Pubblicato il 26-03-2010 17:55
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Social noir

Conclusi gli Incontri senza Mistero alla Bassanese: protagonisti della serata due grandi noiristi, Carlotto e Heinichen, e la funzione sociale del noir

Social noir

Veit Heinichen e Massimo Carlotto

Ospiti ieri sera alla Bassanese per la serata conclusiva degli “Incontri Senza Mistero” due grandi noiristi mediterranei Massimo Carlotto e Veit Heinichen, due autori che hanno in comune una passione forte per l’osservazione e per la ricerca della verità. Il linguaggio che utilizzano entrambi è quello del romanzo, quindi di una riscrittura letteraria di fatti ed eventi, o semplicemente di segnali inquietanti che leggono nella realtà che ci circonda e nella quotidianità della cronaca. I noiristi forniscono un quadro romanzato ma attendibile negli scenari del reale, soprattutto riguardante gli elementi della territorialità, e lo fanno attraverso un metodo che è quello proprio dello scrittore ma che è poi generalizzabile e applicabile anche da parte dei lettori. Sta in questo la funzione sociale del noir, un genere che è nato in Francia negli anni ’40 e che è più che mai d’attualità perché consente di tratteggiare, attraverso la narrazione, il networking, un mondo di collegamenti spesso oscuri di cui è vietato perdere la prospettive più ampie, non cogliere le connessioni, elargire mezze verità. Spesso è questo che fa l’informazione oggi, hanno affermato i due autori. Carlotto ha evidenziato il forte mutamento in negativo che hanno avuto lo stile e contenuti dell’informazione, soprattutto in questi ultimi tempi. Heinichen nel corso dell’incontro ha sempre fornito una lettura ampia, a dimensione europea: non si può comprendere la complessità della criminalità, che ha implicazioni legate al mondo della finanza, dell’economia, dell'ecomafia attraverso una lettura che tende al nazionalismo, non ha senso cioè parlare di criminalità polacca, rumena, albanese, nigeriana senza tentare di intravedere la ragnatela che le sorregge. Carlotto ha ricordato che è da anni che non si sente parlare in Italia di mafia cinese, un fenomeno che è presente, prospera e cresce indisturbato: come non chiedersi il perché e se di fatto non esista una connivenza ad alti livelli per interessi economici? Heinichen vive a Trieste, in un territorio dai mille confini a respiro mitteleuropeo, ma anche la Padova di Carlotto, e Bassano, le piccole realtà locali hanno disseminati numerosissimi confini invisibili. - Preoccupa molto quella sorta di analfabetismo che sta prendendo piede in Italia -, ha ricordato Carlotto – il confine che divide chi si interessa di cosa gli succede intorno da chi ha rinunciato ad occuparsene, e non si tratta solo di leggere dei libri, ma di provare curiosità e amore verso la cultura e di sentirsi investiti tutti di responsabilità. - Preoccupa anche il fenomeno della “delega con lamentazione annessa”, in qualunque campo, non solo quello della politica. E’ tempo che la gente impari a guardarsi intorno, a cercare di informarsi e di capire, e che prenda in mano carta, penna, o che pesti forte sulla tastiera, per dire la propria, senza aspettare che il mondo si muova spinto sempre dagli altri. Nei libri dei due autori è sempre presente il "quarto elemento", quella comunità che ospita i fenomeni criminosi, un territorio popolato di personaggi ispirati al reale e caratterizzato da problemi veri. Riguardo alla presunta visione profetica del noir (è stato ricordato che Carlotto nel suo ultimo libro parlava di escort, quasi un’anticipazione sui recenti fatti di cronaca), i due autori più che di profezie preferiscono parlare di analisi, di studio, di reti di informazioni che sono alla portata di tutti, come quelle che riguardano la recente crisi economica - Non si tratta di fatti “choc”, ma di fatti “sciocchi” - è stato detto. L’impressione è quella di aver parlato sempre di un mondo maschile, molto noir. - E il ruolo della donna nei vostri libri? - è stato chiesto ai due autori dalle intervistatrici di MilanoNera. La risposta è che anche i criminali possono vivere grandi storie d’amore: l’Alligatore è un personaggio borderline e le sue storie seguono questa impronta, Proteo Laurenti vive felicemente una sorta di fedeltà parallela. Appare chiaro che non sempre si trova l’autenticità dei testi nel mondo delle fiction - Ma la TV è un’altra cosa – hanno affermato i due scrittori. Allora meglio prendere in mano i libri, o la novità: gli e-book. - Il futuro dell’editoria è questo - ha ricordato Heinichen, che è stato libraio ed è editore - e non ne conosciamo ancora gli effetti. Per il momento ringraziamo tutti, e per tanti motivi, che continuino ad esistere l’editoria e le librerie indipendenti come questa che ci ospita.-

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