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Influencer per caso
Manager bassanese accompagna in visita in una Venezia deserta tre clienti tedeschi dell'azienda per cui lavora e si trasforma in “influencer” turistico. Scrivendomi una lettera a seguito dell'articolo “Un tranquillo weekend di paura”
Pubblicato il 07 lug 2020
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Ho ricevuto ieri sera sulla casella mail della redazione un'interessante lettera al direttore.
A scriverla è Carlo Giampietro Fietta, bassanese, che lavora come Export Area Manager per un'azienda dell'Alto Vicentino. Fietta mi racconta (e quindi ci racconta, visto che la sua lettera viene qui pubblicata) la sua esperienza “extra time” di accompagnatore di tre clienti dell'azienda arrivati dalla Germania in una visita a Venezia, su richiesta degli stessi ospiti tedeschi che hanno così avuto l'opportunità di scoprire il fascino di una città lagunare “irrealmente deserta”. L'intervento del nostro lettore prende spunto dal mio articolo “Un tranquillo weekend di paura”, nel quale ho riportato il comunicato dell'albergatore bassanese Roberto Astuni che ha espresso la sua rabbia per le improvvise disdette di prenotazioni nel suo hotel a seguito delle notizie sul “nuovo focolaio” Covid nel Vicentino, generato dal noto caso dell'imprenditore contagiato rientrato dalla Serbia.
Ma Fietta, nel riferire i fatti e le sensazioni di quella visita turistica di mezza giornata tra calli e campielli vuoti, allarga il tiro anche sulla nuova campagna milionaria di promozione turistica della Regione “Veneto. The land of Venice” che prevede, tra le altre cose, il coinvolgimento di 20 “influencer” del web, assoldati per realizzare “un grande piano di storytelling internazionale” sulle eccellenze del Veneto, da trasformare nuovamente in destinazioni turistiche dopo lo tsunami del Covid. E perché? Il perché lo si capirà leggendo le righe seguenti.
Venezia, Fondamenta Zattere, venerdi 3 luglio 2020, ore 15.30 circa (foto Carlo Giampietro Fietta)
LETTERA AL DIRETTORE
Buon giorno Dott. Tich,
porto il mio personale contributo dopo la Sua di venerdì scorso e la reazione del noto Albergatore cittadino...
Le scrivo con la mia mail personale, per non coinvolgere per il momento l'azienda per cui lavoro come Export Area Manager per i paesi di lingua tedesca (Austria, Germania, Svizzera e Liechtenstein).
L'azienda, di piccole-medie dimensioni, è dislocata nell'Alto Vicentino, opera nel settore della meccanica di precisione e da anni cura una rete di clienti distribuiti in tutto il mondo. Anche lei, come altre è stata travolta dai noti eventi, ma con fatica e tenacia sta riprendendo fiato.
La settimana scorsa, esattamente giovedì 2 e venerdì 3 luglio, finalmente, dopo mesi di divieti, abbiamo ricevuto in azienda la visita di clienti (3 persone) tedeschi, provenienti dal distretto della meccanica di precisione di Pforzheim (Baden-Württemberg). Fin qui tutto bene. L'azienda naturalmente, nonostante le evidenti difficoltà del momento e costretta a “limitare” le spese, ha comunque sostenuto i costi delle sistemazioni, anche per l'ospitalità dovuta.
Il venerdì mattina, incontrando i clienti in albergo, mi veniva cortesemente espresso il desiderio di visitare Venezia, non avendola mai vista (giovane 30 anni con moglie al seguito e relativo genitore, socio in affari). Mi confidava però la sua assoluta incapacità a poter capire come raggiungere Venezia nel pomeriggio e quindi chiedeva a me indirettamente come fare. Era comunque un'idea che mi balenava, per far concludere loro la visita in maniera memorabile!
Concordando con il titolare, ho offerto la nostra/mia disponibilità ad accompagnarli in Laguna, con l'auto aziendale, trascorrere qualche ora insieme, per fare una prima conoscenza della città di Venezia. Dopo aver concluso le attività in azienda ed aver pranzato in zona di Vicenza, ho fatto salire i signori ospiti (3 persone) in auto e ho raggiunto l'autostrada al casello di Vicenza Ovest per proseguire poi per Venezia P.le Roma dove ho lasciato l'auto, al parcheggio comunale. Accompagno spesso visitatori esteri a Venezia (soprattutto di lingua tedesca) preferendo il treno, ma in questa occasione per tempi ristretti e scomodità (raggiungere la stazione FS di Vicenza è sempre difficile...) ho preferito l'auto.
Bene, raggiunta Venezia ho camminato con i nostri ospiti per calli e campielli, facendoli da subito innamorare del palcoscenico che stavano calpestando. Fortuna ha voluto che io conosca un po' la città, essendo stato studente Cafoscarino nel passato!
La città, soprattutto in zona Zattere e Campo Santo Stefano, sembrava irrealmente deserta (allego foto della zona in prossimità della Punta della Dogana alle ore 15:33 di un venerdì, 3 luglio 2020, d'estate!).
I locali anche in prossimità di San Marco e Rialto erano alquanto “spopolati”. Questo comunque ha reso più vivibile la nostra visita, magra consolazione! Perfino il rito della foto con alle spalle il Ponte dei Sospiri, è stato rapidissimo.
Raggiunto Rialto in tardo pomeriggio, dopo più soste di ristoro, consumando nei locali cittadini, ho deciso di far rientrare gli ospiti in vaporetto, per far godere il resto del viaggio sul Canal Grande e dare loro un po' di “tregua”. Naturalmente il vaporetto era affollato e altro...
Alle ore 20:00 circa gli ospiti erano di ritorno, presso l'hotel situato in Alto Vicentino, dove erano ospiti per poi congedarmi, esausto.
Allora, il parcheggio è costato all'azienda 26 EUR, il viaggio di ritorno in vaporetto 30 EUR, oltre che al pedaggio autostradale da VICENZA OVEST A VENEZIA CENTRO, carburante e il costo della mia persona in trasferta con straordinari etc. L'azienda naturalmente sopporta già gli oneri dovuti per l'ospitalità che non sono certo minimi. I clienti hatto comunque speso a Venezia, e pur disponibili a sostenere i costi, pur di vedere la città!!
Oggi ho ricevuto dal cliente, giovane 30enne, una mail, di cui allego qui sotto un estratto:
Ciao Carlo Ciao XXXXXXX,
volevamo solo ringraziarvi per tutto, per l'hotel
e soprattutto, naturalmente, per il grande viaggio a Venezia!
Ricorderemo sempre un tour così bello attraverso Venezia,
Grazie Carlo sei stato grande!
Vorremmo anche ringraziarvi per l'ottima conversazione in azienda.
Ci ha aiutato molto! La società XXXXXXXX è per noi un'ottima
Azienda con ottimi dipendenti. È divertente lavorare con tutti voi.
Il più anziano del gruppo, poi mi informava che sarebbe ritornato a Venezia con la moglie, lasciata a casa, seguendo il mio consiglio di trascorrervi un fine settimana!
Dopo questa mail di ringraziamenti, ho deciso di rinunciare al mio compenso dovuto per extra-time, visto il momento di difficoltà in cui versa l'azienda e il territorio.
La domanda sorge spontanea: ma come dipendente di un'azienda che con fatica tenta ti rassicurare il mondo di essere in piena efficienza lavorativa e qualitativa, e in più promuovendo anche il territorio dove risiede:
Abbiamo veramente bisogno di influencers, quando i migliori moltiplicatori dell'immagine di questa Regione (LAND OF VENICE!) non sono altro che gli imprenditori e le aziende del territorio che regolarmente accompagnano i loro ospiti a visitare i nostri gioielli??
Non possiamo essere sostenuti con formule o pacchetti promozionali che possano coprire le spese di queste visite? Certo sono costi di rappresentanza deducibili, ma un riconoscimento immediato, tangibile, stimolante!??
Avremmo potuto allungare la permanenza degli ospiti anche per la domenica, in questo caso, ma sarebbe stato già troppo oneroso.
Perché, ripeto allora, sbandierare l'arrivo di chissà quale influencer per promuovere un territorio che NOI aziende DEL Territorio, silenziosamente, ogni giorno, da molti anni, promuoviamo ai nostri clienti???
Non oso pensare se avessi accompagnato i clienti nelle meravigliose sale di Palazzo Ducale, o a visitare le isole Murano, Burano, Torcello, le altre meraviglie del nostro Veneto, BASSANO DEL GRAPPA? Certo, ma cosa sarebbe costato? Ma se anche avessi portato i clienti a Bassano del Grappa, da dove avrei potuto cominciare? Da casa mia??
Il contributo deve essere immediato, agile, accessibile a fronte di reali giustificativi. Non abbiamo tempo per riempire documenti e partecipare a bandi, non siamo agenzie turistiche, ma sicuramente promotori del Turismo sul Territorio Veneto. NOI dobbiamo promuovere, già con fatica, il NOSTRO prodotto, ma cosa ci vieta di promuovere anche la NOSTRA Terra, il NOSTRO Veneto?
Scrivo questo, perché i sentimenti che hanno sopraffatto venerdi scorso, al rientro, la mia soddisfazione per aver reso felici alcuni clienti/amici, sono la vergogna e la frustrazione per aver fatto spendere l'azienda.
Un ultimo pensiero: tutto questo sempre con il sorriso in bocca, pur consci che il futuro non sarà roseo!
Con cordialità e stima profonda
Carlo Giampietro Fietta
Bassano del Grappa
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