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Laura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it
Sulla Luna di Nick Drake
Domenica 13 marzo, Uglydogs ha portato a Marostica un concerto da tutto esaurito dedicato a Nick Drake. Sul palco Roberto Angelini e Rodrigo D'Erasmo
Pubblicato il 15 mar 2022
Visto 4.880 volte
Domenica 13 marzo, l’associazione di promozione sociale Uglydogs per il suo rientro in piena attività dopo le restrizioni dovute alla pandemia ha ospitato nella Multisala “Don Bosco” di Marostica un evento musicale importante dedicato alla musica d’autore. Protagonisti sul palco Roberto Angelini e Rodrigo D’Erasmo, che hanno portato nella città degli scacchi una tappa del concerto e progetto intitolato Songs in a conversation, un omaggio appassionato dedicato al cantautore Nick Drake e alla sua opera realizzato nell’anniversario dei cinquant’anni dall’uscita del suo terzo e ultimo disco (Pink Moon, 1972).
Si tratta del loro secondo tributo, dopo Pong Moon-Sognando Nick Drake del 2005, indirizzato in musica e parole al musicista inglese morto nel 1974 a ventisei anni, diventato un disco uscito lo scorso 25 febbraio. Il progetto discografico contiene 11 tracce, alcune prodotte da John Wood, fonico e produttore storico di Drake, registrate nei Vada Recording Studios, poco distante dalla casa natale di Drake, altre messe a punto a Roma a cura di Daniele “Ilmafio” Tortora, con la partecipazione di Fabio Rondanini alla batteria, Gabriele Lazzarotti al basso e Andrea Pesce al pianoforte.
In sala si è registrato il tutto esaurito. Sullo schermo del palco che ha ospitato i due artisti, ha accolto il pubblico un fermo immagine della figura fragile realizzata in plastilina che riproduce una celebre fotografia di Drake; più tardi nel corso del concerto vi scorreranno alcuni frammenti del documentario diretto da Giorgio Testi per Sky Arte che dà il titolo al concerto. Songs in a conversation è appunto una narrazione composta in musica e parole che intende riproporre ai fan, o far conoscere a chi non l’avesse ancora scoperta, l’opera talentuosa, artistica e poetica di Drake; per i soci e simpatizzanti di Uglydogs l’appuntamento è stato preceduto da un’introduzione collocata all’interno della rassegna “Las Flaviadas”, a Villa Angaran San Giuseppe, in cui Enrico Grando ha proposto un ascolto collettivo della musica del cantautore inglese, lo scorso 9 marzo.
Rodrigo D'Erasmo e Roberto Angelini a Marostica (foto di Orazio Bao)
La passione e l’ammirazione per la musica di Drake sono testimoniate dai due protagonisti sul palco dalle parole ma soprattutto dalla cura nell’interpretazione dei suoi brani scelti. L’intento principale è stato quello di ricreare una sonorità anni ’70, ha dichiarato Angelini nel corso del concerto, cioè molto naturale, autentica e dai toni caldi, e la sua voce ha contribuito molto all’intento — come sempre, anche Rodrigo con il suo violino flies. Il fatto che non esistano registrazioni di esibizioni dal vivo di Drake, per motivi anche riferibili alla particolarità della sua musica, è da sempre un invito a nozze per i suoi appassionati, una sfida a ricreare quella che poteva essere stata una sua esecuzione, tenendo conto anche del fatto che ogni esecuzione grazie al talento musicale di Drake rappresentava un elemento originario, una gemma a sé. Rodrigo D’Erasmo, famoso violinista degli Afterhours, ma poi polistrumentista, compositore, arrangiatore e produttore, ha raccontato di avere conosciuto come tanti la musica di Drake facendo un percorso a ritroso, partendo da Pink Moon, che è la sua ultima opera. La scoperta di questo amore in comune è stata dichiarata forse un rigo meno poeticamente nel corso di una grigliata e ha dato il via a un lungo percorso di ricerca che ha portato a uno studio di tecniche e arpeggi complessi, come a un approfondimento sui testi pieni di profondità, di vette e di abissi, che ci ha lasciato il cantautore.
C’è spazio, giustamente, per una breve lezione per chitarristi tra una canzone e l’altra, con un ricordo grato a Vittorio Camardese (è stato il compagno della madre di Angelini) e anche per qualche risata: a tratti i toni si fanno scanzonati, è il caso di dirlo, perché trattare tanta sensibilità, tanto materiale da ali di farfalla non vuol dire necessariamente usare toni da sacrestia, ma mettere in giusta luce i chiaroscuri e la bellezza che anima la vena artistica di questi artisti fragili, molto colti e spesso schiacciati spalle al muro dal loro talento. Le canzoni e un brano strumentale del troppo breve repertorio di Drake si sono susseguiti reinterpretati con molta maestria, e rispetto, scelti in ordine cronologico, chitarra e violino dialoganti in armonia. Tra gli altri: Three Hours, Days Done, Way To Blu, Fruit Tree, brani tratti da Five Leaves Left (il titolo del primo album pubblicato nel 1969, ispirato da un dicitura sulle confezioni di cartine per sigarette), poi l’introduzione strumentale di Bryter Layter, il secondo album, e canzoni come Northern Sky; l’omaggio atteso a Pink Moon, con il brano omonimo, è arrivato nel finale, dopo Place to Be, Harvest Breed, l’inquietante Parasite e la serena From the Morning.
Nel corso della serata è intervenuto sul palco a sorpresa Mario, al secolo Mattia Mariuzzo, dei trevigiani Bengala Fire, band che ha fatto parte della squadra di Manuel Agnelli e D’Erasmo finalista all’edizione 2021 di X-Factor: elegantissimo nella sua aria un po’ punk ha dato voce con Angelini a due interpretazioni e fatto correre un vento di giovinezza lunare che è rimasto, immutato a mezzo secolo di distanza, la cifra dell’opera di Drake.
Lunghi applausi, dal pubblico presente in sala.
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