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S.O.S., meritocrazia cercasi

La giornata bassanese di Roger Abravanel, teorico della cultura del “merito” e del “talento” per il rilancio dell'Italia. L'incontro con gli studenti, gli imprenditori e i pubblici amministratori

Pubblicato il 01 apr 2011
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La meritocrazia? In Italia - per usare un eufemismo - è un optional. In un Paese dove i furbi troppo spesso prendono il posto dei bravi, e dove i giovani cervelli sono costretti ad emigrare all'estero dove le competenze e le conoscenze hanno la prevalenza sulle raccomandazioni, parlare di “merito”, di “talento” e di “regole” sembra quasi un argomento gettato al vento.
Non è così, però, per Roger Abravanel: ingegnere, manager e consulente d'impresa, studioso ed editorialista del Corriere della Sera, nato a Tripoli e da quasi mezzo secolo emigrato in Italia, che da anni porta avanti la sua battaglia per favorire e diffondere la cultura della meritocrazia in Italia: attraverso libri, articoli, conferenze, interventi televisivi e sul suo sito internet - che vale davvero la pena di consultare - meritocrazia.com, a sua volta collegato a un blog su corriere.it.
Una ventata di valori e informazioni legate al merito delle persone che oggi ha raggiunto Bassano del Grappa, dove Abravanel è stato invitato per un'intensa giornata di incontri, iniziata in Municipio con un incontro con il sindaco Cimatti e proseguita in mattinata al Liceo Brocchi, dove l'illustre ospite si è confrontato con gli studenti in una conversazione sul tema “Fare gli italiani: merito, competenze, regole”.

L'incontro con gli imprenditori di Roger Abravanel al Ca'7

L'intervento dello studioso al Liceo bassanese non è stato casuale. “Roger Abravanel - spiega infatti il preside del Brocchi Gianni Zen - è con me nella Commissione del Ministero dell'Istruzione che sta costruendo, per la prima volta in Italia, un sistema di valutazione dei docenti e delle scuole, secondo parametri di qualità comparati agli altri Paesi occidentali.”
“Gli ho chiesto di intervenire al Brocchi - continua il preside - di fronte ad una rappresentanza di studenti delle quarte e quinte intorno al tema del merito, delle regole e delle competenze, temi che l'hanno imposto, come editorialista del Corriere e come riferimento per l'ultra-conservatrice cultura istituzionale italiana.”
Il tutto allo scopo, nel 150° dell'Unità d'Italia, “di "fare gli italiani" secondo valori trasparenti e poco inclini alla logica della casta, dei gruppi chiusi, della raccomandazione”.
“Roger Abravanel - afferma ancora il preside Zen in una circolare scolastica - è lo studioso che ha imposto, nel dibattito socio-culturale italiano, l'attenzione sui concetti di merito, competenza, qualità. Concetti che dovrebbero entrare anche nel dibattito del mondo della scuola, nella quale ancora oggi è assente un sistema di valutazione dell'offerta formativa, cioè dei docenti, del personale, delle scuole stesse. Una scuola, cioè, centrata sugli studenti e non più autoreferente.”
“In poche parole - conclude il dirigente scolastico - siamo un Paese di sudditi e consumatori o un Paese di cittadini, con reali possibilità di scelta e di piena valorizzazione dei talenti e delle competenze?”.
Nell'incontro al Brocchi gli studenti hanno avuto modo di apprendere dal relatore l'importanza di un sistema di condivisione sociale di regole in grado di promuovere e di premiare i meritevoli. Una tesi contenuta nel fortunato saggio di Abravanel - diventato un vero e proprio cult sull'argomento - “Meritocrazia - Quattro proposte concrete per valorizzare il talento e rendere il nostro Paese più ricco e più giusto”: nel quale l'autore, attraverso un'analisi approfondita e documentata, sostiene l'importanza di “un’iniezione di merito nella Pubblica Amministrazione”, di “test nazionali standard per creare l’eccellenza nel sistema educativo”, di “una Authority per sbloccare l’economia” e di “una affirmative action per portare le migliori donne italiane nei consigli di amministrazione delle imprese”.
Concetti ribaditi e sostenuti, nel pomeriggio al Ca' 7, nell'affollato incontro rivolto agli imprenditori e agli amministratori locali - organizzato dall'Associazione “Politica in regola” e dalle categorie economiche del Bassanese - in cui Abravanel ha parlato sul tema “Le buone regole nelle imprese e nella pubblica amministrazione.”
Una testimonianza diretta da ascoltare con estrema attenzione, per fare in modo che l'Italia diventi finalmente un Paese dove “rendere onore al merito” non sia più solamente un modo di dire.

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