Ultimora
8 Jan 2026 19:32
Una condanna e sette rinvii a giudizio per il crac di Veneto Banca
8 Jan 2026 16:34
Due studenti investiti e feriti da un bus nel Vicentino
8 Jan 2026 16:18
A dicembre precipitazioni più che dimezzate in Veneto
8 Jan 2026 14:49
Gabriella Dorio 'ambasciatrice' nel mondo del Torcolato di Breganze
9 Jan 2026 03:19
++ Media, Biagio Pilieri liberato in Venezuela ++
9 Jan 2026 01:14
++ Polizia federale spara a Portland, due feriti ++
8 Jan 2026 22:44
Serie A, Milan-Genoa 1-1
Laura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it
A Istanbul, tra sogni cupi e mele d'oro
In scena al teatro Remondini, il 26 e il 27 febbraio, lo spettacolo diretto da Alessio Pizzech tratto dal romanzo di Paolo Rumiz
Pubblicato il 28-02-2024
Visto 4.585 volte
È andato in scena al teatro Remondini in due serate, lunedì 26 e martedì 27 febbraio, Un sogno a Istanbul, spettacolo liberamente tratto dal libro La cotogna di Istanbul. Ballata per tre uomini e una donna, romanzo in versi scritto da Paolo Rumiz.
La produzione Contrada Teatro Stabile di Trieste/Arca Azzurra ha visto sul palco Maddalena Crippa e Maximilian Nisi con Mario Incudine e Adriano Giraldi, diretti da Alessio Pizzech.
Soggetto dell’adattamento curato dal drammaturgo e regista Alberto Bassetti è un racconto che narra una storia d’amore con sullo sfondo, ma anche incarnato, lo scenario del mondo perennemente di confine tra Oriente e Occidente. Un crogiolo di popoli abita queste terre, i rapporti tra le genti tesi storicamente con sguardi da tiro alla fune.
Maddalena Crippa e Maximilian Nisi (foto di Barbara Rigon)
“Da leggere soltanto a voce alta” è la raccomandazione collocata sulla copertina da Feltrinelli: alta come un canto. È la musica infatti a guidare il racconto, a opera di personaggi-cantastorie a cui danno voce la narrazione di Giraldi, poi gli strumenti anche etnici e il canto di Mario Incudine, che ha curato scelta ed esecuzione delle musiche. La scena firmata da Andrea Stanisci presentava sulla destra del parco una struttura che di volta in volta reinterpretata pareva uno scafo capovolto, poi una collina e una duna di sale; intorno, mobili di un candore mediterraneo, una poltrona e sullo sfondo un puzzle-muro a secco in bianco e nero.
Tre uomini e una donna sempre in scena: oltre ai due citati e bravi “coreuti”, Maddalena Crippa ha impersonato con misura perfetta Maša, donna bosniaca vestita di nero (è una vedova) dagli occhi da tartara e dai lunghi capelli rossi, quasi una coda da sirena — la chioma color ruggine indossata per buona parte della storia; a Max, l’ingegnere austriaco suo innamorato, ha dato vita con passione un altro Max (Nisi), che ha interpretato con maestria la gamma di toni che hanno espresso come su un pentagramma mimato la nascita e la parabola breve di quell’amore: l’avvicinamento incredulo, negli anni dell’ultimo conflitto balcanico, la corrispondenza magnetica anche in regime di lontananza, il sogno di una permanenza impossibile.
Si assiste e si accompagna da spettatori con discrezione, anche senza strumento in mano, in silenzio, la storia d’amore tra i due sbocciata d’autunno, ma profumata di primavera — e di legni preziosi da Mille e una notte. A far scaturire il legame profondo che riuscirà a scalfiggere solo un destino avverso sono le note di Žute dunje (la cotogna gialla, che arriverà tra le mani a Istanbul, proprio “sulla porta”), una sevdalinka malinconica che narra di due giovani amanti e di un destino a loro nemico, anche questa una ballata d’amore e di dolore. Le mela color oro di Bisanzio sarà l’ultimo dono di Max a Maša, compagni di un viaggio insieme breve e lunghissimo in terre complesse, spesso in lotta, bellissime e difficili, terre color palissandro o bianco neve, sorvegliate “da greggi di stelle”.
Il tema della malattia attraversa l’ultima parte del racconto in un’ondata nera, di quelle che provocano naufragi inammissibili, come quelli del tutto veri a cui troppo spesso assistiamo — tornando al tema dei confini, gli ammaraggi in quelle zone avvengono via terra, è bene ricordarlo.
Maddalena Crippa a un certo punto torna in scena col capo rasato, prigioniera di un male che la condanna: gran ballo e ballata si avviano alla conclusione.
Il pubblico bassanese ha seguito lo spettacolo attento e partecipe, e sulle ultime note ha tributato applausi calorosi agli interpreti.
Il 09 gennaio
- 09-01-2025La Cittadella Eterna
- 09-01-2024Cantierite acuta
- 09-01-2023O questo o Coelho
- 09-01-2022A spasso con Cri
- 09-01-2022ConvUlss
- 09-01-2020Pavanotti & Friends
- 09-01-2018Finestra riaperta
- 09-01-2016Prove tecniche di dietrofront
- 09-01-2016Boss in incognito
- 09-01-2016L'anima del Ponte
- 09-01-2016Passaggio a Nordest
- 09-01-2016Eppur si muove
- 09-01-2015La grappa e il sakè
- 09-01-2015Un uomo solo al Comando
- 09-01-2015Matite a mezz'asta
- 09-01-2015Je suis Richard
- 09-01-2015Tre giovani bulli spintonano carabinieri in stazione, denunciati
- 09-01-2014“Nomine Etra, con quali criteri?”
- 09-01-2013Arriva la Pedemontana
- 09-01-2012Commercianti: positivo il bilancio del mercatino di Natale
- 09-01-2012Salta la visita in carcere della Donazzan
- 09-01-2012Soldi dalla Regione per la manutenzione degli edifici di culto
- 09-01-2012“Sacrifici? Anche per gli stranieri”
- 09-01-20102843 espropri per la Pedemontana
- 09-01-2010Il Comune rinuncia all'uso del Teatro Astra
- 09-01-2009Il "Concerto per il Nuovo Anno" a San Francesco
Più visti
Geopolitica
05-01-2026
La Danimarca acquista missili dagli Stati Uniti nonostante le pretese di Trump sulla Groenlandia
Visto 9.383 volte
Imprese
07-01-2026
Confcommercio scrive ai Sindaci: «Meno tasse locali per salvare i negozi»
Visto 2.500 volte
Geopolitica
15-12-2025
La Siria del post Assad tenta di recuperare terreno in ambito internazionale
Visto 9.614 volte
Geopolitica
22-12-2025
L’India beneficia della guerra in Ucraina acquistando petrolio russo a prezzi scontati
Visto 9.423 volte



