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Come saremo nel 2050? Te lo dice la Nardini

Un convegno internazionale e una fondazione per studiare i cambiamenti socio-demografici del pianeta nei prossimi 40 anni. E' l'ambizioso progetto dell'azienda bassanese, coordinato dal direttore del "Sole 24 Ore" Gianni Riotta

Pubblicato il 05-08-2010
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Tre miliardi di persone che devono ancora nascere, e che emigreranno nelle megalopoli. Nuovi fenomeni demografici, con zone del pianeta abitate in maggioranza dalle donne e altre - come l'Europa - in cui l'invecchiamento della popolazione sarà irreversibile.
Non è lo scenario di “Blade Runner”, ma la proiezione dell'evoluzione socio-demografica della Terra da qui a quarant'anni. Per molti di noi - per motivi anagrafici o per l'impellenza dei problemi della vita quotidiana - interrogarci sul “come saremo” nel 2050 non rappresenta di certo il primo pensiero che salta in testa dopo esserci alzati dal letto.
Ma la questione riguarda i nostri figli e i nostri nipoti, ed ecco che la preoccupazione “futurista” acquista un senso compiuto.

Le celebri "Bolle" della Distilleria Nardini di Bassano, progettate dall'architetto Massimiliano Fuksas

A farsene carico non è un istituto di ricerca, né tantomeno qualche Facoltà di Sociologia: ma la ditta Bortolo Nardini di Bassano - storica azienda produttrice di grappe e distillati - che alla “Terra che verrà” alla metà del primo secolo del terzo millennio dedicherà un importante convegno internazionale, previsto il 10 e 11 novembre prossimi. Un grande evento a cui farà seguito, nel 2011, la nascita di una fondazione - promossa sempre dalla Nardini e composta da alcuni tra i massimi esperti della materia - la cui missione sarà quella di promuovere e alimentare il dibattito culturale sui grandi temi della “crescita sostenibile” della popolazione.
La notizia è stata diffusa dal “Sole 24 Ore”, e non a caso. Il direttore del quotidiano economico-finanziario, Gianni Riotta, è infatti anche il coordinatore scientifico del comitato costitutivo della fondazione e a lui spetterà il compito di coordinare anche i lavori del convegno internazionale.
Il progetto “made in Bassano” - intitolato “Benvenuti nel Capodanno 2050” - si pone in questo modo l'ambizioso obiettivo di prefigurare le tendenze demografiche del pianeta e il loro impatto sui futuri equilibri geo-politici, di prevedere i mutamenti della nostra società e di delineare quali servizi dovranno essere erogati “affinché non ci siano megalopoli disperate”.
Il convegno bassanese - spiega il “Sole 24 Ore” - non sarà aperto a tutti, ma riservato alla partecipazione di 150 giovani e promettenti “cervelli”, selezionati dai rettori delle Università, che si confronteranno con relatori - storici, genetisti, studiosi e giornalisti provenienti da tutto il mondo - di assoluto rilievo.
La decisione di impegnarsi su un progetto di tale portata viene motivata dai promotori della famiglia Nardini “dal fatto di essere un'azienda di settima generazione ma anche di essere abbastanza preoccupati del futuro delle nostre generazioni”.

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