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Perché Elena va alla guerra

Generate dai fuochi d'artificio e trasformate in un attacco frontale all'Amministrazione di Bassano. Le ultime dichiarazioni dell'assessore Donazzan assumono un carico politico da non sottovalutare

Pubblicato il 30-09-2011
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Sotto il profilo della presenza mediatica, l'assessore regionale Elena Donazzan rappresenta un caso interessante. Nel corso degli anni, la lady di ferro già in quota An e ora Pdl ha sempre dimostrato un innegabile fiuto nel “fare notizia” attraverso dichiarazioni di impatto, con una vis polemica che contraddistingue l'impostazione del suo agire politico.
Si può essere d'accordo o in disaccordo con le sue affermazioni - e ben sappiamo, leggendo i commenti dei nostri utenti, quanto il Donazzan-pensiero sia in grado di dividere gli animi e le opinioni - ma dobbiamo concordare tutti su una cosa: qualunque siano le cose che dice, non sono mai destinate a suscitare una reazione di indifferenza. Un sentimento, quest'ultimo, al quale sono invece relegati agli occhi del pubblico diversi suoi colleghi, molto più scialbi sotto il profilo della comunicazione.
L'unico rischio per la passionaria Elena, nella sua sovraesposizione mediatica, è tuttavia quello di non far distinguere - sia ai suoi elettori che ai suoi oppositori - le dichiarazioni fini a sé stesse da quelle che invece contengono, tra le righe, un messaggio di forte e chiara valenza politica.

E' il caso della sua ultima uscita a mezzo comunicato stampa, nella quale la rappresentante regionale afferma testualmente che “è ormai certo che a Bassano serve un'altra Amministrazione”.
Un'affermazione che è molto più di un segnale di fumo, e che colpisce oltremodo rispetto al futile motivo che l'ha scatenata: non le questioni - tanto per dire - del debito di bilancio, dei lavori pubblici o del sociale ma la sospensione, principalmente per motivi economici, del “Concorso Pirotecnico Città di Bassano”.
Uno scontro a distanza col sindaco Cimatti che ha portato nel giro di pochi giorni a ben due repliche - insolitamente dure - del primo cittadino, e che è stato scatenato dal primo missile lanciato dalla Donazzan sulla questione del possibile arrivo dei profughi dal Nord Africa alla Caserma Monte Grappa.
A un attento osservatore della politica bassanese non può sfuggire il messaggio subliminale contenuto in affermazioni, firmate Donazzan, come “il problema su come si debba governare Bassano diventa evidentissimo”, “a ognuno il suo mestiere” o “io comunque per la mia città ci sarò sempre”.
Un intervento che più che essere legato al momentaneo oggetto del contendere, assume il tono di una vera e propria dichiarazione di intenti, che non va assolutamente ignorata né tantomeno sottovalutata. E che apre un interessante ventaglio di ipotesi sulle motivazioni dell'improvviso e velenoso giro di vite dell'assessore regionale nei confronti dell'Amministrazione bassanese, da cui è stata sempre lontana e che comunque non ha mai sostenuto dalla sua stanza dei bottoni veneziana.
Ipotesi 1 (la più intuitiva): Elena Donazzan sta macinando la sua vendetta personale per la sonora sconfitta del Pdl alle ultime elezioni comunali bassanesi, per le quali si era ampiamente esposta in prima persona.
Nel qual caso, verrebbe confermata la tesi del sindaco Cimatti.
Ipotesi 2 (la più probabile): Elena Donazzan lancia le sue esternazioni per spronare il Pdl verso una maggiore visibilità cittadina, a fronte del presenzialismo della Lega, del disorientamento dell'elettorato pidiellino sul piano nazionale e del basso profilo - con qualche importante eccezione, vedi “Ecomostro” di viale Asiago - dell'opposizione finora esercitata dal gruppo Pdl in consiglio comunale.
Nel qual caso, sarebbe l'inizio di una chiamata alle armi per una lunghissima campagna elettorale da scatenare nell'ultimo biennio dell'attuale Amministrazione di via Matteotti.
Ipotesi 3 (la più avveniristica, ma non certo impossibile): Elena Donazzan si sta preparando il terreno in ampio anticipo, non essendoci personalità del suo livello nel Pdl locale, per candidarsi a prossimo sindaco di Bassano del Grappa.
Nel qual caso, prepariamoci a un concorso pirotecnico senza precedenti.

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