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Marco Polo
Giornalista
Bassanonet.it
D’Angelo chiama, Maistrello risponde. L’Avellino a Bassano!
Secondo il tecnico c’è «tanto lavoro da fare» ma intanto si gode atteggiamento e grinta. Maistrello torna al gol dopo oltre un anno e mezzo ma il primo pensiero è per Stevanin. Dei nuovi bene Rantier, Laurenti e Formiconi
Pubblicato il 01 ago 2016
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Partiamo dalla fine ovvero dalla notizia che rimbalza tra i vari organi di stampa irpini nel tardo pomeriggio: a causa dei lavori in corso allo stadio Partenio, il match di coppa Italia di domenica 7 agosto (chi vince affronta la Sampdoria a Marassi, mica quisquilie, tifosi bassanesi tenetevi liberi) con ogni probabilità si giocherà allo stadio Mercante. Si attende l’ufficialità ma in Campania danno la cosa per certa. Sarebbe la prima volta che una formazione di serie B calcherebbe il manto dello stadio cittadino per una gara ufficiale e, guarda il caso, ad allenarla ci sarà quel Domenico Toscano che ha affrontato i giallorossi da coach del Novara e subito dopo in coppa Italia alla guida della Ternana.
Presagi. Gli antichi romani costumavano cogliere dalla prima cosa che passava davanti ai loro occhi non appena sbarcati su un nuovo territorio un importante segnale di buono o cattivo auspicio, di prossima guerra o di pace. Più di duemila anni più tardi abbiamo accantonato senza rimpianti fantomatici tentativi di veggenza tuttavia è estremamente piacevole annotare le primissime impressioni riguardo al nuovo corso del Bassano Virtus. Pensiamo che contro la Fidelis Andria l'unica coppia collaudata erano i centrali di difesa, Bizzotto e Barison. Per il resto squadra nuova di zecca perché gli stessi reduci si sono trovano ad operare con facce conosciute da appena tre settimane. Preziosa, preziosissima, è dunque questa fase di rodaggio nella quale la parte predominante riguarda la preparazione atletica ma del tempo deve essere impiegato anche per curare l’aspetto tecnico-tattico. Ecco che il passaggio del turno in coppa che vale il successivo confronto contro l’Avellino – qualificazione sublimata da fatica, necessità di reazione al gol subito, contro una squadra particolarmente rognosa e assolutamente meritata – è uno splendido viatico sia per lo staff tecnico che per la squadra. Da non sottovalutare anche la tenuta nei tempi supplementari nonostante fossimo al 31 luglio! A fine gara Maistrello spende parole sagge: «Siamo contenti perché stiamo facendo un lavoro massacrante, ci stiamo dando dentro a più non posso ed è bello raccogliere i frutti. Vittorie così danno una carica particolare. Alla fine ho abbracciato i rigoristi? Si perché ho bene in mente le emozioni che può regalare la coppa Italia (Tommy era in campo a Vicenza, a Livorno e a Roma nella cavalcata conclusa contro la Lazio ndr) e quindi ci tenevo particolarmente a passare il turno».
Maistrello ha appena mostrato alla tribuna del Mercante la casacca di Filippo Stevanin
Gol rabbioso. Proprio Maistrello è stato una delle note più positive della prima gara ufficiale dell’anno e non solo per un gol di assoluta potenza. Già alla vigilia con D’Angelo abbiamo parlato del classe ‘93, del suo innato senso del gol, della sua voglia di tornare protagonista dopo un anno a guardare gli altri, dell’attesa dei tifosi nei suoi confronti. E D’Angelo fin dal principio sembra quasi avergli cucito la squadra addosso ricevendone risposte positive: «Tommy ha il gol nel sangue e questa è una cosa che non si insegna – disaminava il trainer –. Non è un velocista ma un giocatore d’area di rigore quindi cercheremo di metterlo nelle condizioni ideali per sfruttare le sue qualità». Dopo la partita ulteriori conferme: «Mi è piaciuto il suo modo di stare in campo, di gestire i palloni. Ha retto per 90’ e ha partecipato alla manovra che è un po’ quello che insisto a chiedergli. Poi ha segnato e per un attaccante è importante, come importante è stato il gesto di dedicare la rete a Stevanin». Peraltro, aggiungiamo noi, Stevanin-Maistrello hanno sempre avuto un grande feeling in campo, con il primo a scodellare sempre palloni precisi (media 1 cross sbagliato ogni 15 per Filippo) per il centravanti pronto a trasformarli in occasioni sonanti. Per il momento la coppia espressione del vivaio giallorosso si è rotta, un po’ di pazienza e si riformerà. Maistrello assicura: «Ci tenevo a segnare per Steva, io ci sono passato da poco da quel brutto infortunio, la riabilitazione sarà lunga ma gli staremo vicini».
Non di solo Tommy… La bella serata del Mercante è stata arricchita dalla presenza sugli spalti di oltre 600 spettatori, un record assoluto per essere ancora luglio, dato che è un bell’indicatore del legame sempre più intenso tra Soccer Team e territorio di cui è espressione. In notturna, dunque, ha brillato anche la stella di Julian Rantier, giocatore che è tornato a far esaltare la casacca numero 10 con i gesti tecnici che le competono. Oltre alla qualità l’ex Hellas, Piacenza e Alessandria ha messo in mostra grande personalità unita a incessante corsa. Vedere per credere il rientro al 115', dopo che D’Angelo lo ha allargato a sinistra per far spazio centralmente a Candido. Per essere così in palla il 31 luglio a 33 anni significa che la sua carriera è stata contraddistinta da notevoli professionalità e integrità. Dei nuovi bene anche Formiconi per i km macinati a destra, Laurenti per la duttilità, Cavagna per la serenità con la quale ha gestito ogni situazione: «Più che il passaggio del turno in sé sono soddisfatto dell’atteggiamento dei ragazzi – rimarca D’Angelo – ma è anche evidente che c’è un lavoro enorme da fare, ci sono automatismi da trovare, la strada per diventare una squadra vera e organizzata è ancora molto lunga».
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