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Gang Bank! Come politica e finanza ci fregano il portafoglio
Giovedì 11 maggio Gianluigi Paragone, giornalista e conduttore de "La Gabbia Open (LA7)" sarà ospite ad Incontri Senza Censura
Pubblicato il 10 mag 2017
Visto 2.536 volte
Giovedì 11 maggio arriva in anteprima assoluta a Bassano del Grappa il giornalista Gianluigi Paragone, conduttore della seguita trasmissione di approfondimento su LA7, La Gabbia Open. Occasione del suo passaggio in città è la presentazione del suo primo libro GangBank, edito da Piemme da poche settimane, inserita nel palinsesto culturale Incontri senza censura, la manifestazione organizzata dalla libreria La Bassanese e dall’omonima associazione culturale, con il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti Veneto.
Gianluigi Paragone è stato vicedirettore di Rai2, rete sulla quale ha condotto anche la trasmissione L’ultima parola. È stato uno dei conduttori della trasmissione Benvenuti nella giungla su Radio 105. Dal 2013 conduce La Gabbia e La Gabbia Open su La7. È ideatore e protagonista di un one man show sui perversi intrecci tra finanza e politica, che viene rappresentato in vari teatri italiani.
Gianluigi Paragone
GangBank vuole essere una serata-denuncia sugli sporchi legami tra politica e finanza, che svuotano la democrazia e anche il nostro portafogli. Ma chi sono? Come tutelarsi?
Loro sono il GangBank – scrive Paragone - un sistema di saccheggio instaurato da colossi bancari, fondi d`investimento, agenzie di rating e multinazionali che controllano la finanza globale. L`Italia è un tragico esempio e gli italiani ogni giorno si sentono “fottuti”, ma non sanno esattamente da chi. Con il beneplacito di politici complici e interessati, il modello sociale e imprenditoriale italiano che un tempo il mondo ci invidiava, è stato indebolito e smantellato. Introdotto e moderato da Marco Bernardi, ideatore della rassegna, Paragone farà chiarezza sul debito pubblico, sulle regole europee che rischiano di danneggiare il nostro tessuto sociale e imprenditoriale.
"Il nostro debito non è mai salito così tanto come dopo le crisi finanziarie del 2008 e 2011. Monti, Letta e Renzi l'hanno fatto salire di oltre 400 miliardi di euro in 4-5 anni, senza cavarne nulla, anzi lasciando un Paese a pezzi. Altro che Prima Repubblica! Il debito di allora almeno finanziava la nostra crescita ed era in mano prevalentemente a noi italiani. Oggi invece schiaccia l'Italia".
Stiamo vivendo una vita a rate, per il sistema neoliberista l’importante è indebitarsi.
"Hanno creato un’attitudine all’indebitamento privato che non apparteneva agli italiani. I pensionati sono i più appetibili e ora chi vuole lasciare il lavoro in anticipo dovrà chiedere un prestito. La politica ha svenduto aziende e infrastrutture al peggior offerente. Al posto del welfare state c’è la welfare bank”, afferma il giornalista.
Con Paragone ci confronteremo con vari temi di attualità: dalla gestione europea dell’immigrazione, le implicazioni del “dentro/fuori euro” ipotizzato da alcuni economisti e alcuni movimenti politici ( è realizzabile l’ “Italexit”?), fino alle ultime elezioni in Francia che hanno decretato il filoeuropeista Macron come nuovo presidente. Tutti questi temi sono legati al sistema GangBank o neoliberismo dettato dai grandi poteri economici, sottolinea il giornalista e lo scopriremo durante la serata.
Le grandi multinazionali, infatti, si sono mostrate contrarie (e non poco) a tutte le misure di protezionismo e a tutti i decreti "alzamuri" per l'immigrazione di massa ( vedi Trump). Per il sistema #gangbank – sostiene Paragone - questa manodopera immigrata fa parte di un progetto chiaro: avere nuovi lavoratori a prezzi molto bassi, schiavi 2.0, in competizione con la manodopera interna affinché il costo del lavoro si abbassi ulteriormente con nuovi contratti superflessibili e diritti dei lavoratori quasi cancellati. Ma le stesse multinazionali non esitano a delocalizzare le loro sedi in paradisi fiscali, nei quali invece alzano i loro "muri fiscali" dentro i quali a nessuno lasciano vedere il loro business e la loro elusione fiscale a danno dei Paesi dove operano.
C’è davvero un disegno preciso, studiato dalle élite economico-finanziarie che ci sta portando nel profondo malessere? E chi sono? Possiamo tutelarci?
Forse serve più Stato e meno privato, provoca Paragone. Al grido, ripetuto come un mantra da media e politici, di «il pubblico è male, il privato è bene», «siamo troppo spreconi» e «ce lo chiede l’Europa», ci siamo indebitati, abbiamo perso il lavoro, i diritti, le tutele sociali e democratiche. E forse l’unica garanzia è salvare la Costituzione.
Il libro GangBank, di Gianluigi Paragone, sarà il filo conduttore di un incontro che vuol essere un atto d`accusa senza sconti, che non ha paura di fare i nomi dei colpevoli e di svelarne i misfatti, ma è anche una serata che vuole essere uno sprone a informarsi, a tutelarsi e a lanciare un appello alla riscossa. A “riprendersi – scrive Paragone - con l`arma della democrazia, tutto quello che ci spetta di diritto. “La gente continua a pensare che solo la Casta rappresenti il male …. dopo questa serata, inizieremo a “guardare il mondo con occhi diversi”, slogan 2017 di Incontri senza censura.
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