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Zaia, Patierno e i schei del Ministero

Nuovo affondo del governatore veneto contro il film “Cose dell’altro mondo”. “Rendere pubblica la cifra dei contributi ai "film di interesse culturale”. Maggior controllo dei cittadini sulle risorse pubbliche utilizzate”

Pubblicato il 08-09-2011
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Pensavamo che, con l’uscita nelle sale di “Cose dell’altro mondo” e dopo avergli dedicato una doverosa recensione, avremmo finalmente smesso di rivolgere la nostra attenzione a questa pellicola che - utilizzando il set di Bassano del Grappa - racconta la storia di uno xenofobo pentito, interpretato da Diego Abatantuono, in un Veneto grottescamente in preda alla deriva sociale dopo l’improvvisa scomparsa di tutti gli immigrati.
E invece siamo ancora qui ad occuparcene: perché il film di Francesco Patierno - fregiato del riconoscimento di “film di interesse culturale nazionale” dal Ministero per i Beni Culturali, applaudito alla Mostra del Cinema di Venezia e al quarto posto nella classifica dei film più visti questa settimana in Italia - continua a far venire il mal di pancia agli esponenti veneti della Lega Nord, che affidano i loro malumori ai comunicati dei rispettivi uffici stampa.
A ri-agitare le acque, nelle ultime ore, ci ha pensato il solito Massimo Bitonci, deputato del Carroccio e sindaco di Cittadella che ha presentato sul film l’ennesima interrogazione parlamentare, definendo “un flop completo” l’opera del regista napoletano e chiedendo che i produttori restituiscano al Ministero dei Beni Culturali il contributo di 1 milione e 300mila euro “elargito per pagare i cachet di Abatantuono e compagnia”.

Zaia: "Rendere trasparente il chi ed il quanto della risorsa pubblica per le pellicole sovvenzionate dal Ministero"

Oggi gli ha fatto eco, con nuove esternazioni sul “caso Patierno”, il governatore del Veneto Luca Zaia.
“Ho letto con attenzione le polemiche seguite alle mie osservazioni dopo la visione del film “Cose dell’altro mondo” - ha dichiarato Zaia -. Poiché siamo in “questo” mondo e dobbiamo guardare al passato ma pensare al futuro, avanzo una proposta sul contributo pubblico alla realizzazione di alcuni film. Perché non informare i cittadini che vanno al cinema a vedere una pellicola sovvenzionata riguardo alla cifra ad essa riconosciuta?”.
“Rendendo trasparente il chi ed il quanto della risorsa pubblica - ha aggiunto il governatore - si attiverebbe un maggior controllo da parte dei cittadini contribuenti e, dunque, una forma di democrazia diretta che tutti, al di là delle posizioni ideologiche, dovrebbero apprezzare”.
“Questo inoltre - ha concluso Zaia - ci permetterebbe di essere più obiettivi nell’erogazione del denaro pubblico che, alla voce “film di interesse culturale”, qualche volta nasconde sorprese non sempre apprezzabili”.
Una frecciata - pur senza nominarlo - al ministro per i Beni Culturali Giancarlo Galan, predecessore di Zaia sulla poltronissima di Palazzo Balbi a Venezia, che al film tanto discusso ha garantito la sua benedizione.
Chi continua a gongolare, in questa situazione, è la Medusa Distribuzione: con i fiumi di parole che continuano a uscire al suo riguardo, “Cose dell’altro mondo” sta battendo tutti i record di pubblicità gratuita.

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