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Ulteriori considerazioni sullo stato di abbandono in cui versa il Ponte di Bassano
Pubblicato il 14 ott 2018
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Oggi non avevo in programma di scrivere chissà che cosa. E approfittando della bella giornata di sole, ho attraversato il Ponte Vecchio per andare a bermi un caffè in borgo Angarano. Rendendomi conto, immediatamente, dell'aggravarsi dello stato di abbandono in cui versa il pavimento provvisorio del monumento, calpestato anche oggi in entrambe le direzioni, come ogni domenica, da una moltitudine di visitatori e turisti.
Mi riferisco, ancora una volta, alla produzione industriale di guano dei colombi profusa per tutta la lunghezza del Ponte al di là delle transenne, ma anche sulle tavole su cui appoggiano le nostre scarpe, mischiata alle cicche gettate per terra e ad altre estemporanee immondizie. Sulle cicche non mi pronuncio: sono purtroppo il prodotto dell'imbecillità umana che nel nostro Paese genera svariate forme di civica maleducazione. Ma sugli schiti dei volatili, per l'ennesima volta, non posso stare zitto: perché una simile estensione di cacca in bella mostra di sé nel punto più sensibile, celebrato e frequentato di questa sedicente città turistica fa gridare allo scandalo.
Il Ponte palladiano (perché è comunque di Andrea Palladio il suo disegno architettonico originario) trasformato in Wc per gli uccelli è la diretta conseguenza degli interventi “propedeutici” al restauro che dopo più di quattro anni deve ancora iniziare.
Foto Alessandro Tich
Con l'installazione della condotta di servizio sotto il tetto, infatti, sono stati rimossi i dissuasori anti-piccioni a bassa tensione elettrica che tenevano alla larga gli incontinenti animali dalla preziosa area monumentale. E in mancanza di impianti dissuasivi, proprio qui i cacatori alati trovano un comodo e riparato luogo in cui fare i propri bisogni.
Loro non ne hanno colpa, perché seguono semplicemente il loro istinto.
La vera colpa è invece non prendere atto della situazione e non provvedere a una regolare pulizia degli escrementi e di tutto il resto per il decoro del Ponte e conseguentemente della città. Eppure lo si potrebbe fare: soprattutto adesso (la notizia, di cui mi sono già occupato, è di una ventina di giorni fa) che la giunta comunale ha lanciato l'“Operazione Ponte Pulito” deliberando l'approvazione di uno schema di convenzione per affidare la pulizia e la manutenzione settimanale del manufatto, “in aggiunta a quelle ordinarie condotte dal Magazzino Comunale e da Etra” (sic), al gruppo di lavoro “Compagnia del Ponte”. Composto, quest'ultimo, da volontari dei due consigli di quartiere Centro Storico e Angarano e del gruppo “Amici del Ponte” e coordinato dal presidente del consiglio di quartiere Angarano Gianni Castellan.
Speriamo che dalla “approvazione dello schema di convenzione” alla firma della convenzione vera e propria e quindi alla messa in opera della “pulizia settimanale in forma di volontariato” non passino i soliti infiniti tempi burocratici. Perché tutto quel guano stratificato sul tavolato del Ponte Vecchio, simbolo di incuria e di disinteresse, continua ad essere un'offesa a Bassano e ai bassanesi.
Il sindaco Riccardo Poletto, nel comunicato stampa che dava notizia dell'affidamento dei lavori di somma urgenza alla ditta Zara Costruzioni Metalmeccaniche di Dolo nel Veneziano, ha dichiarato che “è massima l’attenzione e l’attività sul Ponte degli Alpini”. Ma avere attenzione significa anche fare in modo che chi transita, spesso anche per la prima volta, sul Ponte in legno più famoso d'Italia non si porti a casa il ricordo di un pavimento sul Brenta trasfigurato in un cesso. Che vergogna.
Restiamo hitchcockianamente in balia degli uccelli e, finché non saranno realmente prese le opportune contromisure per restituire la dignità a quel pavimento, ogni giorno sul Ponte sarà un Columbus Day.
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