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Pubblicato il 10-12-2014 13:01
in Hockey | Visto 1.973 volte

Manita al Valdagno

Bassano prende a schiaffi la Recalac 5-2, incassa il derby in rimonta con una magistrale prova difensiva che annulla i rivali. Sind a -1 dal podio

E' finita col Bassano in ciabatte e vestaglia, mai così a suo agio in un derby. Tutti a casa alè, secondo la più consumata oleografia del ramo: sono stati cinque, avrebbero potuto essere anche di più senza che lo spettabile pubblico potesse adontarsi per nulla. Nella ripresa Valdagno è sparito dai radar e lo stanno ancora cercando, ma già a metà primo tempo si era eclissato, inabissato nelle spire della tentacolare difesa giallorossa. Del resto la sua produzione offensiva si è ridotta alla magata al primo assalto di Tataranni e al siluro sporadico e occasionale di Ordonez dopo che di là Gimenez si era appena divorato il vantaggio a porta vuota. Pochino per sperare di fare lo scalpo al Sind che attendeva il braccio di ferro come lo spartiacque stagionale, il bivio in cui vivere di rinnovati slanci o morire di malinconie definitive. Taluni osservatori racconteranno poi di atmosfera da derby pallida e sbiadita. Colpa presumibilmente di un duello sigillato alla distanza dalla manifesta superiorità di Bassano che, a dispetto della classifica, ha piallato via un interlocutore appiattitosi dinanzi ai propri limiti e persino zerbinato a lungo andare, sino a farsi matare sulle ultime curve del match, quelle del tripudio giallorosso. Una prova di forza sublimata da una formidabile aggressività difensiva che ha lasciato a digiuno i lanieri per 41' consecutivi, oltre trequarti di partita, per intenderci, addomesticando e silenziando un attacco altrimenti fragoroso, incarnato da due sultani d'area come Tataranni e Ordonez. Sull'1-2 esterno del primo quarto scarso di contesa, la Recalac ha alzato il ditino, ha chiesto di andare alla toilette e non l'hanno più vista. Così la rete del riaggancio di Gimenez che ha uccellato il Cune mica un pincopalla qualsiasi in serpentina e con una palombella, è stata bissata dal 2-2 in controtempo di Zen che, memore dei suoi esordi da attaccante ha timbrato la nuova pari e patta bruciando d'anticipo il vecchio amico Cunegatti rubandogli il tempo nell'uno contro uno. E ancora il capitano, che ha scelto la serata più suggestiva per scoprirsi mattatore, ha inchiodato al tramonto della prima frazione, il diagonale incrociato a stecchire Pertegato (guardiano di scorta precettato a rilevare il reprobo Cune, scottato dal blu), stampando il 3-2 del sorpassone della ricreazione. Poi, dopo il thè caldo, Bassano ha voluttuosamente infierito: girata di giustezza di Gimenez a graffiare la quaterna, Garcia a smazzare assist no look alla comitiva come fosse Magic Johnson e Aguaron ad abusare con la volée del 5-2. Adesso il podio dei sogni è a -1, la pace con la proprietà e la platea è firmata dopo le tensioni e la spaccatura di novembre. Belligio che per un attimo aveva lasciato fare e qualcuno se ne era approfittato seppur in buona fede, ora si è reimpossessato del suo sistema ripristinando le gerarchie. Ruggiti e coperture difensive, preventive e non in retrovia, corsa e creatività in campo aperto dalla cintola in su. Bassano rinasce così. Week-end a Barcellona possibilmente senza farsi cecchinare dal mondo intero, eppoi martedì a Matera nel posticipo, laddove peserà molto di più della passerella catalana al Palau St Jordi. Perchè la ferita aperta di Prato in realtà non ha mai smesso di sanguinare.

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