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"Nessun rimpianto per Brancher, inutile Ministro al nulla"

La bassanese Rosanna Filippin, segretario veneto del PD, commenta le dimissioni annunciate dal Ministro nell'aula del processo Antonveneta al Tribunale di Milano. E alza il tiro sulla politica economica del Governo

Pubblicato il 06 lug 2010
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“'Nessun rimpianto per Aldo Brancher. Sarebbe stato solo un inutile Ministro al nulla. Ma è sul Governo Berlusconi nel suo complesso che bisogna meditare”.
E' il commento della bassanese Rosanna Filippin, segretario regionale veneto del Partito Democratico, alla notizia delle dimissioni annunciate oggi dal Ministro per la Sussidiarietà e il Decentramento, in forza al Pdl, rimasto al governo per soli 18 giorni. Una velocissima parabola conclusasi con la decisione di Brancher di comunicare la sua uscita di scena “irrevocabile” dall'esecutivo - con conseguente rinuncia al legittimo impedimento e contestuale richiesta del rito abbreviato - nell'aula del Tribunale di Milano, durante l'udienza sul processo Antonveneta che lo vede imputato assieme alla moglie per le accuse di appropriazione indebita e ricettazione in relazione a somme pari a circa 1 milione di euro ricevute da Giampiero Fiorani durante il tentativo di scalata all'istituto di credito.
Interpellata dalle agenzie sul caso-Brancher, la Filippin alza il tiro più in generale sulla politica economica del Governo Berlusconi.

Il segretario regionale del PD Rosanna Filippin

“I tempi di crisi - dichiara ancora l'esponente politico bassanese - reclamano decisioni coraggiose, ispirate all'interesse generale del paese, rivolte al futuro. Quello che ci viene offerto, invece, è un'azione di governo balbettante: dove le misure prima annunciate e poi smentite superano le decisioni concrete. Un giorno le nuove norme sulle pensioni, poi il taglio delle tredicesime. Un passo avanti, due indietro, ogni giorno''.
“Anziché costruire una strategia per uscire dalla crisi - conclude Rosanna Filippin - il Governo mette nuovi bastoni tra le ruote di chi sinora ha tirato la carretta per tutti. Scarica sulle regioni del Nord tagli ingiusti, che ridurranno i servizi anche per i cittadini del Veneto. E riesce a complicare la vita alle aziende, impedendo persino le compensazioni tra debiti e crediti fiscali. Serve un cambio di passo. E serve in fretta.”

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