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E Patierno fa sfilare anche gli alpini

In una scena, grottesca e surreale, di “Cose dell'altro mondo” compaiono anche le penne nere. Il presidente ANA Montegrappa Carlo Bordignon: “Non ne so nulla”

Pubblicato il 04 nov 2010
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Potevano mancare gli alpini, in un film ambientato a Bassano del Grappa? Certo che no.
E così, tra le comparse di “Cose dell'altro mondo” - il discusso film del regista Francesco Patierno, con Diego Abatantuono nel ruolo protagonista - ci sono anche le penne nere.
Tre, per la precisione: che questo pomeriggio, in Piazza Garibaldi, hanno preso parte ad una delle scene della pellicola nella parte che racconta il “post cataclisma”, e cioè gli sconcertanti e bizzarri “days after” successivi alla sparizione di tutti gli immigrati extracomunitari a seguito di una terribile tempesta.

La scena con i tre alpini fotografata dalla finestra di Bassanonet. Di spalle, con l'accappatoio, Valerio Mastrandrea

Uno scenario grottesco nel quale, in una piazza vuota con un ammasso di cartoni e sacchi di plastica al centro, il co-protagonista Valerio Mastrandrea gira vestito in accappatoio.
Sul set anche un'auto della polizia locale con i lampeggianti accesi, un grande cartello con la scritta “Kebab prossima apertura” e appunto i tre alpini, che camminano in fila e a passo spedito.
Tra un ciak e l'altro, evitando il filtro impenetrabile della produzione della Rodeo Drive, siamo riusciti ad avvicinare una delle tre comparse col cappello e con la penna, alpino del gruppo di S.Marco della sezione ANA Montegrappa. Oltre al giaccone, veste pantaloni di tuta fermi sotto il ginocchio e scarponi variopinti. “Ci hanno detto di vestirci da alpini alluvionati - ci confida -, di più non so.”
E non sa nulla, al riguardo, neanche il presidente della sezione ANA Montegrappa Carlo Bordignon, da noi contattato. “Non sono stato informato della cosa - ci dice -. Come sezione ANA siamo stati interpellati dal sindaco per la scena del film che si voleva fare sul Ponte degli Alpini, e nulla più”.
Inutile chiedere a Bordignon un suo commento sulla presenza degli alpini in un film dal soggetto volutamente surreale e provocatorio. “Bisogna vedere in che contesto è stata girata la scena - taglia secco il presidente -. Non posso dire nulla.”
Una cosa è certa: la scena in Piazza Garibaldi, comunque la si pensi, sarà di quelle che faranno discutere.
E' un doveroso omaggio all'immagine degli alpini, presenti sempre e comunque nelle situazioni di difficoltà, oppure uno sberleffo alla sacralità del Corpo delle penne nere?
Non ci resta, anche questa volta, che aspettare di guardare il film.

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