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Cronaca

Truffe, estorsioni e usura: sgominata gang di napoletani

Prendevano di mira anziani e disabili in tutto il Triveneto. Brillante indagine dei Carabinieri di Bassano del Grappa

Pubblicato il 14 nov 2009
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Irriducibili e meschini. Per le loro azioni criminose prendevano di mira i più deboli: soprattutto anziani, e ancora persone sole e disabili.
Agivano preferibilmente in zone isolate e di difficile accesso, dove nessuno li conosceva e si spacciavano - di volta in volta - per venditori ambulanti, oppure per addetti dell'Enel o delle Poste. Una volta individuata la persona da raggirare, trovavano il sistema per spennarne i risparmi. Non contenti, si davano anche all'usura: applicando alle loro vittime tassi usurai superiori anche al 1300%.
Era la florida attività di un'organizzazione composta da individui tutti di origine napoletana - e tutti residenti nei Comuni del Bassanese - specializzati in estorsioni, usura, furti, circonvenzioni e truffe ai danni di soggetti incapaci o psicologicamente fragili.

La conferenza stampa sull'"Operazione Pandora" al Comando Compagnia Carabinieri di Bassano del Grappa

Sulle loro tracce, da ben sette mesi, si erano però i messi i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Bassano che dopo una lunga e complessa indagine in tutto il Triveneto e in Emilia Romagna hanno sgominato finalmente la gang.
L'operazione si è conclusa con l'arresto in flagranza di reato di 4 persone, tutte napoletane: Giuseppe Noce, 54 anni, residente a Cassola in Via Vicenza 20; Francesco Strino, 62 anni, residente a Bassano in Via Monte Pertica 52; Carlo Frezza, 50 anni, residente a Romano in Via Piave 17 e Vincenzo Frezza, 47 anni, residente a Bassano in Via Miazzi 13. Tutti pregiudicati e accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata all'usura, furto e truffa. Denunciate inoltre in stato di libertà altre 6 persone, sempre di Napoli e residenti nel Bassanese: tutti parenti o conoscenti dei 4 arrestati, che fiancheggiavano nell'attività illecita.
L'indagine - chiamata “Operazione Pandora” - ha preso avvio a seguito di una denuncia di usura presentata dal titolare di un pubblico esercizio di Bassano del Grappa, esasperato dalle continue richieste di denaro e minacce il cui destinatario, in realtà, era un dipendente del locale che aveva chiesto del denaro in prestito al Noce senza riuscire a restituire il corrispettivo a causa degli esorbitanti interessi richiesti dal pregiudicato.
Da questo episodio le investigazioni si sono sparse a macchia d'olio. I Militari dell'Arma hanno pedinato i quattro nelle loro trasferte criminose nelle province di Vicenza, Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Trento, Bolzano e Pordenone.
Tutti i giorni - week-end esclusi - i napoletani si recavano nelle abitazioni di persone anziane o in precarie condizioni di vita, raggirandole e derubandole di risparmi e pensioni. In alcuni casi, le vittime venivano dagli stessi accompagnate presso le loro banche e indotte ad effettuare prelievi di denaro che poi consegnavano ai criminali. Altre volte. mentre l'anziano o disabile veniva intrattenuto da un componente della banda, un altro complice si intrufolava in casa per rubare soldi da cassetti o materassi.
Finora i Carabinieri hanno individuato una settantina di azioni criminali e cinquanta persone vittime di furti o di raggiri. Ma l'attività proseguiva da anni, e non si esclude che ci siano numerose altre vittime e in tal senso le indagini proseguono. E' stato accertato che - nel solo periodo dell'indagine - gli indagati si sono impossessati di circa 100mila euro, 35mila dei quali presi dai risparmi di un anziano di Marano Vicentino, ridotto così sul lastrico.
Coi proventi dei raggiri, i membri della gang - tutti nullafacenti - si davano alla bella vita: viaggi all'estero in crociera o in lussuosi villaggi turistici. Una parte dei soldi veniva invece “reinvestita” in prestiti ad usura: scoperti quattro casi tutti a Bassano ai danni di un commerciante, di un imprenditore, di un consulente d'azienda e di un lavoratore dipendente.
Per il Noce il Gip di Bassano ha emesso un ordine di custodia cautelare in carcere. Gli altri tre arrestati hanno invece l'obbligo di firma presso la Caserma dei Carabinieri di Via Emiliani.

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