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Servizio Civile: si cambia

Via libera agli stranieri, durata variabile dagli 8 a 12 mesi, programmazione triennale, numero volontari e assegno mensile deciso in base alle risorse disponibili

Pubblicato il 30-03-2017
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Nato nel 2001, il servizio civile universale si rifà il look e si adegua al trascorrere del tempo. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo della Riforma del Terzo Settore sul Servizio Civile Nazionale va in soffitta il servizio civile come l’abbiamo fino ad oggi conosciuto. Quali le novità? Vediamole insieme. Innanzitutto i settori di intervento si allargano, i progetti dovranno essere capaci di rispondere non solo ai bisogni delle persone più deboli e delle diverse comunità territoriali del Paese, ma anche alle possibili ambizioni di crescita professionale dei giovani, come ad esempio includendo il patrimonio storico artistico e culturale, l'educazione e la promozione culturale e dello sport, l'agricoltura sociale, la promozione della pace e la tutela dei diritti umani, la cooperazione allo sviluppo e della cultura italiana all'estero.
La programmazione del servizio civile sarà triennale, con piani annuali predisposti dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri mentre le amministrazioni pubbliche, gli enti locali, gli altri enti pubblici territoriali, gli enti del Terzo settore possono realizzare programmi di intervento di servizio civile universale al di fuori della programmazione finanziaria con risorse proprie. Tra le più attese novità, i requisiti di partecipazione che vengono definitivamente aperti ai cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in Italia. Un’altra novità significativa è la possibilità di avere una durata modulare, che va dagli 8 ai 12 mesi mentre, per gli universitari, l’esperienza potrà valore come crediti formativi.
Ma chi pagherà per tutto questo? Il Fondo nazionale per il servizio civile alimentato da risorse pubbliche ma anche private. Attenzione, però, il numero di operatori volontari dipende dalla risorse disponibili (e quindi non dal numero di richieste da parte dei ragazzi fra i 18 e i 28 anni) così come in base alle risorse disponibili sarà quantificato l’assegno mensile. Insomma, meno certezze che in passato e più “mercato”.

In attesa della sua piena applicazione, nei giorni scorsi sono state pubblicate le graduatorie provvisorie dei progetti di Servizio civile nazionale presentati entro il 21 ottobre del 2016 e valutati positivamente. Un elenco atteso anche in Veneto dove, gli enti e le associazioni locali, nel 2016, hanno visto approvati 177 progetti e coinvolto 775 i ragazzi che hanno percepito una retribuzione di 433 euro al mese. La prima fase di selezione dei progetti si è conclusa e, intorno al mese di maggio, si potrà conoscere la graduatoria definitiva. Fino ad allora, non resta che attendere.

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