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I grandi assenti
Ma dov’erano i sindaci dei 72 Comuni del circondario del Tribunale della Pedemontana, ieri all’incontro con Zaia? Presenti meno di una ventina di fasce tricolori. L’amarezza del sindaco di Pove e il commento del senatore Zanettin
Pubblicato il 11 apr 2025
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Parto da una doverosa premessa.
Se all’incontro di ieri mattina sul Tribunale della Pedemontana col governatore Luca Zaia lo scopo del sindaco Finco era quello di riempire la sala Chilesotti del Museo Civico, l’obiettivo è stato centrato in pieno.
La sala era gremita in ogni ordine di posti e chi è arrivato in ritardo è rimasto in piedi.
Foto Alessandro Tich
Ora però che posso ritornare sull’argomento a freddo e non più con i ritmi della cronaca a botta calda, mi sono rivisto le foto del pubblico che ho scattato nell’occasione.
Va subito detto che all’incontro era presente quasi tutta la giunta comunale di Bassano, più una rappresentanza dei consiglieri bassanesi di maggioranza (presidente del consiglio Monegato e consiglieri Fietta, Tessarollo, Faccio, Piccolotto, Finco Federica e Bindella, quelli che ho notato al volo). E già qua, almeno una dozzina di posti sono stati coperti.
Poi c’erano i rappresentanti delle categorie economiche. Fatta eccezione per il bassanese Pietro Guderzo, presidente provinciale di Coldiretti Vicenza, gli altri presidenti provinciali delle associazioni di categoria erano però in buona parte assenti.
Oltre ad Omer Vilnai di Confindustria Veneto Est che ha parlato al microfono, non sono mancati all’appuntamento Sandro Venzo di Confartigianato Bassano, Flavio Convento di Confesercenti Padova e Vicenza, Fausto Bosa di Confartigianato Asolo Montebelluna, William Beozzo di Confapi Veneto, Lorena Maria Piazza di Apindustria Confimi Vicenza ed Elena Scotton di Confcommercio Bassano.
Un piccolo drappello, ma comunque in gran parte rappresentativo del mondo categoriale prettamente bassanese.
A “fare numero” tra le file del pubblico sono stati soprattutto, e inevitabilmente, gli avvocati di Bassano del Grappa e dintorni.
Sono loro i primi interessati alla questione, sono loro i numi tutelari del Comitato per l’istituzione del Tribunale della Pedemontana e ci mancherebbe che in un’occasione del genere non si presentassero a ranghi folti e compatti.
Ah, dimenticavo: all’incontro con Zaia sul Tribunale c’erano anche i sindaci.
Per meglio dire, considerando che l’ipotetico circondario del Tribunale della Pedemontana comprende ben 72 Comuni di tre Province: c’erano solo alcuni, e anzi pochi sindaci.
E proprio questo è il nodo della questione.
Introducendo la conferenza stampa col governatore, il sindaco di Bassano Nicola Finco ha fissato i paletti della discussione:
“Ci hanno detto che quello della Pedemontana è un tribunalino e che stiamo conducendo una battaglia di bottega. Niente di tutto questo. Noi oggi rappresentiamo un territorio con 500mila abitanti e con migliaia di imprese.”
Un territorio considerevole davvero: per estensione extraprovinciale e per popolazione.
Peccato che all’incontro con Zaia ci fossero essenzialmente i sindaci dei Comuni del nostro comprensorio, quello della presunta - con buona pace di Marostica - “Grande Bassano”.
Li nomino tutti, in ordine alfabetico, perché in questi casi bisogna anche fare l’appello: Cartigliano, Cassola, Colceresa (in rappresentanza anche della Provincia), Marostica, Mussolente, Nove, Pove del Grappa (rappresentato dall’assessore Fiorella Zonta), Rosà, Rossano Veneto, Schiavon, Solagna, Tezze sul Brenta e Valbrenta.
Più Bassano del Grappa, fanno 14 Comuni del nostro comprensorio.
Dal Trevigiano, si aggiungono all’elenco dei partecipanti i soli sindaci di Castelfranco Veneto (in rappresentanza anche della Provincia) e di Possagno, più il vicesindaco di Treviso che non fa parte della “cartina geografica” del Tribunale pedemontano ma che è intervenuto per “sedare la polemica” sulla presa di posizione, assieme ai suoi colleghi di Padova e di Vicenza, del sindaco leghista e zaiano Mario Conte.
L’Alta Padovana è stata infine rappresentata da un assessore di Cittadella al tavolo dei relatori e da un paio di sindaci sparsi tra il pubblico.
Ricapitolando: i primi cittadini con fascia tricolore presenti alla conferenza con Zaia sono stati poco più di una quindicina, in buona parte leghisti o civici di area Lega, e in totale i Comuni che hanno risposto all’appello, compresi quelli che hanno mandato un delegato come Lusiana Conco, saranno stati una ventina o poco più.
E allora: che fine hanno fatto la cinquantina di altri Comuni compresi nel circondario giudiziario pedemontano, che il 24 marzo 2023 avevano invece risposto in massa all’invito del sindaco Elena Pavan a partecipare all’incontro, nella stessa sala del Museo Civico, con il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari?
In altre parole: che fine ha fatto il “territorio di 500mila abitanti” evocato dal sindaco di Bassano Nicola Finco?
L’assenza di una parte dei sindaci coinvolti nel progetto era comunque da mettere in preventivo.
Si tratta dei primi cittadini dei 14 Comuni dell’Alto Vicentino inseriti nell’ipotetico circondario giudiziario pedemontano (Breganze, Caltrano, Calvene, Carrè, Chiuppano, Cogollo del Cengio, Fara Vicentino, Lugo di Vicenza, Montecchio Precalcino, Salcedo, Sarcedo, Thiene, Valdastico e Zanè) che lo scorso 14 marzo - assieme ad altri 14 Comuni dello stesso territorio, per un totale di 28 municipalità - avevano sottoscritto la famosa lettera al ministro della Giustizia Carlo Nordio contro il “progetto nostalgico e anacronistico” del Tribunale della Pedemontana.
È interessante notare come nella narrazione ufficiale sulle dimensioni territoriali del circondario giudiziario pedemontano, questo “piccolo particolare”, come è successo anche ieri, venga omesso o dimenticato.
Ma torniamo ancora allo zoccolo duro pro Tribunale pedemontano, rappresentato ovviamente dai Comuni del Bassanese.
All’incontro di ieri non c’era il sindaco di Romano d’Ezzelino Simone Bontorin, che non ha mandato neanche un suo delegato.
“Tutta la giunta era impegnata e non c’erano consiglieri liberi dal lavoro da delegare”, spiega a Bassanonet Bontorin che informa di aver trasmesso una lettera di comunicazione dell’assenza e di conferma del sostegno al progetto giudiziario bassanese.
Non c’era neppure il sindaco di Pove del Grappa Francesco Dalmonte, che ha preferito delegare il suo assessore alla Cultura Fiorella Zonta.
Guarda caso, si tratta dei sindaci di due Comuni dell’Unione Montana del Bassanese, fonte di rapporti “non idilliaci” (per usare un eufemismo) col Comune di Bassano per la nota ed estenuante vicenda dell’uscita dall’Unione della Polizia Locale.
Non dico che le due cose siano collegate, ma osservo una coincidenza da non sottovalutare.
Il sindaco di Pove Dalmonte conferma a Bassanonet il suo pieno sostegno, e quello della sua amministrazione, al Tribunale della Pedemontana.
“Tutto il paese vuole assolutamente questo servizio - dichiara - perché è una fonte di snellezza giudiziaria per tutto il territorio e mi suona molto strano che certi Comuni si oppongano, perché vedo sempre positivo potenziare un servizio in anni in cui i servizi fondamentalmente vengono tagliati.”
Tuttavia, Dalmonte aggiunge:
“Suona strana un'altra cosa: che a gennaio ho visto molti politici stappare bottiglie per una comunicazione fatta dal sottosegretario sul disegno di legge del Governo per la riapertura dei Tribunali che doveva essere presentato e a distanza di pochi mesi ci troviamo ancora a provare a dare un segnale di forza perché questo disegno di legge venga effettivamente lanciato.”
“E poi suona male ancora una cosa - aggiunge il sindaco di Pove -. E cioè che nel momento in cui una bella flotta di sindaci dell’Alto Vicentino hanno fatto un comunicato contro il Tribunale, la nostra risposta è stata un comunicato, non condiviso assolutamente, di Bassano del Grappa. Bassano evidentemente si ritiene portavoce di tutto un territorio, senza però condividere nulla con il territorio stesso. Quindi Bassano, fondamentalmente, non vuole lavorare con il territorio oppure non riesce a lavorare con il territorio. Mi chiedo allora quanto queste forme di condivisione, dimostrate ieri con Pove presente, possano valere.”
Et dulcis in fundo, oggi è giunta in redazione una comunicazione al direttore del senatore vicentino Pierantonio Zanettin, a commento del mio articolo di ieri “Tribuna Politica” che ha riferito dell’incontro bassanese col governatore Zaia.
“15 forse 17sindaci (su 72) presenti? Mi pare un flop la visita a Bassano del Presidente Zaia, a sostegno del Tribunale della Pedemontana. Nonostante la manifestazione fosse stata annunciata da tempo con squilli di tromba e rullo di tamburi, al dunque si sono presentate poche fasce tricolori.”
“Ormai queste manifestazioni che si ripetono da anni appaiono un rito stanco e ripetitivo - prosegue il parlamentare di Forza Italia -. I protagonisti sono sempre i soliti: Zaia, il sottosegretario Ostellari e il sindaco di Bassano. Tutti leghisti, come i pochi sindaci al seguito.”
“Dopo lo “storico” (per dirla alla Ostellari) annuncio in aula al Senato il 9 gennaio scorso, che avevo subito giudicato “a caro amico ti scrivo”, del Tribunale della Pedemontana parlano solo i leghisti, come argomento di campagna elettorale per le prossime regionali. Anche se il candidato presidente della coalizione di centro destra ancora non c’è - continua il senatore -. Il ministro Nordio si guarda bene di parlarne, e così il vice ministro Sisto.”
Ed aggiunge:
“Noto che si continua a parlare della Cittadella della Giustizia di via Marinali, che, come lei ha bene messo in evidenza qualche settimana fa, per dimensioni non potrebbe ospitare neppure un “tribunalino”, ma semmai solo un “mini tribunalino”.”
“Immagino che sulla riapertura dei tribunalini qualcosa da dire la avrà anche l’Europa - conclude Zanettin -. La riduzione dei tempi medi dei processi è uno degli obiettivi del PNRR, pena la perdita dei finanziamenti concessi. I tribunalini, su e giù per la penisola, sono notoriamente inefficienti e rischiano di compromettere il buon esito della riforma. Staremo a vedere.”
Così è se vi pare, egregi lettori.
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