto dal Tar. Una posizione anti-SPV che lo ha visto isolato all'interno della sua stessa maggioranza e che ha portato alla caduta dell'Amministrazione e al commissariamento del Comune di Villaverla.

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