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Laura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it
Da Michelangelo, per inciso
È visitabile fino al 31 agosto, a Palazzo Sturm, “Michelangelo inciso”: in esposizione novanta opere datate tra il ‘500 e il ‘700, incisioni “di traduzione” dei capolavori del geniale artista del Rinascimento
Pubblicato il 18 mag 2014
Visto 3.360 volte
A Palazzo Sturm, è aperta e visitabile fino al 31 agosto la mostra “Michelangelo inciso”.
L’esposizione, va ad affiancare “Michelangelo. Capolavori grafici”, l’eccezionale mostra di 18 disegni del Buonarroti allestita al Museo civico in occasione del 450° anniversario della scomparsa dell’artista, evento organizzato in collaborazione con la Fondazione Buonarroti di Firenze.
Il Museo Remondini espone opere che fanno parte del patrimonio artistico e storico locale conservate nella propria collezione grafica. Un sondaggio nel Gabinetto stampe e disegni curato da Giuliana Ericani ha infatti per la prima volta individuato un nutrito gruppo di incisioni tratte da opere di Michelangelo: si tratta di 180 fogli, datati tra gli inizi del Cinquecento e la fine del Settecento, entrati a far parte della collezione di Giuseppe Remondini alla fine del Settecento per passare poi in dono al Museo civico a pochi anni dalla sua fondazione.
particolare di Il sogno, disegno di Michelangelo Buonarroti, 1553 c.
La mostra allestita nella Sala delle Spade offre in visione una novantina di opere che riproducono i capolavori del geniale artista del Rinascimento, “cosa venuta da cielo in terra a miracol mostrare”, scrisse di lui il Vasari. Si tratta di incisioni “di traduzione” da Michelangelo che rivelano l’eccezionale successo che l’arte michelangiolesca ha goduto nel corso dei secoli. È del 1517 Il primo foglio che riproduce “La Battaglia di Cascina” siglato (A.V.) da Agostino Veneziano, esemplare che dimostra l’accoglienza da parte dei Maestri del bulino dei capisaldi della nuova Maniera e del nuovo linguaggio michelangiolesco. Sarà il famosissimo ciclo di affreschi vaticani, eseguito da Michelangelo a partire dal maggio 1508 e terminato nell’ottobre del 1512, ad attirare la maggiore attenzione degli incisori: alcuni episodi della Genesi, o personaggi biblici come Profeti e Sibille dipinti nella Cappella Sistina, sono diventati oggetto di riproduzione a stampa fino al caso di quel “Nudo virile” destinato a rappresentare uno degli esempi più alti di modello maschile cinquecentesco.
L’interesse per le opere della Sistina è dilagato nei secoli in tutta Europa, testimoniato dalle riproduzioni curate da artisti francesi, fiamminghi e tedeschi giunti fino a noi nelle collezioni della Regina a Windsor e nelle raccolte del British Museum. Anche numerosi lavori usciti dalla stamperia Remondini nel corso del Settecento ripropongono i dipinti della Cappella Sistina e concorrono al revival preromantico e romantico basato sul recupero delle proporzioni della scultura classica realizzato nelle sue opere da Michelangelo. Presenti eccezionalmente a Bassano, al Museo civico in versione originale e a Palazzo Sturm in riproduzione d’autore, disegni che Michelangelo donò all’amato Tommaso de’ Cavalieri, per lui disegnò tra gli altri soggetti alcune "teste divine", cioè ritratti idealizzati di personaggi del passato tra i quali spicca la bellissima Cleopatra ammirabile al Museo civico.
Gli orari di apertura della mostra: da martedì a sabato dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 15 alle 18; domenica e festivi dalle ore 10.30 alle 13 e dalle 15 alle 18.
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