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“Nessun allarme protesi tossiche a Bassano”

Preoccupazione in Veneto per le protesi d'anca difettose prodotte dalla multinazionale De Puy. L'Ulss n.3: “Al San Bassiano utilizzate protesi assolutamente sicure per durata e innocuità”

Pubblicato il 31 gen 2011
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La notizia, diffusa nei giorni scorsi, ha provocato un giustificato allarme.
Almeno un'ottantina di pazienti del Veneto, portatori di una protesi d'anca, dovranno sottoporsi a nuovi accertamenti e a un possibile nuovo intervento per la sostituzione del supporto ortopedico, in quanto “difettoso”.
Le protesi d'anca in questione sono prodotte dalla De Puy, azienda del gruppo americano “Johnson & Johnson”, che ha comunicato ai propri clienti - Asl e ospedali privati in tutta Italia - un'anomalia riscontrata nei due modelli “XL Acetabular System” e “Hip Resurfacing System”: due tipi di protesi destinate soprattutto ai pazienti più giovani.

Protesi d'anca: "A Bassano nessuna preoccupazione"

Secondo quanto riferito dalla multinazionale ortopedica, nelle due tipologie di protesi - basate sul sistema “metallo-metallo” - è stato constatato che dallo sfregamento delle due componenti metalliche si crea un'usura veloce e si liberano soprattutto delle sostanze nocive che possono causare infiammazioni.
Dopo una prima lettera, dello scorso marzo, in cui l'azienda produttrice segnalava alle Asl italiane che erano in corso dei controlli sulle protesi, la stessa Johnson&Johnson aveva comunicato in agosto agli acquirenti di bloccare gli impianti e il magazzino.
Con una terza lettera, trasmessa a novembre, la multinazionale ha invitato infine le aziende sanitarie “a richiamare i pazienti interessati”, rendendosi disponibile a pagare le spese della nuova operazione chirurgica.
Su invito urgente della Segreteria per la Sanità della Regione Veneto, tutte le Ulss e le strutture sanitarie del territorio regionale stanno compiendo verifiche per fornire il quadro aggiornato della situazione.
L'Ulss n.3, al riguardo, informa in una nota che “non c'è nessuna preoccupazione, all'ospedale San Bassiano, per l’allarme diffusosi nei giorni scorsi, nella nostra Regione, riguardo ad uno specifico tipo di protesi d’anca risultato difettoso e potenzialmente pericoloso per chi ne è portatore”.
“L’intervento di protesi d’anca con metodica francese, per cui l’ospedale di Bassano e l’equipe del primario ortopedico Enrico Sartorello sono ormai rinomati in tutto il Triveneto - afferma ancora il comunicato - viene eseguito utilizzando protesi assolutamente sicure sia nella durata che nell’innocuità”.
“Noi utilizziamo un tipo di protesi e delle procedure di intervento che danno ottimi risultati in termini di quantità di cure e qualità della vita - specifica la nota dell'Azienda sociosanitaria di Bassano -. La tecnica usata ha vantaggi per il paziente e per l’organizzazione delle attività ospedaliere (il paziente è autosufficiente, a casa sua, nel giro di una settimana), delle prestazioni di riabilitazione (il paziente abbandona le stampelle dopo 20/30 giorni dall’intervento, anziché dopo 60). Soprattutto garantisce alla persona la ripresa (a convalescenza avvenuta) di attività fisico sportive come il camminare, il nuoto, o la bicicletta senza alcuna limitazione nello sforzo e nella durata”.
“I nostri cittadini già operati di protesi d’anca - dichiara il direttore generale dell'Ulss n.3 Valerio Alberti - possono sentirsi assolutamente tranquilli e chi ha in programma l’intervento, può affrontarlo con la massima serenità e sicurezza”.

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