Connessioni contemporanee
Un dialogo col presente
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Alessandro Tich
Direttore Responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 01-12-2013
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“Ma dove so finìo?”. Non so se il grande Diplodoco esposto sulla terrazza di Palazzo Sturm parli in veneto. Ma anche se non conosce la nostra łéngoa, oggi sicuramente ha avuto modo di impararla.
Perché i partecipanti all'affollata manifestazione di questo pomeriggio a favore del referendum per l'indipendenza del Veneto, arrivati da tutta la regione e convenuti a Bassano - oltre 400 per le forze dell'ordine, alcune migliaia per gli organizzatori -, sono passati tutti davanti a lui, nel tratto del corteo che dal Ponte degli Alpini portava all'assembramento finale di piazzale Cadorna.
E l'enorme rettile dal lungo collo, catapultato dal Giurassico superiore ai giorni nostri, si è accorto che dopo 65 milioni di anni esiste un'altra specie - e cioè l'Homo Veneticus - che teme l'estinzione: oppressa da uno Stato italiano che, come ha affermato dal palco il leader del movimento indipendentista Alessio Morosin, è considerato “uno Stato straniero”. Al punto da chiederne la “legittima separazione” con lo strumento democratico del voto referendario, riservato a tutti i cittadini veneti dalle Dolomiti al fiume Po.
Le delegazioni dei Comuni di Rosà e di Cartigliano sfilano al corteo indipendentista in via Schiavonetti. Sullo sfondo il dinosauro di Palazzo Sturm (foto Alessandro Tich)
L'ospite preistorico ha imparato anche due parole in italiano, scandite ripetutamente per tutto il corso della manifestazione: “Li-ber-tà, li-ber-tà” e “In-di-pen-den-za, in-di-pen-den-za”. E si sarà ricordato dei suoi lontanissimi tempi, quando di fronte ai dinosauri dominatori bisognava tirare fuori le unghie per conquistare il proprio territorio: la forma primordiale di quella che oggi viene chiamata autodeterminazione dei popoli. Stando bene attenti a difendersi dai predatori: che oggi - come è emerso dall'intervento, davanti alla folla con le bandiere di San Marco, del governatore del Veneto Luca Zaia - sono rappresentati dai Tirannosauri romani, impegnati costantemente a divorare i 21 miliardi di euro che i veneti pagano ogni anno di tasse.
Povero Diplo: in mezzo a cotanto bailamme di slogan e rivendicazioni, si sarà sicuramente sentito un po' spaesato. Meno male che per farlo sentire meno solo, a lui che nell'era del mondo perduto era un re delle foreste, è riecheggiata la voce di un autorevole collega: il ruggito del Leon.