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Ultimi appuntamenti a Marostica per “20 in Tempesta”
Un invito concreto ad un’azione collettiva per riflettere e confrontarsi sul bisogno, sull’attesa e sul desiderio di fare teatro oggi e una conferenza pubblica per il ripristino della filiera paglia-pane
Pubblicato il 07 nov 2015
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Ultimi appuntamenti nell'ambito della mostra “20 in Tempesta. Pratiche artistiche site specific per una proposta di rigenerazione urbana”, collettiva di 20 artisti provenienti da tutta Italia, esito finale del percorso formativo “La cultura alza le serrande”, un'iniziativa dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Marostica realizzata con il contributo dell’Associazione Commercianti.
Domenica 8 novembre alle ore 20.45 nel piazzale del Teatro Politeama, spazio cittadino da anni in costruzione, si terrà la performance "Fare a meno di un teatro", di Mirco Corato. Può un teatro fare a meno di una comunità? Può una comunità fare a meno di un teatro? È con questo duplice interrogativo che l’artista Mirco Corato darà appuntamento ai suoi concittadini e a tutte le persone interessate chiedendo di prendere parte ad una azione, in cui lo spettacolo è la partecipazione stessa. "Fare a meno di un teatro" viene definito dall’artista come un nonspettacolo, scritto attaccato in un'unica parola, perché vuole essere un qualcosa di più, e di diverso, rispetto a una semplice negazione. È un concetto positivo, è un’azione propositiva che, se da un lato segnala che non ci sarà una rappresentazione, non ci saranno degli attori e non ci sarà una quarta parete, dall’altro suggerisce la possibilità che siano gli spettatori stessi a diventare realmente protagonisti di quello spazio e di quel tempo. Spiega Mirco Corato: “Non si tratta di una provocazione o di un'operazione concettuale: vuole essere invece un'esperienza fisica, emozionale, poetica e politica.”
I cittadini sono quindi invitati a dotarsi di biglietto e a presentarsi con lo spirito e con l’abito adatti, come se si dovessero recare all’apertura di una stagione teatrale.
L’azione è anticipata da un’installazione all’interno della mostra “20 in Tempesta” (www.20intempesta.com) che svolge la funzione di punto di informazioni e prevendita dei biglietti, disponibili al prezzo di 2 euro. Sarà inoltre possibile acquistare i biglietti la sera stessa del nonspettacolo direttamente sulla soglia del Teatro Politeama, in viale Montegrappa. Il ricavato andrà a sostenere un evento di “teatro fuori dal teatro” curato insieme al gruppo di lavoro del progetto “La cultura alza le serrande” che coinvolga luoghi e abitanti di Marostica.
Rigenerazione urbana e sostegno appassionato al teatro sono due dei temi che si intrecciano in questo lavoro che nasce, come l’intero progetto di cui fa parte e la sua mostra finale, da una ricerca sul valore del riuso e della riattivazione degli spazi abbandonati, sottoutilizzati o dalla destinazione latente.
Il Teatro Politeama ha una storia particolare e controversa: edificio in stile liberty costruito ad inizio Novecento dall’ingegnere Tescari viene ricordato soprattutto come cinema, ma è stato anche sala da ballo e, una volta dismesso, abitazione privata. Negli anni ottanta il Comune acquisisce lo stabile e decide di ripristinare la vocazione a teatro mantenendo la facciata e ricostruendo ex novo gli spazi interni. Palco, platea e gallerie sono ancora allo stato grezzo e al momento mancano i fondi per ultimare i lavori. Il Politeama si presenta circondato da palazzine: il suo recupero, infatti, è legato ad un’importante operazione immobiliare che ha profondamente trasformato il quartiere che sorge a pochi passi da Porta Bassano.
L’artista ha immaginato i cicli di vita che hanno caratterizzato un secolo di storia del teatro come il primo atto di un’opera; quello che viviamo adesso è un tempo di mezzo, una sospensione, un intermezzo in attesa che, con la riapertura del teatro, possa finalmente cominciare il secondo atto. “Fare a meno di un teatro” avrà la durata, la dinamica informale e la natura conviviale dell’intermezzo teatrale. Quello che anima il progetto è un atteggiamento propositivo, un clima di allerta gioiosa sulla dignità e l’utilità sociale di questa antica istituzione della cultura. L’immagine di sfondo della facciata del Politeama sarà la quinta di un evento dai confini liquidi e dalla forma aperta. L’azione collettiva si annuncia come la prima di una serie di iniziative condivise con la cittadinanza e con i soggetti attivi nell’ambito delle arti performative, del teatro e della sua gestione e riarticolazione in chiave contemporanea dentro e fuori gli spazi deputati.
Il 9 novembre alle 20.30, presso l'ex Chiesetta di San Marco (Via San Marco, 7) l'incontro pubblico “Pane!Pane!”, fase conclusiva dell'omonima opera dell'artista Rachele Lapponi, che intende promuovere la creazione di una comunità di supporto all'agricoltura sulla filiera paglia-pane, reintroducendo la coltivazione e la lavorazione di un antico grano, il gentil rosso, coltivato in tempi passati nelle zone del marosticense ma anche in quelle dell'Appennino Tosco-Emiliano. Un percorso di condivisione, che mira a mantenere la biodiversità.
La mostra “20 in Tempesta” termina il 10 novembre alle 18.30 con la festa di finissage, anticipata dall'ultima azione promossa da Maurizio De Rosa, pratica artistica partecipata rivolta ai ragazzi delle scuole medie del territorio, nell'ambito dell'opera “Fox Hunting”, caccia alla volpe (www.maurizioderosa.it). I partecipanti questa volta saranno chiamati a scrivere alcune frasi tratte dalla Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia e a disseminarle in giro per la città all'interno di piccole torri di terracotta. Le torri saranno 54 come gli articoli della Convenzione, e una volta disseminate saranno oggetto di una sorta di caccia al tesoro.
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