Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 11-07-2019 14:19
in Cronaca | Visto 1.156 volte
 

Box Office

Arrestati in Lombardia dai Carabinieri di Bassano, dopo mesi di indagini, tre pericolosi malviventi albanesi dediti ai furti. Tutto è partito lo scorso 3 febbraio dopo un inseguimento con speronamento avvenuto in zona Viale Venezia in città

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La conferenza stampa della Compagnia Carabinieri di Bassano del Grappa (foto Alessandro Tich)

I soliti sospetti. Tutto inizia lo scorso 3 febbraio verso le otto di sera in quartiere San Vito a Bassano, quando alcuni residenti segnalano al 112 dei Carabinieri la presenza di tre individui sconosciuti che escono e rientrano in una macchina con un fare equivoco.
L'auto è di grossa cilindrata: un'Audi S5 di colore blu. Una pattuglia della Sezione Radiomobile si reca immediatamente in zona dove intercetta la vettura degli ignoti.
Ne consegue uno spericolato inseguimento tra le vie di San Vito e viale Venezia. Alla fine, in una strada laterale, l'Audi sperona l'auto dei CC sulla parte anteriore, lasciandola sul posto, per poi dileguarsi desistendo dai probabili propositi criminosi architettati per quella serata nella nostra città. Mai bloccare, però, la Benemerita: ai Carabinieri puoi anche fermare la macchina, con una manovra tanto spregiudicata quanto temeraria, ma non la capacità di indagare nei tuoi confronti. E così, puntualmente, accade.
Dopo il concitato episodio del 3 febbraio scattano infatti i pazienti e minuziosi accertamenti del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Bassano del Grappa, comandato dal luogotenente carica speciale Antonio Bellanova. L'Audi S5 risulta essere stata rubata il 4 ottobre 2018 ad Arcore (Monza Brianza), con una targa non corrispondente al numero di telaio della macchina e rubata sempre in Lombardia, a Novate Milanese, lo scorso 22 gennaio. Nel frattempo la potente autovettura utilizzata dai malintenzionati a Bassano, resa troppo “visibile” dai danni conseguenti allo speronamento, viene abbandonata a Paderno Dugnano alle porte di Milano. Le indagini dell'Arma si concentrano pertanto in territorio lombardo con un meticoloso e prolungato follow-up delle immagini della videosorveglianza relative a vetture della stessa tipologia che alla fine, dopo alcuni mesi, restringe il cerchio dell'avvicinamento al covo dei malviventi nella zona dell'hinterland milanese tra Paderno Dugnano e Pero. Fino a che non vengono notati nuovi movimenti sospetti in un grande garage sottostante un condominio ad alveare nel Comune di Pero. È qui che i malviventi entrano di giorno, per non destare sospetti, a bordo di vetture “regolari” - non rubate e con la targa a posto, presumibilmente date in prestito da altre persone a cui le macchine sono intestate - e fuoriescono di notte a bordo di un'auto rubata e con targa rubata dopo aver scambiato le due automobili in un box.
Una volta compiute le loro scorrerie, i malintenzionati ritornano alla base nel cuore della notte per occultare nuovamente nel box l'auto “sporca” utilizzata allo scopo (nella fattispecie ancora un'Audi, ma di modello S4, rubata l'8 maggio a Peschiera Borromeo nel Milanese, con targa rubata il 28 giugno a Roncadelle nel Bresciano) e riprendersi, per gli spostamenti nelle ore diurne, l'auto “pulita” di turno.
Questa volta però, nella notte tra il 4 e il 5 luglio, ad aspettarli nel garage ci sono i Carabinieri di Bassano del Grappa, coadiuvati dai colleghi delle Compagnie di Sesto San Giovanni e di Rho: 15 militari in tutto che attendono al varco il loro rientro. Alla comparsa dell'Audi S4 davanti al box scatta il blitz e i malviventi, tre individui, vengono prontamente circondati, bloccati ed arrestati nonostante una breve colluttazione che provoca ad alcuni uomini dell'Arma ferite lievi.
Si tratta di tre pregiudicati di nazionalità albanese: tali Emanuel Macaj, Xhovan Bela e Gentian Kurtulla. All'interno della vettura vengono rinvenuti vari attrezzi atti allo scasso (un flessibile, cacciaviti, un'ascia, una mazza, piedi di porco), uno scanner sintonizzato sulle frequenze delle Forze dell'Ordine e un disturbatore di segnale, a riprova della pervicacia criminale del terzetto. La perquisizione conseguente all'arresto consente inoltre di rinvenire e sequestrare una pistola calibro 7,65, in dotazione ai tre e carica, e circa un etto di marijuana. I tre albanesi, associati al carcere di San Vittore, devono quindi rispondere dei reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali, ricettazione di auto e targhe rubate, porto illegale di arma da sparo, possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso e detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. In più, a carico di Emanuel Macaj viene anche data esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip di Busto Arsizio, per precedenti furti commessi nonché di un ripristino di pena detentiva per essere rientrato in Italia nonostante una recente espulsione dal territorio nazionale, su cui non doveva rimettere piede fino al 2022.
Il comandante della Compagnia Carabinieri di Bassano del Grappa cap. Adriano Fabio Castellari sottolinea in conferenza stampa “l'elevata professionalità e spregiudicatezza” dei tre soggetti. Circa le auto “pulite” date in prestito ai malintenzionati, ancora il capitano spiega che nelle comunità albanesi prestare un'auto ad un connazionale è una prassi consueta, senza necessariamente avere la consapevolezza dell'uso che costui ne farà.
Si sta inoltre accertando la posizione del proprietario del box auto adibito allo scambio delle vetture, un italiano incensurato. Ulteriori indagini sono attualmente in corso per ricollegare i tre soggetti ad eventi criminosi avvenuti nel nostro territorio e in tutto il Nord Italia. Perché con l'Arma, anche se le prendi di mira l'auto di servizio, non si scherza.