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Il grande mecenate

Nuovo allestimento per il Museo della Ceramica di Palazzo Sturm. Esposto il prezioso lascito di ceramiche del marchese Giuseppe Roi, a cui sarà ufficialmente intitolato il Museo. "Bassano è la più grande collezione di ceramiche venete in Italia"

Pubblicato il 18 nov 2011
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750 oggetti, di cui 583 manufatti soprattutto in porcellana ma anche in terraglia, ceramica e terracotta. E ancora dipinti, invetriati, incisioni, componenti d'arredo, accessori, argenti e libri.
Un autentico tesoro che la città di Bassano del Grappa si trova a custodire grazie alla generosità, dimostrata a più riprese negli anni, del marchese Giuseppe Roi: grande collezionista e mecenate, insignito del premio cultura Città di Bassano nel 1997, scomparso nel 2009 dopo una vita dedicata all'arte e alla cultura. Legato alla nostra città al punto da disporre, nel suo testamento, che una cospicua parte della sua preziosissima collezione di ceramiche venete venisse destinata al Museo della Ceramica di Palazzo Sturm, a condizione che tutto il materiale lasciato in eredità alla comunità di Bassano fosse inventariato ed esposto.
Da oggi quella disposizione testamentaria diventa realtà. Con il nuovo allestimento del Museo della Ceramica, che accende i riflettori - attraverso la riorganizzazione delle vetrine espositive e un nuovo apparato didattico a supporto del percorso museale - sulla donazione Roi: un patrimonio che, da solo, rappresenta oltre un terzo delle opere esposte nella sale della nobile dimora.

Una delle vetrine del nuovo allestimento del Museo della Ceramica di Palazzo Sturm, con i pezzi della collezione Roi (foto Alessandro Tich)

Ma il clou deve ancora venire: giovedì 24 novembre, alle 18, si terrà la cerimonia nel corso della quale il Museo della Ceramica sarà ufficialmente intitolato al suo grande benefattore.
Una pagina importante del Museo cittadino, presentata oggi a Palazzo Sturm dall'assessore alle attività museali Carlo Ferraro, affiancato dal direttore del Museo Civico Giuliana Ericani e dal presidente dell'Associazione Amici dei Museo e dei Monumenti di Bassano Oscar Ganzina, che hanno studiato le nuove soluzioni per una degna e soprattutto innovativa esposizione al pubblico del notevole lascito (quasi 300 pezzi in porcellana e ceramica) grazie al quale il Museo della Ceramica di Bassano del Grappa diventa “la più grande collezione di ceramica veneta in Italia”.
“Il Museo della Ceramica - ha affermato il direttore Ericani - per la quantità di oggetti che espone può creare noia per il visitatore. E' una criticità che accomuna in tutto il mondo i musei di arti decorative. Un buon allestimento deve superare questa criticità. Con l'aiuto di un grande amico di Bassano, lo scenografo Mauro Zocchetta, è stato quindi studiato un impatto scenografico sui materiali e sull'apparato didascalico.”
“Per l'esposizione del lascito Roi - ha ancora spiegato la dott.ssa Ericani - è stata seguita una sequenza cronologica. Un patrimonio che comprende alcuni tra i massimi esempi della porcellana veneziana, con le collezioni delle manifatture Vezzi e Cozzi del 1700.”
E non mancano, ovviamente, anche i manufatti della bottega Antonibon, con un assortimento di servizi da tavola, sempre del XVIII secolo, che arricchiscono una delle prime sale. E ancora importanti pezzi di manifatture non venete, affascinanti raccolte di forme e decori, piatti popolari che assurgono ad icone della vera anima del nostro passato.
“Confermiamo la necessità che il restauro di Palazzo Sturm continui - ha ancora sottolineato il direttore del Museo Civico -, con la possibilità di ampliare gli spazi per gli allestimenti della ceramica contemporanea. Il Museo Civico e il Museo della Ceramica devono dire grazie a persone come Virgilio Chini e Giuseppe Roi, che con i loro lasciti hanno arricchito il patrimonio artistico e culturale della nostra città. Il nuovo allestimento del Museo della Ceramica è stato realizzato grazie anche ai mezzi finanziari messi a disposizione dal lascito Chini. Questa è l'unione tra i grandi mecenati della città.”
Appuntamento dunque a giovedì 24, con il taglio del nastro del rinato e riallestito Museo della Ceramica “Giuseppe Roi”.

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