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Dammi un consiglio Salomone

Marostica firma una convenzione di 20mila euro con l’Università di Bologna per un progetto di valorizzazione delle mura per il rilancio della città

Pubblicato il 06 nov 2020
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Le Mura Scaligere che abbracciano il centro di Marostica fino al Castello Superiore ne disegnano il caratteristico skyline che contraddistingue l’immagine turistica della città.
Le varie amministrazioni che si sono succedute nel palazzo comunale hanno sempre perseguito l’obiettivo di ottenere un completo camminamento di ronda delle mura, traguardo ritenuto strategico per la valorizzazione e promozione di Marostica.
Da appena un mese è stato firmato lo storico accordo fra Comune di Marostica e Volksbank, banca proprietaria dell’ampio compendio immobiliare in centro storico noto come “area Azzolin”, nel quale il Comune ha ricevuto in comodato gratuito una porzione di immobile, la torre a ridosso delle mura in prossimità di Porta Breganze, fondamentale passaggio per chiudere il percorso del camminamento di ronda delle mura scaligere ad Ovest.

Con questo importante tassello ora si apre l’effettiva possibilità di rendere interamente percorribili le mura avendo risolto il nodo della discesa pedonale “che sarà - come anticipa il sindaco di Marostica Matteo Mozzo - all’interno della torretta appena acquisita, una soluzione senza impatto ambientale e che incontra il favore della Sovrintendenza con la quale siamo in dialogo da tempo”.
Sembrerebbe dunque giunto il tempo di agire con la realizzazione delle opere necessarie per la piena fruibilità della cinta muraria, invece, l’amministrazione comunale stanzia
20mila euro per una convenzione di ricerca che coinvolge giovani architetti guidati dal prof. Gino Malacarne, responsabile scientifico dell’esecuzione del progetto. Un anno di tempo per i collaboratori alla didattica e giovani ricercatori del Dipartimento di Architettura di Alma Mater Studiorum - Università di Bologna diretta dal prof. Andrea Boeri per sviluppare due distinte tematiche: la realizzazione di punti di discesa del camminamento di ronda necessari ai fini della piena fruibilità della cinta muraria e la costruzione di una musealità diffusa.
“L’Università offre, attraverso le sue esperienze di ricerca teoriche e progettuali - spiega il professore Gino Malacarne - un contributo all’amministrazione comunale per cercare e verificare le diverse e possibili strade del progetto di valorizzazione delle mura, e a un tempo l’Università attraverso i suoi giovani ricercatori e studenti sviluppa una ricerca sul campo, svolge una verifica degli apparati teorici e dei progetti sviluppati negli anni.”
All’apparenza pura teoria. Il Comune attiva una ricerca di buoni consigli come in una vecchia leggenda dove quel negoziante che dopo tanti anni di lavoro dal saggio Salomone, pronto per ritornare finalmente a casa, spese tutti i suoi scudi per i suoi consigli. Le parole del saggio Salomone sembrarono all’inizio vaghe e inutili, eppure, salvarono la vita del povero negoziante per ben tre volte e lo portarono anche a ritrovare tutti i suoi scudi.
“La convenzione di ricerca - dichiara il sindaco Mozzo - ha un duplice obliettivo: dotare il Comune di un progetto altamente qualificato, firmato da una istituzione universitaria che avrà maggiori chances nell’acquisizione di finanziamenti europei per la valorizzazione del patrimonio e sostenere l’attività professionale di neo laureati. Inoltre, c’è un aspetto culturale: Marostica, che vanta una delle più belle e meglio conservate cinte murarie del Veneto, si merita un progetto di altissimo livello, che contenga una visione del futuro della città, della sua fruibilità e conservazione e del suo rapporto con il paesaggio. Un obiettivo che ha bisogno di strategia, ricerca, metodologia.”
Sarà quindi poi l’effettivo utilizzo delle attività di ricerca a favorire e aprire strade future per la valorizzazione e il rilancio turistico della città, in particolare permettendo l’accesso a fondi e contributi europei in grado di offrire la spinta economica necessaria per una rapida e importante riqualificazione di un bene monumentale la cui naturale vocazione è la fruibilità pubblica.

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