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Finco: “Sulla chiusura dell'Arpav a Bassano, sto coi sindaci”

Il presidente della Commissione Ambiente in Consiglio regionale appoggia la richiesta dei primi cittadini di mantenere aperto il presidio dell'agenzia. “Sarebbero a rischio indagini e bonifiche su inquinamenti cui soggiacciono processi penali”

Pubblicato il 21 giu 2011
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“No” alla chiusura della sede Arpav (Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto) di via Cereria a Bassano del Grappa.
Il presidente della VII Commissione “Ambiente” in Consiglio regionale Nicola Finco si schiera con i sindaci del mandamento bassanese, riunitisi ieri per chiedere alla Regione di non eliminare il presidio cittadino dell’Agenzia, che ha competenza anche sull’Altopiano.
“Mi adopererò per quanto di mia competenza - dichiara Finco - per mantenere aperta la struttura, perché un territorio pedemontano e montano come quello che ricade nelle competenze di Arpav Bassano non può perdere anche questo servizio, soprattutto perché su di esso insiste un bacino di 150.000 abitanti senza considerare la competenza sull’Altopiano”.

Il presidente della Commissione regionale Ambiente Nicola Finco

Secondo il consigliere regionale leghista, il Bassanese presenta una situazione fragile dal punto di vista ambientale.
“Abbiamo dei casi molto seri di acque inquinate da cromo a Tezze e Rossano, di idrocarburi a Marostica, di solventi a Rosà, oltre al Brenta che in alcuni punti è in condizione critica - dichiara -. Su alcune di queste vicende sono ancora aperti dei processi penali. Sono necessari monitoraggi continui sia sulla situazione esistente che sulla bonifica delle acque di falde, fiumi, rogge e torrenti, in collaborazione con Etra.”
“Per questi motivi principali - prosegue il presidente della VII Commissione - Arpav non può “abbandonare” il comprensorio bassanese, mantenendo viva almeno una sede che sia da riferimento sia per il mandamento che per l’Altopiano. Mi schiero pertanto coi sindaci in una istanza che non è politica ma di buonsenso, nella speranza che se debbono esserci delle razionalizzazioni per coprire il buco Arpav, queste siano ponderate sugli sprechi e non sulla cancellazione di attività utili al territorio.”
“Nell’attuale sede di via Cereria - conclude Finco - non opera personale amministrativo e manca un coordinatore: il risparmio in caso di chiusura è minimo, mentre crescerebbero le spese legate alle lunghe trasferte del personale che arriverebbe da Vicenza in caso di emergenze da fumi tossici o da sversamento di sostanze pericolose nelle acque. Da consigliere regionale e da Presidente della Commissione consiliare Ambiente, assicuro ai sindaci la mia più assoluta e completa vicinanza”.

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