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Stefano Giunta: “Il PDL è un contenitore vuoto”

Intervista al consigliere comunale bassanese, tra i 10mila del “popolo di Mirabello” accorsi ad ascoltare l'intervento di Gianfranco Fini. “E' una svolta che avrà contraccolpi anche sul piano locale"

Pubblicato il 06-09-2010
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Tra gli oltre 10mila del “popolo di Mirabello”, ieri sera, c'era anche lui.
Stefano Giunta - ex vicesindaco di AN, attuale consigliere comunale di maggioranza a Bassano e fondatore del circolo territoriale bassanese di “Generazione Italia” - non è mancato all'appuntamento con l'attesissimo discorso di Gianfranco Fini che ha concentrato nella piccola località in provincia di Ferrara i riflettori della stampa nazionale.
Un evento sul quale l'esponente politico bassanese, finiano doc, non poteva che ricavare un giudizio oltremodo positivo.

Stefano Giunta: "Penso che si possa tornare a fare politica e non essere messi alla porta solo perché si chiede un minimo di confronto"

“E' stata un'impressione più che buona - ci dice Giunta -, di grande partecipazione e molto sentita. E' stata l'impressione di un “gruppo umano” che cercava il suo riferimento, e ieri sera lo ha trovato.”
Tra i punti cruciali espressi dal presidente della Camera, nonché leader di “Futuro e Libertà”, in quello che è già stato definito come il “Manifesto di Mirabello” - giustizia, federalismo, svolta economica, legge elettorale - spicca la dichiarazione della “fine del PDL” e dei “metodi staliniani” del partito di Berlusconi, sanciti dalla sua espulsione, lo scorso 29 luglio, da quel Popolo della Libertà di cui era stato il co-fondatore.
“L'intervento di Fini - prosegue l'ex vicesindaco - è stato certamente l'interpretazione della necessità di dare corpo e anima ad un malessere che aleggiava nel centrodestra rispetto a una gestione del partito basata non sui crismi della politica ma su quelli dell'azienda.
Penso che si possa finalmente tornare a fare politica e non essere messi alla porta solo perché si chiede un minimo di confronto e di dibattito sui temi che interessano il Paese: dalla famiglia alla scuola e dalle autonomie locali al federalismo fiscale, che va gestito in un'ottica nazionale e non con particolarismi locali.”
Una svolta politica che secondo il nostro interlocutore non potrà non avere riflessi anche sul nostro territorio.
“Io credo - conclude Giunta - che sul piano locale ci saranno gli stessi contraccolpi che avremo sul piano nazionale.
Non è un mistero che il PDL è un contenitore vuoto, una fusione a freddo tra due realtà che non si sono unite tra di loro.
Serve invece una nuova strada per coagulare lo sforzo comune di questa parte dello schieramento di centrodestra per portare avanti la capacità di leggere, con serenità e obiettività, la realtà dei problemi della gente.”

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