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Ognuno ha la sua croce

In centro a Bassano la 19° Gara Regionale di Primo Soccorso della Croce Rossa Italiana. Sette squadre venete della C.R.I. in competizione, con incidenti e feriti simulati in vari punti della città e un severissimo regolamento di gara

Pubblicato il 07-07-2013
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Hanno le divise di servizio rosse oppure blu e - inevitabilmente - ognuno ha la sua croce. Sono i volontari della Croce Rossa Italiana: rappresentanti a livello nazionale del maggiore provider di primo soccorso - assieme ai “cugini” di Mezzaluna Rossa - in Europa e nel mondo.
Gli uomini e donne della C.R.I. si sono attendati oggi nel centro storico di Bassano del Grappa per la 19° Gara Regionale di Primo Soccorso 2013: competizione che permetterà alla squadra vincitrice di partecipare alla Gara Nazionale 2013. Otto in tutto - o, per meglio dire, sette più una - le squadre partecipanti: Belluno, Venezia Mestre, Padova Vigodarzere, Rovigo, Schio 1, Schio 2 e Vicenza, più Prignano sulla Secchia (Emilia Romagna), fuori competizione.
Le squadre - seguendo un percorso lungo le vie del centro di Bassano, con tappa anche sul Ponte Vecchio, e secondo un severissimo regolamento di gara - si sono trovate ad affrontare alcune prove di simulazione di incidenti di vario tipo (domestici, stradali, sportivi, lavorativi), coordinando il loro intervento al fine di garantire un primo soccorso rapido ed efficace.

Prova di gara di simulazione primo soccorso di più persone ("Incendio Hotel"), in piazza Libertà (foto Alessandro Tich)

I volontari in gara - con zaino di soccorso omologato in dotazione - hanno dovuto inoltre confrontarsi con degli scenari simulati “internazionali”, in cui mettere in pratica le loro conoscenze in tema di Diritto Nazionale Umanitario. Come se non bastasse, un altro ambito di valutazione delle squadre è stato quello psicosociale: si è cioè tenuto conto, nel corso delle prove di gara, delle capacità di affrontare le persone in difficoltà.
Queste ultime sono state impersonate dai simulatori della Croce Rossa: volontari adeguatamente formati per rendere quanto più realistica possibile la simulazione di un evento traumatico - urla e gemiti di dolore compresi - col supporto anche dei truccatori della C.R.I., esperti nel dipingere sulla pelle sangue e ferite a seconda del tipo e della dinamica di infortunio su cui intervenire.
Per evitare “traumi” al pubblico di passaggio, sono stati comunque affissi sulle recinzioni delle stazioni di prova diversi avvisi con la scritta in italiano e in inglese: “Attenzione, simulazione di primo soccorso.”
L'evento competitivo, ospitato dalla delegazione di Bassano del Grappa della Croce Rossa Italiana e patrocinato dalla Regione Veneto e dal Comune di Bassano, ha dato anche la possibilità di far conoscere maggiormente l'attività della benemerita organizzazione umanitaria: con gazebo in piazza per la misurazione della pressione e della glicemia e un'emoteca per la campagna di sensibilizzazione alla donazione del sangue.
Severissimo, come abbiamo scritto, il regolamento di gara. Durante le prove, tra le altre cose, non è stato ammesso “alcun contatto tra i membri delle squadre ed altri”: il solo scambio di qualche parola con persone non autorizzate o non segnalate dai capisquadra alla Direzione Gara, avrebbe comportato 50 punti di penalizzazione.
La qual cosa è stata all'origine di un curioso episodio per il vostro cronista: nel corso di una prova sceneggiata di pronto soccorso nella stazione di gara di piazzetta Guadagnin, ho provato a chiedere a un commissario di gara - qualificandomi, ovviamente, come giornalista - che cosa stesse succedendo e su quale tipo di infortunio fosse incentrata la prova. Nessuna risposta: con gli estranei non si può parlare. Avrei potuto essere una “spia” di una squadra concorrente.
La Croce Rossa Italiana si prende fin troppo sul serio: e visto che il suo compito primario è quello di salvare vite umane, è giusto che sia così.

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