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Via Santa Caterina e rotatoria: “Un errore non esporre i progetti all'Urban Center”

Il “mea culpa” del capogruppo di “Cittadini per Bassano” Bruno Bernardi, consigliere delegato all'Urban Center, testualmente dichiarato nello spazio dei commenti di Bassanonet

Pubblicato il 18 giu 2011
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Il “mea culpa” giunge inaspettato dalla tastiera del computer di Bruno Bernardi - consigliere comunale di maggioranza e leader del gruppo “Cittadini per Bassano”, nonché consigliere delegato per l'Urban Center - e lo sfogo viene affidato allo spazio dei commenti sull'articolo “Requiem per gli alberi di salita Santa Caterina” pubblicato oggi da Bassanonet.
Oggetto del dettagliato intervento del consigliere comunale è la posizione di “Cittadini per Bassano” sull'iter del progetto per la nuova viabilità di via Santa Caterina e la rotatoria di piazzale Giardino, la cui prima fase dei lavori partirà lunedì 20 giugno.
Lo stesso Bernardi, in calce al suo intervento, esprime il rammarico “suo personale”, proprio in veste di consigliere delegato all'Urban Center, di “non essere riusciti a portare in via preliminare i progetti all'Urban Center per una maggiore e più ampia discussione e condivisione.”

Il capogruppo di "Cittadini per Bassano" Bruno Bernardi

“Colpa mia - continua testualmente il consigliere di maggioranza -, ma assicuro che sto e stiamo facendo il possibile per far decollare questo benedetto Urban Center. Il sindaco mi ha rinnovato l'incarico (senza portafoglio a dire il vero) e quindi faremo il possibile per renderlo operativo. Anzi chi volesse collaborare si faccia avanti.”
Va riconosciuta al capogruppo di “CxB”, ovvero “Cittadini per Bassano”, una dose di autocritica che risulta ormai una dote rara tra chi ha in mano le redini della città e chi, dall'altra parte, siede all'opposizione.
Ma le parole di Bernardi non fanno altro che confermare qualcosa che anche noi, osservatori della città, stiamo avvertendo da tempo: l'evidente staticità e sottoutilizzazione dell'Urban Center di Palazzo Sturm, brillantissima idea di luogo strategico e interattivo per l'informazione ai cittadini sui progetti urbanistici che riguardano il territorio che stenta tuttavia a trovare una sua concretezza.
Aperto al pubblico in occasione del workshop degli studenti dello IUAV di Venezia e inaugurato in grande spolvero con la mostra sul “Masterplan Bassano 2020”, l'Urban Center successivamente ha tirato i remi in barca.
E' pur vero che si tratta di una struttura non facile da gestire, perché basata sul puro volontariato di persone disponibili a dedicarle del tempo, ma è altrettanto vero che altri importanti progetti promossi dall'Amministrazione comunale - e meritori di maggiore conoscenza, di un più ampio coinvolgimento e del contributo di idee della popolazione - l'hanno completamente dimenticata.
I pannelli del progetto della nuova sede della scuola media Bellavitis, ad esempio, sono stati esposti all'ingresso dell'Ufficio Urbanistica del Comune, al Castello degli Ezzelini, luogo notoriamente frequentato solo dagli addetti ai lavori.
E la nuova viabilità tra Prato Santa Caterina, piazzale Generale Giardino e viale delle Fosse, che cambierà per sempre i connotati dell'ingresso a nord di Bassano del Grappa, sarebbe stata l'argomento principe da collocare nei locali dell'Urban Center per incentivare una prima fase di informazione e di confronto concreto sul Piano Urbano della Mobilità, la principale sfida e scommessa del quinquennio dell'Amministrazione Cimatti.
Potremmo anche sbagliarci, ma l'impressione è che su questi temi ciascuno vada un po' per conto suo, che l'Urban Center rischi di diventare una scatola vuota e che l'entusiasmo da sempre dimostrato dal gruppo “Cittadini per Bassano” nei confronti della struttura di Palazzo Sturm non trovi un'analoga risposta nelle altre forze che governano la città.
Caro Bernardi: questa volta spezzo una lancia a suo favore. Lei dice che i progetti della viabilità di via Santa Caterina e della nuova rotatoria potevano essere esposti in via preliminare all'Urban Center, e qui siamo pienamente d'accordo.
Ma la colpa non è sua. Ovvero, non è soltanto sua. La responsabilità è di un'intera maggioranza che ha snobbato lo spazio di partecipazione civica che ha lei stessa approvato, che su questo tema non ha voluto coinvolgere la città e che oggi trasmette con sollecitudine dettagli e informazioni sul progetto, tramite comunicati stampa, oramai a cose fatte.

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