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C’è posta per tre
I tre consiglieri del Gruppo Misto Campagnolo, Cunico e Facchin attivano un’email di ascolto della cittadinanza in vista delle elezioni comunali 2024. “Lo schema dell’accordo politico tra i partiti è deleterio per Bassano”
Pubblicato il 14 ott 2023
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Più misto non si può.
Che un giorno un consigliere comunale eletto con la Lega, partito di cui fa ancora formalmente parte, e due consiglieri eletti col Partito Democratico, di cui non hanno invece più la tessera, si sarebbero trovati a condividere lo stesso tetto amministrativo all’interno dello stesso gruppo consiliare non l’avrebbe potuto prevedere neanche il calendario astrologico di Branko.
Ma la politica, a Bassano, è a prova di maghi e chiaroveggenti: ed è così che oggi Stefano Facchin, dimessosi da presidente del consiglio comunale e uscito dal gruppo consiliare della Lega (pur avendo ancora in tasca la tessera leghista), è uno dei tre portabandiera, assieme ai due esponenti del centrosinistra Roberto Campagnolo e Giovanni Cunico, del Gruppo Misto.
Stefano Facchin, Roberto Campagnolo, Giovanni Cunico (foto Alessandro Tich)
In consiglio comunale Facchin - che si confronta per la prima volta con la stampa dopo la sua clamorosa decisione dello scorso 25 luglio - siede pertanto sui banchi dell’opposizione e quando gli chiedo se lui oggi faccia parte della minoranza, mi risponde “sì”.
Anche se il suo voto lo esprime secondo coscienza, non contrario “a prescindere” ad alcune proposte di quella maggioranza di cui ha fatto parte come esponente di punta.
Conferenza stampa convocata dal Gruppo Misto in saletta Angarano.
Oggetto della convocazione: sorpresa.
“Questo incontro nasce da una riflessione scaturita dopo l’entrata di Stefano Facchin nel nostro gruppo - spiega ai cronisti il capogruppo Roberto Campagnolo -. Lui è uscito su un tema politico, quello della questione Baxi-Pengo che non serve ricordare, e ha fatto un atto di rinuncia importante.”
“La riflessione - continua Campagnolo - è che questa è la prima amministrazione prettamente politica, sorta sull’accordo fra i partiti, che hanno prima deciso chi candidare come sindaco, scegliendo un candidato senza nessun background, e poi hanno pensato a cosa fare. I risultati che ha portato questo accordo politico, si vedono.”
“Noi pensiamo - prosegue - che nel 2024 dobbiamo ritornare ad uno schema che superi questa impostazione di puro accordo politico a prescindere dalle idee di governo per la città e che recuperi un senso di comunità che vada oltre gli steccati rigidi dei partiti.”
“Noi interveniamo come tre cittadini, tre consiglieri comunali indipendenti - afferma Giovanni Cunico -. Chi oggi fa una scelta come quella di Stefano Facchin diventa oggetto di attacchi personali, è uno stile molto deprimente per la nostra città.”
“Ci sono le segreterie dei partiti che premono per l’elezione del presidente del consiglio comunale - continua -. C’è Joe Formaggio che decide chi sarà il presidente del consiglio comunale. Siamo arrivati a una bassezza insopportabile per questa città e a figure disturbanti sui lavori consiliari.”
Non chiedo ulteriori chiarimenti a Cunico perché le sue parole confermano quanto a me già riferito da informatori di Palazzo: la proposta in ambito centrodestra, da parte del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Joe Formaggio, di far eleggere alla presidenza del consiglio bassanese il suo fido scudiero politico e addetto stampa Gianluca Pietrosante.
“Le commissioni consiliari sono diventate delle farse - incalza Giovanni Cunico -. L’ultima commissione Sociale è stata convocata a settembre. C’erano vari argomenti importanti che potevano essere trattati, come le rette delle mense scolastiche, la Casa di Riposo, eccetera. E invece ci è stato presentato l’annuario statistico della popolazione, che era già stato presentato alla stampa a luglio.”
“Noi non vogliamo rimanere a guardare, per provare a dare un’alternativa - dichiara il consigliere -. Le elezioni comunali si svolgeranno in contemporanea con le elezioni europee e con le forze politiche c’è il rischio di scavalcare il volere dei cittadini.”
Un messaggio anticipatore della formazione di una nuova lista?
Non esattamente. O perlomeno non ancora, come vedremo di seguito.
“Questo è per me un periodo di forte amarezza e delusione. Mi sono trovato in una situazione che non auguro a nessuno.”
Sono le prime parole dichiarate pubblicamente da Stefano Facchin dopo le sue dimissioni da presidente del consiglio comunale e dopo il suo contestuale strappo dal gruppo consiliare della Lega.
“Si esce dalla maggioranza perché non c’è più stima e rispetto reciproco - aggiunge -. La questione Baxi è stata “sporcata” perché non venga compresa nella sua interezza. Il Gruppo Misto non è di sinistra e non è di destra. Si lavora, io continuo il mio impegno nelle commissioni Bilancio e Istituzionale. Quello che ci unisce nel gruppo è il fatto che vogliamo una Bassano migliore, con più servizi, più vicina alle persone.”
Ed è qui che arriva la notizia che non è stata anticipata nel testo di convocazione della conferenza stampa.
“Iniziamo una fase di ascolto da qui a fine anno, per superare lo schema dell’accordo politico, che è deleterio per Bassano”, annuncia Roberto Campagnolo.
I tre consiglieri del Gruppo Misto “incontreranno la città” nelle sue varie espressioni: i presidenti dei consigli di quartiere, i presidenti delle categorie economiche, le associazioni di riferimento.
Ma l’obiettivo principale è quello di ascoltare i cittadini.
Per questo Campagnolo & C. hanno attivato un indirizzo email dedicato, incomune@bassano2024.it, al quale i bassanesi possono rivolgersi per lanciare proposte, idee, suggerimenti, richieste d’incontro, spunti di progettualità a medio termine per la città.
“Questa è una fase di raccolta e di ascolto, poi si vedrà”, spiega l’ex vicesindaco.
Non si tratta cioè, al momento, della strategia preparatoria per il programma di una nuova lista, come pensano automaticamente le solite menti fantasiose dei soliti cronisti.
Ma è certo - non lo dicono esplicitamente i diretti interessati, ma lo deduco io - che i contributi che arriveranno dalla cittadinanza faranno parte del bagaglio di proposte che l’attuale Gruppo Misto porterà in dote nelle trattative elettorali che verranno.
“Manca l’ascolto della città - dichiara un ormai incontenibile Facchin -. Sono state previste cose di cui non si sa se la città ne ha bisogno e se i bassanesi sono d’accordo.”
Ogni riferimento a cose come il Genius Center o l’impianto di risalita tra il Prato e viale dei Martiri non è puramente casuale.
“È bassissima la reputazione di questa amministrazione comunale, a cominciare dai Comuni del circondario - affonda Giovanni Cunico -. Non c’è un interlocutore affidabile.”
Quello lanciato oggi è quindi un “ragionamento aperto” con la città del Gruppo Misto che si trasforma in una sorta di laboratorio di idee in vista di Bassano 2024.
Con una parola d’ordine che è anche il mantra dei tre consiglieri indipendenti per il “concetto” stesso dell’amministrazione che verrà, chiunque ne sarà a capo: sì all’ascolto e al confronto, no alle indicazioni dai partiti.
Piccola pillola conclusiva. Ma pillola strong, con inevitabili effetti collaterali, quella che si può prendere solo dietro prescrizione del medico.
“Sono uscito dal gruppo Lega - sbotta Stefano Facchin - per continuare la mia attività di consigliere con libertà di coscienza e non per passare ad un partito che oggi appare vincente. Per questo ho aderito al Gruppo Misto, che è la “casa comune” di chi esce da un altro gruppo consiliare.”
“Ho fatto questa scelta per continuare a portare avanti le mie idee - conclude l’ex presidente del consiglio comunale - e non per fare un passaggio a un altro partito per puro tornaconto politico.”
Ogni riferimento al cambio di casacca di alcuni consiglieri comunali della Lega confluiti in Fratelli d’Italia non è puramente casuale.
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