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On the road

Lancia Aprilia Mon Amour

A Bassano il XXII Raduno Internazionale Registro Aprilia. Protagoniste oltre 20 Lancia Aprilia impegnate in un tour del Grappa e della Pedemontana. “Una vettura rivoluzionaria per aerodinamica, cilindrata, velocità e abitabilità”

Pubblicato il 31-05-2015
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Vederle tutte insieme fa certamente un grande effetto. Perché trovarsi di fronte una carovana di Lancia Aprilia, eccellenza del made in Italy automobilistico che non sente l'usura del tempo, non è certo cosa da tutti i giorni. Una vettura d'epoca con la “e” maiuscola: progettata nel 1935 e prodotta tra il 1937 e il 1949, la celebre berlina legata al nome di Vincenzo Lancia conta oggi ancora numerosi estimatori. Che si raggruppano nel Registro Aprilia, ovvero nel sodalizio “che raccoglie le persone a cui piace la Lancia Aprilia”.
Chi lo dice, con passione che sprizza da tutti i pori, è Luciano Frascino, avvocato di Vicenza, fino all'altro giorno presidente del Registro Aprilia: incarico che ha svolto per ben 22 anni, prima di cedere il testimone al nuovo presidente Lucio Bugli di Potenza Picena. Incontriamo l'avv. Frascino all'Hotel “Alla Corte” a Bassano del Grappa, base logistica del XXII° Raduno Internazionale Aprilia “...con l'Aprilia sul Grappa”, annuale manifestazione che si rivolge ai possessori delle storiche vetture provenienti da tutta Italia, e alla quale quest'anno hanno preso parte 23 equipaggi.
Il raduno ha avuto inizio giovedì, quando le ultra sessantenni, se non addirittura ultra settantenni vetture si sono cimentate sul percorso del Grappa con salita dal versante bassanese e discesa su quello feltrino e sosta a Mel, in provincia di Belluno.

Il presidente del Museo dell'Automobile Bonfanti-Vimar Massimo Vallotto, l'avvocato Luciano Frascino e il presidente degli Albergatori Roberto Astuni tra le Lancia Aprilia protagoniste del Raduno

Venerdì mattinata a Zugliano e quindi passerella in piazza a Thiene e in piazza Libertà a Bassano, con visita al Museo di Palazzo Sturm.
Sabato, infine, tour per Possagno, Monfumo e a Villa Barbaro a Maser prima di rientrare alla “Corte” per la cena di gala.
Un'occasione, per i partecipanti, per scoprire le bellezze del nostro territorio, accendendo a loro volta i riflettori sulle caratteristiche di un'automobile che rappresenta appieno il genio italiano nel campo dei motori.
“L'Aprilia è stata una vettura rivoluzionaria, per aerodinamica, bassa cilindrata, velocità e abitabilità - ci spiega Frascino -. Nel 1935 lo staff di Vincenzo Lancia creò una macchina innovativa per l'epoca. Quattro ruote indipendenti come le vetture moderne, trazione posteriore, coprifreni attaccati alla scatola del differenziale, sospensioni a barra di torsione.”
“La prima Aprilia è stata venduta nel febbraio del 1937, prodotta in 10mila esemplari per la berlina e in 6000 autotelai - continua il nostro interlocutore -. Nell'agosto del '39 è stata prodotta la 2° serie, con 1500 cc, e nel novembre del '49 la produzione è terminata. Il mio primo incontro con l'Aprilia è stato nel 1944, quando siamo stati sfollati da Vicenza a Stroppari. Eravamo ospiti di una fattoria dove erano nascoste diverse vetture nella barchessa. Tra queste c'era un'Aprilia nuova di zecca. Andavo sempre a giocare lì, perché era un'auto “misteriosa”, coi pannelli comandi nascosti sotto il cruscotto. Poi nel '56 mi sono comprato un'Aprilia, con la quale assieme a due amici siamo andati fino a Capo Nord.”
E' un fiume in piena, l'avvocato Frascino, mentre parla di questa automobile: segno, appunto, di una passione che non conosce tempo. Condivisa anche dagli altri protagonisti del Raduno, che si è concluso nella generale soddisfazione dei partecipanti.
“E' stato un evento rilevante innanzitutto per la permanenza di quattro giorni dei radunisti nella nostra città, che ha creato una piccola economia nel territorio - commenta Roberto Astuni, contitolare della “Corte” e presidente degli Albergatori di Bassano -. C'è stata molta collaborazione, anche da parte del Comune di Bassano che ha autorizzato le vetture alla sosta in piazza Libertà, che ha animato la vita del centro storico. Questo tipo di manifestazioni, per la promozione del territorio bassanese, è sempre più importante.”

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