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Marco Polo
Giornalista
Bassanonet.it
Dallo Champagne al Tavernello. Cambiare mentalità.
Stefano Braghin: “Dalle mie squadre voglio un certo tipo di atteggiamento. Dobbiamo essere indiavolati dall’inizio. Il pubblico l’ha capito ed è la cosa più bella che mi porto a casa”.
Pubblicato il 01 dic 2009
Visto 1.608 volte
È il primo a presentarsi in sala stampa dopo il pareggio con il Celano ottenuto all’ultimo respiro. Stefano Braghin ha fretta di parlare, il suo vuole essere un ringraziamento speciale al pubblico: “Il mio primo pensiero va ai nostri tifosi perché ritengo che il loro sostegno durante il secondo tempo sia stato un segnale che ci ha trasmesso grande fiducia. Oggi nel tabellino marcatori, accanto ai nomi di Fabiano e Turetta, vorrei comparisse anche quello di tutti i bassanesi presenti allo stadio, sono stati loro a spingerci verso la rimonta. Credo che questa specie di alleanza che si è creata nel secondo tempo possa essere un eccellente punto di partenza per andarci a prendere i risultati che tutti noi sogniamo”. Il Celano è stato superiore come organizzazione di gioco ed è stato raggiunto solo negli ultimi secondi. Il guaio è che il Bassano non ha ancora una sua chiara identità: “Credo non sia una novità il fatto che stiamo vivendo una stagione zeppa di difficoltà. In questo momento non siamo nemmeno brillantissimi dal punto di vista fisico visto che gli altri arrivano sempre prima sul pallone di noi. L’unico rimedio è cominciare a gestire di più la palla magari con un pizzico di coraggio in più ma mi rendo conto che da fuori è facile parlare. Nel secondo tempo le cose sono andate un po' meglio grazie alla geometria di Anaclerio che ci ha conferito maggiore ordine e siamo riusciti a creare diverse occasioni quanto meno pericolose. Poi ho visto un La Grotteria in grande spolvero nonostante venisse da un infortunio. Credo siano emersi buoni segnali in un contesto dove abbiamo rischiato di perdere perché per un oretta siamo stati inferiori agli avversari”. La classifica è ulteriormente peggiorata. Ci sarebbe bisogno di un deciso cambio di passo: “La classifica è meglio lasciarla stare perché è impietosa. Per questo continuo ad insistere sul fatto che dobbiamo compattarci e diventare una squadra con la s maiuscola. Vi segnalo un episodio: quando Turetta ha segnato il due a due, mancava ancora un minuto di recupero. Ebbene mentre metà squadra era nella nostra metà campo per ricominciare subito per sfruttare il momento favorevole e cercare il terzo gol, l’altra metà si è fermata a esultare perché il pareggio era già sufficiente. Sono due anime che devono diventare una sola. Anche se fossero mancati solo venti secondi pretendo che la squadra si rimetti subito sotto per tentare di vincere. Questa è una cosa fondamentale”. Lo sguardo si fa più serio, alla fine il direttore generale non sembra molto soddisfatto. E infatti ecco la bordata: “Oggi sono molto più incazzato più che contento. Invece di scandalizzarci di certi atteggiamenti, dovremmo cercare di fare di più quello che fa fanno i nostri avversari con quel pizzico di malizia che non guasta. Le cose sono cambiate, qua non c’è più il Real Madrid che gioca contro gli altri, non c’è più una squadra di C1 che fa la C2, c’è una squadra di C2 che per fare i punti deve avere la mentalità da C2 che è quella del Celano, del Fano e quella delle squadre che magari ci fanno arrabbiare ma che diventa determinate per far girare certi episodi. La grinta bisogna tirarla fuori dal primo minuto non solo quando si è ad un passo dal baratro. Dobbiamo ficcarci in testa che è finita l’era dello Champagne, adesso beviamo il Barbera, visto che sono piemontese, e ce lo facciamo andar bene. E qualche volta dobbiamo accontentarci anche del Tavernello se serve. Il pubblico l’ha capito ed è la cosa più bella che mi porto a casa oggi. Altre cose, invece non mi son proprio piaciute come isorrisi di certa gente intorno al Bassano quando perdevamo ma è un prezzo che si deve pagare quando ci sono dei cambiamenti. Solo il 9 maggio tireremo le somme”.
Massimo Beghetto si concentra più sugli aspetti salienti della partita. La determinazione che ha visto nei suoi ragazzi nella ripresa gli permette di pensare positivo: “Con il Celano la squadra ha avuto una grande reazione, siamo venuti fuori con il cuore ed il carattere, io credo che i giocatori di grande spessore morale ci siano. Dobbiamo lavorare per non ripetere più quanto visto nel primo tempo. Dobbiamo poi essere grati al pubblico che ci ha dato ancor più forza”. La “timidezza” del Soccer Team nella prima frazione è così spiegata: “Bisogna essere realisti, abbiamo tempo altre tre gare prima della sosta natalizia per capire quanto possiamo migliorare. La nostra pochezza in fase offensiva nella prima parte della gara era dovuta alla paura di sbagliare che ci attanagliava. Questo è un dato oggettivo e credo sia dipeso dall’esito disastroso della partita di Fano, inconsciamente eravamo bloccati. Non ci è mancata la grinta o la corsa ma un fatto psicologico di giocare con la tensione appiccicata addosso. Siamo emersi solo quando ormai abbiamo cominciato a pensare che persa per persa si poteva rischiare. Dobbiamo per forza prendere esempio da questa partita”.
La Grotteria si è rivelato determinante nonostante rientrasse dopo un infortunio (foto Roberto Bosca)
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