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Redazione
Bassanonet.it
Marcatura a Duomo
Confcommercio Bassano e i commercianti rossanesi intervengono sul cantiere senza fine di piazza Duomo a Rossano Veneto. “Situazione paradossale. Chiediamo che l’amministrazione ci dica in modo definitivo cosa vuole fare e quando vuole farlo”
Pubblicato il 06-06-2025
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Rossano Veneto: il paese dei schei (almeno una volta), delle amministrazioni comunali frizzanti e di una storia infinita.
È la storia del cantiere sempiterno della “nuova” piazza Duomo, che da dieci anni esatti è entrato a gamba tesa nella vita della comunità rossanese, che da sei anni è diventato un progetto esecutivo, che nel 2020 ha concluso il primo stralcio con la demolizione del vecchio Patronato e la cui “posa della prima pietra” relativamente al secondo stralcio - come da storica e pomposa conferenza stampa in loco dell’allora sindaco Morena Martini, assieme al governatore Luca Zaia e alle rispettive mascherine per il Covid - risale al 7 settembre 2021.
Il secondo stralcio riguardava la costruzione, al posto del vecchio Patronato, della Sala Polivalente. Dopodiché si sarebbe passati al terzo stralcio, relativo alla lastricatura della nuova piazza vera e propria. Dopodiché ci sono stati ancora molti altri dopodiché, con problemi e complicazioni varie che qui non ripercorro perché scriverei un libro: ed oggi, nell’anno del Signore 2025, le transenne di quel cantiere non ancora concluso continuano a tagliare in due il cuore del paese.
Da sinistra: Dario Rocco, Adriano Bonaldi, Paolo Lunardi e Michele Roman in conferenza stampa (foto Alessandro Tich)
“Dieci anni passano purtroppo in fretta, anche se lasciano enormi ferite, e nonostante i nostri formali pareri, incontri e raccolta firme, oggi piazza Duomo è ancora per buona parte recintata e dei parcheggi non se ne vede più nemmeno l’ombra.”
È quanto dichiara, in un comunicato diffuso per l’occasione, Confcommercio Bassano che assieme ai commercianti rossanesi convoca una conferenza stampa nella propria sede di largo Parolini in città “per esporre le più opportune e urgenti considerazioni in merito al continuo protrarsi dei lavori di rifacimento di piazza Duomo in Rossano Veneto ed alla correlata soppressione dei parcheggi un tempo esistenti”.
Una situazione che il presidente mandamentale di Confcommercio Bassano Paolo Lunardi definisce “paradossale”.
“Sono stati sei anni - aggiunge - di difficoltà estreme che a Rossano Veneto hanno inficiato le attività dei nostri associati e non solo.”
Lunardi arriva a paragonare il caso di piazza Duomo alla Salerno - Reggio Calabria, che per lunghi anni in Italia è stata l’unità di misura dei cantieri senza fine.
“Le cause sono ovviamente diverse - precisa - perché qui le lungaggini sono dovute alla burocrazia, che però ha creato una difficoltà spaventosa.”
Il direttore dell’associazione mandamentale di categoria Riccardo Celleghin ricorda brevemente i principali passaggi di questa “never ending story”, iniziata appunto nel 2015 con l’approvazione del progetto preliminare e tutt’oggi sospesa nel limbo, anche in ragione del fatto che il Comune non ha ancora raggiunto un accordo con la Parrocchia per la cessione del terreno dove dovrebbe sorgere - e qui il condizionale è d’obbligo - un nuovo parcheggio.
Dalla cartellina stampa consegnata ai cronisti emergono, al riguardo, dei reperti storici.
Come la lettera trasmessa da Confcommercio il 9 marzo 2015 all’allora sindaco Morena Martini, avente ad oggetto “Progetto preliminare “Sistemazione Piazza Centro” e parcheggi”, nella quale si rimarcava che “le piazze ed aree pubbliche, specie con l’attuale situazione congiunturale, non devono essere concepite come “spazi vuoti” ma piuttosto come aree funzionali alla cittadinanza, alle attività commerciali, culturali ed ai visitatori, ricoprendo una fondamentale funzione strategica di impulso agli investimenti privati destinati a riqualificare e ristrutturare il patrimonio edilizio, oggi molto degradato”.
E ancora una lettera al sindaco Martini del 4 agosto 2015 in cui veniva espressa “la contrarietà della categoria all’ipotesi di soppressione dei parcheggi della piazza dopo i lavori di ripavimentazione”, con tanto di raccolta firme dei commercianti ed esercenti di Rossano a sostegno della comunicazione dell’Ascom.
Ma anche documenti più recenti, che con un balzo di dieci anni riguardano un’altra lettera trasmessa da Confcommercio il 5 marzo 2025 all’attuale sindaco Marco Zonta nella quale, tra le altre cose, oltre a ribadire il concetto che la piazza “sia realmente utile e vissuta dalla collettività”, si richiede la riapertura degli accessi diretti da via Bassano alle due attività (Rocco Moda e Caffetteria al Duomo) che insistono sul lato sud del cantiere, un’immediata revisione del progetto “per il ripristino di almeno 30 parcheggi all’interno e/o margine della nuova piazza” e l’istituzione di un fondo comunale per ristorare le attività danneggiate dal prolungarsi dei lavori.
Tale lettera non ha ricevuto una risposta formale ma comunque, come rivelano i vertici di Ascom, “sono seguiti degli incontri con l’amministrazione comunale”.
In sostanza, gli esponenti di categoria chiedono all’amministrazione di Rossano Veneto di “fare un passo indietro e tentare di intervenire con una progettualità che garantisca accessibilità e fruibilità dell’area”.
“Lo chiediamo a gran voce - insistono -, si intervenga e si faccia in modo che, dopo il senso unico di via Roma, piazza Duomo non diventi il cimitero di questo paese.”
“Il futuro - sostiene ancora il direttore Celleghin - è legato alla preoccupazione di non aver parcheggi e non poter sfruttare tutte le potenzialità che le attività commerciali esprimono.”
“Il danno è stato fatto, ora cerchiamo di collaborare col Comune per salvare il salvabile - interviene Michele Roman, presidente della delegazione comunale di Rossano Veneto della Confcommercio -. La piazza è compromessa, una piazza importante per i cittadini che devono usufruire di servizi. Dispiace la miopia con cui l’amministrazione comunale guarda ai parcheggi, la piazza deve essere funzionale anche per attività future. Questo porta il Comune a morire.”
Adriano Bonaldi è il titolare della nota Birreria Monaco, situata proprio di fronte alla piazza-cantiere. Lamenta una “mutilazione” di fatturato, a seguito dei lavori senza fine, dal 40 al 50%.
“Quello che mi fa male - dichiara - è la non sensibilità dell’amministrazione comunale, sia la precedente e sia quella attuale, nei confronti di noi commercianti. Un disinteresse totale per quei quattro poveri cani che lavorano. I lavori sono bloccati, continuano a litigare tra di loro e noi non vediamo una via d’uscita.”
“Chi arriverà, dovrà considerare di fare dei parcheggi”, aggiunge Bonaldi riferendosi già alla prossima amministrazione comunale, con l’implicita considerazione che l’amministrazione attuale, nel corso del suo intero mandato, non riuscirà ad uscire dal tunnel.
Dario Rocco è invece il titolare del negozio di abbigliamento “Rocco Moda”, situato in piazza Duomo e in quanto tale “cantierizzato” sin dall’inizio dei lavori.
In una prima fase vi si poteva ancora accedere in qualche modo, in un periodo in cui l’esercizio commerciale ha registrato comunque un calo di fatturato prima del 30 e poi del 50%.
Successivamente il negozio è stato totalmente “transennato”, diventando quindi inaccessibile e costringendo Rocco a chiudere bottega per trasferire l’intera attività nel suo secondo negozio vicino alla stazione.
“In centro abbiamo piccole attività a gestione familiare ma presenti da tanti anni, senza aver mai chiesto assolutamente niente - afferma -. Quello che fa più male è l’assenza di attenzione dell’amministrazione per le nostre attività. Non è un gioco, ma è lavoro, è cercare di crescere con i nostri negozi e locali.”
“Andiamo a oltranza con delle tempistiche che dire “non ragionevoli” sarebbe limitativo - continua -. Rossano non ha bisogno di uno spazio aperto e deserto, restano inoltre tanti punti di domanda. Non si sono ancora resi conto del danno che hanno fatto alle nostre attività.”
Parole dure, parole amare. Ma non parole polemiche.
Sia il presidente mandamentale Lunardi che i commercianti rossanesi puntualizzano più volte che i loro interventi non esprimono astio o contrapposizione nei confronti dell’amministrazione comunale, ma l’auspicio che “l’amministrazione ci dica qualcosa di definitivo senza tergiversare, per capire cosa vogliono fare e quando vogliono farlo”.
Ovvero “cercare una soluzione per continuare a sopravvivere e a lavorare e per vedere una fine di questo cantiere, non solo per noi ma per tutti i cittadini di Rossano”.
Il dialogo e il confronto c’è sempre stato e il presidente comunale Roman puntualizza:
“Da dieci anni condividiamo la questione con l’amministrazione comunale, esprimendo le nostre perplessità. Chiediamo di correggere il tiro in merito alla funzionalità della piazza, di fare bene e soprattutto di fare in fretta.”
I commercianti di Rossano Veneto proseguiranno la loro azione di proposta e di stimolo nei riguardi del Comune, in osservanza ai rispettivi ruoli istituzionali.
Ma - seppure “in punta di piedi” come sottolinea Lunardi - senza mollare la presa, continuando a tallonare l’amministrazione con una marcatura a Duomo.
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