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Pubblicato il 16-05-2021 08:04
in Libri | Visto 3.435 volte

Modalità lettura 2 - n. 7

Una recensione di Romanzo esplicito, esordio editoriale nel 2018 di Fumettibrutti

Modalità lettura 2 - n. 7

opera di Fumettibrutti (particolare, fonte FB)

Cambiando consuetudini, si possono incontrare in libreria romanzi a fumetti che incuriosiscono. Si intitola Romanzo esplicito ed è giunto alla terza ristampa (Feltrinelli Comics, 2018, pagine non numerate, circa 144, 16 euro) questo racconto disegnato, che procede per tavole a capitoli, la cui autrice Josephine Yole Signorelli, in arte Fumettibrutti, ha esordito con successo nel mercato editoriale — lei l’autrice della copertina-provocazione che campeggia in questo fine settimana su L’Espresso dedicata al 17 maggio suscitatrice di tanti commenti di bassa lega.
Del romanzo non ha la struttura, la narrazione ha un andamento diaristico e la pubblicazione è presentata dalla stessa autrice come un’autobiografia; riguardo alla voce “esplicito” il contenuto è del tutto una conferma, pure se si guarda all’aggettivo nella sua definizione da Treccani — senza sottintesi o ambagi: è un fumetto per adulti. Sono di sicuro esplicite le vignette, che anche spavalde inseguono il marchio dell’immediatezza. Letto a sguardi, restando in superficie, il romanzo-fumetto di Fumettibrutti ha la pecca del monocorde, con la cura per il prodotto che volutamente inciampa nell’urgenza di dire ciò che in vero vuole dire. Se c’è la traccia malinconica di un amore finito a guidare il racconto, tutto intorno irretiscono il lettore “squarci di vita” cruda, stordente, eccessiva e fuori rotta espressi per immagini che oscurano i dialoghi sincopati, che emergono a fare non solo da cornice.
Le tavole sono enormi, spesso una o due per pagina, colorate con colori acidi, blu-viola e giallo-verde da evidenziatore, il tutto racchiuso in una copertina rosso-inferno. Parlano per immagini di droga e soprattutto, sempre, di sesso, raccontando l’educazione sentimentale a tinte forti, che si muove in un vuoto pneumatico fonoassorbente, della giovane protagonista. Il viaggio in cerca di se stessa di questa ragazza procede per cortocircuiti, sbattendo addosso alle luci, come accade alle falene. La seguiamo mentre risale in volo lo Stivale, parte da Catania e approda nella più liberale Bologna.
Andando a guardare sui social la vita reale di Yole, sulla quale si sono immediatamente puntati i riflettori mediatici, e ascoltandola parlare, si ha una conferma dell’esistenza di una ferita profonda che non ha smesso di sanguinare, un taglio nell’anima che si avverte e che viene messo a nudo qui, come nei libri successivi che ha pubblicato. Ascoltandola parlare sorridendo felice d’altro, di libri, d’arte, di musica, di azioni politiche, si scopre che Fumettibrutti è cresciuta e che non aspetta più, come insegnano con malizia le favole, l’arrivo di un principe azzurro che rappresenti l’apice della realizzazione: sembra avere raggiuto la consapevolezza di quanto sia importante amarsi e trovare in sé e nella propria arte la sicurezza e la ragione ultima dell’esistenza. Le parole di Yole, spesso veloci, dicono che è sempre in movimento su quella che pare una sorta di giostra degli autoscontri, impegnata in un viaggio intrapreso pagandone prima di tutto il dazio sulla propria pelle. Qui, nel suo Romanzo esplicito, mette in mostra le cicatrici che porta anche per altri che non le sanno o possono dire, o disegnare.

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