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In questi giorni, egregi lettori, vi sto subissando di articoli sulle varie questioni pregnanti della città che si stanno concentrando tutte insieme nello stesso periodo. L’ho sottolineato anche in un mio articolo precedente, intitolato “E la chiamano estate”.
Non è colpa mia, è l’attualità che mi spinge a farlo.
È un lavoro impegnativo e devo quindi necessariamente concedermi un Coffee Break.
Foto Alessandro Tich
E come farlo? Elementare, Watson: occupandomi di una questione “dormiente” che però non è per niente inferiore rispetto alle altre.
Vale a dire il punto della situazione sulla vicenda eternamente in sospeso del Caffè Italia.
Alcuni giorni fa, passando davanti allo storico locale di proprietà comunale in continua attesa di ristrutturazione e riapertura, ho infatti notato un particolare che sembra quasi un esempio perfetto di ironia involontaria, già segnalatomi da un nostro affezionato lettore.
Mi riferisco a un avviso - quello che vedete nella foto pubblicata sopra - rimasto “incastrato” dietro la vetrata della porta d’ingresso, sprangata oramai da cinque anni, con la seguente scritta ancora ben leggibile: “Prossima apertura”.
Si tratta, per così dire, di un “documento d’epoca” risalente al periodo della Dream Coffee, ragione sociale Dream Coffee Caffetterie Srl: la società di Montichiari (Brescia) che nel 2016 - sette anni fa! - aveva vinto il bando comunale (unica concorrente) per la concessione in gestione del Caffè Italia, che aveva in parte anche già arredato il pubblico esercizio e che aveva pagato gli affitti mensili al Comune fino a un certo punto prima di mollare tutto e sparire praticamente nel nulla nell’anno del Signore 2018.
Già: ma quanto quella scritta “Prossima apertura”, per quanto appartenente a un triste passato, corrisponde ad un’effettiva prospettiva di ripartenza dello storico locale ubicato nell’angolo più panoramico di Bassano, decantato a suo tempo da George Sand?
Controllo sul preziosissimo menù degli argomenti di Bassanonet la data del mio ultimo articolo dedicato al Caffè Italia: 22 dicembre 2022. Sette mesi fa!
L’articolo riguardava la decisione dell’amministrazione comunale di abbandonare il progetto del padiglione vetrato esterno, optando per l’ampliamento del locale all’interno della Torre delle Grazie.
Da allora non si è più sentito e non si è più scritto nulla al riguardo.
Altro che questione “dormiente”: qui siamo allo stato di letargo puro.
Da qui il mio proposito di chiedere lumi sulla situazione in corso, rivolgendomi all’amministratore comunale di riferimento: l’assessore ai Lavori Pubblici nonché vicesindaco Andrea Zonta.
Ebbene sì, sempre lui: l’uomo del momento.
Quello dei lavori sul Ponte Nuovo - il tormentone di attualità politica dell’estate - ma anche della nuova rotatoria che sta per essere costruita ai Tre Ponti, delle asfaltature in tutta la città nel mese di luglio, dei nuovi impianti di illuminazione in alcuni punti del centro storico, della Fontana Bonaguro che domani mattina tornerà a zampillare acqua in piazza Garibaldi e dei tombini di scolo delle acque meteoriche in viale delle Fosse che avranno una cerimonia di inaugurazione tutta per loro nella mattinata di mercoledì prossimo.
C’è da tracciare una interessante analisi sulla improvvisamente iperattiva figura del vicesindaco, ormai a meno di dieci mesi dalle prossime elezioni comunali a Bassano.
Mi riservo di farlo nei prossimi giorni.
Ma torniamo all’argomento del nostro Coffee Break. Come lo preferite: liscio, macchiato, corretto o shakerato?
A voi la scelta.
Dunque, assessore Zonta: come siamo messi con la vicenda del Caffè Italia?
Il Caffè Italia ha una storia un po’ particolare. Come lei ben sa, è sempre stato una spina nel fianco di varie amministrazioni perché per una serie di motivi è sempre stato difficile aprirlo. Quando noi ci siamo insediati nel 2019 avevamo pensato di dare un volto diverso al Caffè per poter dare più spazio. E da là è nata quella famosa soluzione con la vetrata esterna. Soluzione che poi, dal progetto preliminare e portandolo al progetto definitivo e esecutivo, è diventata più complessa per la Soprintendenza perché la vetrata aveva bisogno di determinate caratteristiche, bisognava fare ulteriori modifiche eccetera. Diventava complicata, a un certo punto abbiamo cercato di sondare il mercato per capire cosa serviva e ci sono state date alcune idee, più semplici ma che allo stesso tempo comportavano comunque dei lavori.
E cioè?
L’idea principale era che fuori si poteva non fare l’ampliamento, ma lasciare un plateatico. Il problema del plateatico in quella zona è quello della protezione dell’aria che viene da nord. Perché se lei pensa alle piazze, comunque sono protette. Mentre lì c’è spesso un vento molto forte ed era quello il motivo dell’ampliamento con la vetrata coperta. Per cercare di venire incontro alle esigenze che ci sono state espresse, ci sarà un plateatico che può andare bene d’estate e nelle mezze stagioni più miti, ma con la possibilità di avere anche degli spazi interni ulteriori. All’interno del Caffè Italia attualmente c’è un bagno, costruito dieci anni fa. Però è chiuso l’accesso alla Torre. Allora l’idea che si propone adesso è quella di avere l’accesso anche alla Torre, sistemando l’interrato della Torre - e ce n’è già una parte e bisogna ampliarlo - per avere un magazzino. E poi avere a disposizione tutta la Torre per avere degli spazi in cui il gestore del Caffè può esercitare la sua attività.
Ma questa è ancora un’idea oppure è una fase più concreta?
No, è concreta. Noi abbiamo il progetto definitivo ed esecutivo che andranno in approvazione entro 15-20 giorni. Dopodiché basta fare i lavori. Nel frattempo stiamo già predisponendo un bando per l’assegnazione della gestione del locale. L’unica valutazione che stiamo facendo in questo periodo è se fare il bando compresi i lavori da fare oppure fare i lavori noi e poi assegnare lo spazio.
Cioè affidare ai lavori al privato?
Sì. Oppure farli noi e poi dare lo spazio al privato. Il tema è che si tratta di lavori che viaggiano sui 200mila euro. Per la precisione, 200.867,70 euro a base d’asta, Iva compresa. Il privato magari fa un po’ fatica ad impegnare questa cifra. È più facile che i lavori li facciamo noi e poi lui ci paga l’affitto, più che farli pagare a lui e poi scalarglieli dall’affitto. Anche perché il tema nostro è proprio quello di fare in modo di dare un locale a posto, integro, e nello stesso tempo di concederlo a un affitto decente in modo tale che uno ci possa vivere, di questi tempi.
La Soprintendenza è d’accordo su questo tipo di intervento che riguarda la Torre?
Sì, ha già dato l’autorizzazione.
Tenendo conto dei lavori, del bando eccetera, secondo lei quando si potrebbe arrivare a un’apertura del Caffè Italia?
A conti fatti, probabilmente nei primi mesi dell’anno prossimo.
Davvero?
Vediamo un attimo, ma le tempistiche dovrebbero essere queste.
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