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Decreto Sicurezza e Non Discriminazione: sui due ordini del giorno della maggioranza in consiglio comunale le minoranze esprimono il loro dissenso ed abbandonano in blocco l'aula consiliare
Pubblicato il 08 feb 2019
Visto 3.436 volte
Su Facebook, oramai quasi esclusivo depositario dei commenti politici, l'assessore comunale in quota PD Giovanni Cunico la racconta così: “Questa sera una delle peggiori pagine della storia della democrazia della mia città. Le minoranze abbandonano l'aula consiliare, capitanati dalla consigliera 5 Stelle, perché in ordine del giorno ci sono due punti su Decreto Sicurezza e discriminazioni di genere. Dal governo ai consigli comunali, oggi in Italia le rappresentanze politiche a traino populista minano quotidianamente il confronto democratico e le istituzioni preposte. Noi democratici, con decisa pacatezza, restiamo e resistiamo.”
A testimonianza di quanto commentato, l'assessore pubblica anche la foto che ritrae l'aula deserta sulle file di opposizione, che ripubblichiamo per il presente articolo.
Sempre su Facebook, in risposta al post di cui sopra, il consigliere comunale di Impegno per Bassano Federica Finco la racconta invece così: “Questa sera una delle peggiori storie dell'ideologia della mia città. La maggioranza ha presentato due ordini del giorno su Decreto Sicurezza e discriminazioni di genere. Dal governo ai consigli comunali, le leggi dello Stato vengono messe in discussione solo a scopo pre elettorale quando non comodano. Noi delle minoranze, tutte, ci siamo scollegati e con decisa pacatezza li abbiamo lasciati discutere ciò che è già stato passato a firma del capo dello Stato. E siamo usciti, resistendo.”
Fonte immagine: Facebook
Benvenuti all'edizione speciale di “Resistere”. Questa volta non si tratta tuttavia di una rassegna di incontri letterari, bensì di quanto accaduto ieri sera in consiglio comunale a Bassano. Nel corso del quale, al momento della discussione dei due ordini del giorno sopra citati, le opposizioni hanno abbandonato in blocco l'aula consiliare lasciando un'intera fila di banchi vuoti. Ad annunciare la decisione è stato il consigliere del Movimento 5 Stelle Annamaria Conte, riferendosi a una legge dello Stato promulgata dal Presidente della Repubblica che se ritenuta incostituzionale “va segnalata alle autorità competenti” e che la stessa presa di posizione vale “per le espressioni da condannare”.
Time out. Anzi: solo out.
L'ordine del giorno sul Decreto Sicurezza chiedeva, tra le altre cose, di impegnare il sindaco e la giunta “a farsi portavoce della necessità di rivedere il sistema di tutela dei migranti sul territorio nazionale come modificato dalla legge 132 del 1 dicembre 2018, in particolare con riferimento alla necessità di mantenere inalterate le fattispecie di permessi concedibili al fine di non aumentare il numero di soggetti bisognosi dell'intervento dei servizi sociali e di assistenza a carico dei Comuni”.
Ma anche “di manifestare la propria solidarietà ai sindaci che abbiano condiviso pubblicamente le loro perplessità circa gli effetti e le conseguenze della stessa sui migranti dei loro territori” e “a farsi primo attore della tutela della vita, della sicurezza e del benessere di tutte le persone che chiedano aiuto alla Città di Bassano o alla Nazione”.
L'ordine del giorno sulla Non Discriminazione impegnava invece, tra le altre cose, sindaco e giunta “a farsi promotori, congiuntamente ai componenti del Consiglio Comunale, in ogni contesto dei principi di rispetto, correttezza e non discriminazione nell’ambito delle forme di comunicazioni istituzionali e/o politiche”. Come pure “a condividere, congiuntamente ai componenti del Consiglio Comunale, la condanna di ogni offesa alla dignità della persona perpetrata nel corso delle comunicazioni o dell’espressione di opinioni o pensieri”. Nel testo del documento la cosa non viene esplicitamente citata, ma è chiaro il riferimento alla recente buriana scatenata dall'intervento sui social del consigliere comunale di minoranza Stefano Monegato nei confronti del consigliere regionale del Partito Democratico Alessandra Moretti. La qual cosa, evidentemente, per la maggioranza di governo comunale non rappresenta ancora un incidente chiuso.
“È un dovere preciso di chi ricopre ruoli nelle istituzioni quello di non eccedere in volgarità quando ci si espone in pubblico.” - ha commentato la consigliera PD Mariella Merlo in un comunicato stampa trasmesso in redazione ieri pomeriggio, a firma del gruppo consiliare del Partito Democratico di Bassano del Grappa e del Circolo del Partito Democratico di Bassano del Grappa. “Come amministratori pubblici - ha aggiunto Merlo - abbiamo il dovere di essere portatori di un esempio positivo, e rispettoso sempre delle posizioni politiche diverse dalle nostre, anche quando queste non ci piacciono.”
Le ha fatto eco, nella stessa nota stampa, la collega di gruppo consiliare Alice Bussolaro: “Riteniamo di doverci impegnare perché le comunicazioni degli amministratori pubblici siano di esempio e rispettose per tutti, in senso non discriminatorio della dignità di donne e uomini.”
Sul Decreto Sicurezza invece, il PD cittadino dichiara che si tratta di una legge che “in realtà provoca solo insicurezza e odio sociale: terreno fertile per la propaganda di un Governo che ha bisogno di nemici per legittimare la propria ragione di esistere”.
E ancora Alice Bussolaro, prima firmataria dell'Odg, nello stesso comunicato afferma: “È tempo di non tacere: la gestione dell’immigrazione in Italia non risponde più a logiche di umanità e civiltà ma a impeti razzisti, populisti e disumani.” “I comuni come Bassano - aggiunge - saranno chiamati a tutelare le vulnerabilità create dalle nuove e restrittive disposizioni sull’accoglienza, ne va anche della sicurezza di tutti i cittadini bassanesi.”
Nella nota pomeridiana alla stampa è intervenuta anche Erica Bertoncello, assessore comunale al Sociale sempre in quota PD. “La politica e l'amministrazione cittadina - sono le sue parole - devono perseguire il bene comune garantendo la convivenza pacifica nel nostro territorio. Il sistema di accoglienza andava sicuramente migliorato, non ridotto.” “Nel nostro territorio - conclude l'assessore - abbiamo sempre avuto buone esperienze di accoglienza. Il nuovo decreto espone le persone, italiani e migranti, ad una realtà incerta: disinvestire sull'accoglienza è pericoloso e non porterà vantaggi a nessuno.”
Queste sono state dunque le premesse dei due ordini del giorno che hanno portato all'uscita dall'aula consiliare delle minoranze. Parola d'ordine: resistere. Da una parte e dall'altra. E anche per tutti noi, che scriviamo e che leggiamo.
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