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Non c’è campo
La giunta regionale conferma: il Campo Base Pedemontana di Romano d’Ezzelino sarà demolito. Nessuna possibilità di trasformarlo in un’area temporanea di alloggi per aventi diritto ERP e sfrattati, come richiesto dal SUNIA
Pubblicato il 05 mag 2025
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Niente “Supercasa Pedemontana”: non si può fare.
Vi ricordate gli articoli che avevo scritto nello scorso mese di febbraio?
Il SUNIA, Sindacato Nazionale Unitario Inquilini ed Assegnatari, di Vicenza aveva lanciato la sua pazza idea, ma proprio per questo degna di attenzione.
L’ex Campo Base Pedemontana di Romano d’Ezzelino (archivio Bassanonet)
L’idea era quella di bloccare la già prevista demolizione del Campo Base Pedemontana di Romano d’Ezzelino, località Sacro Cuore, e utilizzare almeno in via provvisoria le casette prefabbricate del “Villaggio SPV”, originariamente adibite ad ospitare i lavoratori del Consorzio SIS, per trasformarle in alloggi a beneficio di persone e di famiglie che sono ancora in attesa di un’abitazione, vale a dire gli aventi diritto ERP (case popolari) e anche gli sfrattati.
La proposta era stata avanzata per voce del segretario SUNIA Vicenza Francesco Brasco.
Appellandosi al presidente Zaia e alle forze politiche in consiglio regionale, Brasco affermava che fosse “uno spreco di risorse inutile non approfittare di un villaggio dotato di 200 posti letto e con sala mensa e sala riunioni e grandi aree scoperte”.
Da qui il suo invito ai sindaci di Romano, Cassola e Bassano del Grappa a “prendere possesso dell’area ex Campo Base Pedemontana di via Madonna delle Grazie (angolo via don Andolfatto) destinato alla demolizione e di utilizzarlo almeno temporaneamente per l’emergenza abitativa a favore dei Comuni dell’area bassanese”.
La proposta del SUNIA di Vicenza era stata colta immediatamente al volo dai due consiglieri regionali di Europa Verde Renzo Masolo e Andrea Zanoni.
“Lo smantellamento di questo Pedemontana Village - avevano dichiarato Masolo e Zanoni - è motivo di dibattito, poiché cittadini e alcune organizzazioni come il SUNIA si chiedono se non sia possibile assegnare a quelle strutture una funzione di tipo sociale”.
Ne era conseguita un’interrogazione dei due consiglieri di Europa Verde che chiedeva agli assessori competenti della giunta regionale “se intendano valutare e sostenere la percorribilità dell’ipotesi di destinare gli attuali alloggi del Campo Base SIS, in via del tutto eccezionale e transitoria, alle emergenze abitative dei Comuni dell’area”.
Dello stesso tenore un’interrogazione a risposta scritta presentata dalle consigliere regionali del Partito Democratico Chiara Luisetto, Vanessa Camani (capogruppo) e Francesca Zottis, avente per oggetto “La giunta regionale quali provvedimenti intende adottare per evitare la demolizione del Campo Base Pedemontana di Romano d’Ezzelino?”.
Un punto di domanda che finalmente non rimane più in sospeso perché è stato reso noto il verbale, datato 15 aprile 2025, della risposta della giunta regionale del Veneto (vicepresidente e assessore alle Infrastrutture e Trasporti Elisa De Berti e assessore al Patrimonio Francesco Calzavara) all’interrogazione delle tre consigliere regionali del Partito Democratico.
“Come premesso dagli stessi interroganti, alla conclusione dei lavori per la realizzazione della Superstrada Pedemontana Veneta, era previsto lo smantellamento del Campo Base di Romano d’Ezzelino ed il ripristino dell’area, classificata in zona agricola, allo stato preesistente - esordisce la risposta della giunta regionale -. Dal punto di vista patrimoniale, essendo le aree di proprietà di soggetti privati, era prevista la cessazione dell’occupazione temporanea e la conseguente restituzione dei terreni ai proprietari.”
“Nei mesi passati si sono svolte interlocuzioni tra la Regione del Veneto, il Concessionario SPV S.p.A. e l’Amministrazione Comunale di Romano d’Ezzelino, per valutare eventuali ipotesi alternative che permettessero di riutilizzare le strutture che hanno ospitato il campo base della Superstrada Pedemontana Veneta per altri usi - continua il testo -. Durante queste interlocuzioni è emerso che non tutti i proprietari dei terreni interessati hanno manifestato la propria disponibilità relativamente ad una cessione definitiva delle aree.”
“Il potere espropriativo della Regione del Veneto, che è stato delegato al Concessionario SPV S.p.A., derivava dalla dichiarazione di pubblica utilità del progetto di realizzazione della Superstrada Pedemontana Veneta - prosegue la risposta all’interrogazione -. La Regione del Veneto, pertanto, al pari del Concessionario SPV S.p.A., non ha attualmente alcun potere espropriativo per le aree in questione (ad esclusione naturalmente della prosecuzione dell’occupazione temporanea, sino alla demolizione del campo base e al ripristino del terreno nello stato originario).”
Onde per cui:
“Ulteriori previsioni di intervento per tale area richiederebbero, da parte dell’Amministrazione competente in funzione delle finalità dell’intervento, la redazione del relativo progetto, la dichiarazione della sua pubblica utilità e, in assenza di intese con i proprietari, l’avvio di un distinto procedimento espropriativo, nonché di quello urbanistico.”
“Per quanto esposto, pertanto - conclude la giunta regionale -, non essendosi verificate tali circostanze, e non risultando possibile prolungare l’occupazione temporanea dei terreni in assenza di un consenso dei proprietari, dato che le esigenze del campo base per la realizzazione della Superstrada Pedemontana Veneta sono ormai terminate, si ribadisce che le interlocuzioni tra la Regione del Veneto ed il Comune di Romano d’Ezzelino non hanno permesso l’individuazione di soluzioni praticabili al fine di evitare la demolizione del Campo Base di Romano d’Ezzelino.”
Morale della favola: il Campo Base Pedemontana alias Villaggio SIS di Romano d’Ezzelino, terminata la sua funzione logistica con il completamento della costruzione della Superstrada Pedemontana Veneta, sarà demolito.
Punto e basta: emergenza abitativa e solidarietà sociale, così come richiesto dal SUNIA, non abitano qui.
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